Le Carte Parlanti

Le Carte Parlanti
Mundimago
Visualizzazione post con etichetta manifestazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manifestazione. Mostra tutti i post

martedì 29 ottobre 2019

La Memoria Corta degli italiani sulla Lega di Salvini


La Memoria Corta degli italiani sulla Lega di Salvini

Salvini è figlio della storia della Lega Nord, il partito più paradossale e contraddittorio che mai la Repubblica abbia conosciuto in oltre sessant'anni. Storia di un inganno perpetrato per anni a danno di tanti cittadini del nord, che in questo partito avevano riposto le proprie speranze di cambiamento, e di sistematici insulti alla dignità delle popolazioni meridionali.


Salvini è figlio della storia della Lega Nord, il partito più paradossale e contraddittorio che mai la Repubblica abbia conosciuto in oltre sessant'anni. Storia di un inganno perpetrato per anni a danno di tanti cittadini del nord, che in questo partito avevano riposto le proprie speranze di cambiamento, e di sistematici insulti alla dignità delle popolazioni meridionali.

Strano paese l'Italia. Ma la Lega, quella che sabato ha "marciato" su Roma e, a quanto sembra, almeno dai sondaggi, mieterebbe tanti consensi oggigiorno, è la stessa Lega Nord che per oltre un ventennio ha vagheggiato di secessione, federalismo, devolution, nazione padana, di lotta al centralismo romano ed alla corruzione, per poi rivelarsi il più "italiano" dei partiti in quanto a consuetudine con i vizi del potere? Parrebbe proprio di si, stando ai suoi attuali dirigenti, compreso il nuovo segretario-fustigatore Salvini, al nome che porta, ai simboli che esibisce.

Se parliamo dello stesso partito, allora, a parte i numeri del tutto eccezionali del suo attuale consenso elettorale, di nuovo c'è solo la sua vocazione "nazionale", tutto il resto è un film già visto. A cominciare dall'approccio al tema dell'immigrazione e del multiculturalismo, per finire a quello del fisco. Ronde, Camicie verdi, provocazioni anti-islamiche, guerra alla moschee, contatti con l'estrema destra europea, minacce di rivolta fiscale: è storia degli ultimi quindici anni, almeno. Anni in cui questo partito, nell'indifferenza della politica e delle istituzioni, ha potuto permettersi campagne xenofobe, perfino eversive dell'unità nazionale, e, al contempo, occupare, a "Roma", postazioni ministeriali. Non solo. C'è stato un momento nella storia del paese in cui Bossi & C. sembravano aver vinto su tutta la linea: non c'era partito in parlamento che non si professasse "convintamente federalista", tutti ammorbati dal verbo leghista.

Insomma, parliamo proprio dello stesso partito, il Carroccio, quello che faceva il suo ingresso trionfale nella politica nazionale nel 1992 cavalcando l'inchiesta Mani Pulite e un anno dopo avvertiva i magistrati che una pallottola costava "solo 300 lire". Si, si, la stessa forza politica che per oltre un ventennio ha millantato la sua "diversità" rispetto al sistema "romano", salvo razzolare peggio di tutti quelli, uomini pubblici e partiti, che di volta in volta finivano nel suo mirino, ininterrottamente, dalla maxi-tangente Enimont fino alle lauree fasulle in Albania. Storie di corruzione e "familismo amorale" che hanno coinvolto un numero impressionante di suoi esponenti ed amministratori ad ogni livello, gran parte del gruppo dirigente di vertice, lo stesso leader maximo e fondatore Umberto Bossi.

Salvini è figlio di questa storia, di cui è stato attivo protagonista per più di due decenni; la storia della Lega Nord, il partito più paradossale e contraddittorio che mai la Repubblica abbia conosciuto in oltre sessant'anni. Storia di un inganno perpetrato per anni a danno di tanti cittadini del nord, che in questo partito avevano riposto le proprie speranze di cambiamento, e di sistematici insulti alla dignità delle popolazioni meridionali, vittime in alcuni frangenti anche di alcune scelte concrete dei governi a trazione leghista. Ecco perché è davvero imbarazzante osservare che un numero così elevato di italiani, perfino del Mezzogiorno, che pure hanno potuto in questi anni rendersi conto dello scarto tra parole e fatti nella storia del Carroccio, si possano sentire rappresentati dagli stessi uomini che ne sono stati, senza soluzione di continuità, artefici assoluti. E che al sud possano esserci tanti cittadini in preda a sindrome di Stoccolma. Ciò, prescindendo anche dalla pericolosità delle loro campagne d'odio che stanno avvelenando la nostra società, 
sfruttando la sofferenza, il disagio, di milioni di cittadini.

È una questione di maturità politica, quella che sembra mancare del tutto ad una fetta larga di elettori, che, in cambio di uno sputo (metaforico, s'intende) ad un immigrato, sono disposti a chiudere gli occhi di fronte alla storica, e conclamata, inaffidabilità di questo partito. La crisi non ha eroso soltanto i nostri redditi. A pagarne il prezzo sono anche le istituzioni democratiche, la qualità del confronto politico, la nostra memoria collettiva. Lo slogan più noto del leghismo è stato Roma ladrona, la Lega non perdona!  Una parte del popolo italiano, invece, 
sembra che alla Lega abbia perdonato tutto.



 Salvini e la Lega dovrebbero evitare   di piangere sul latte che loro stessi hanno versato,   dovrebbero smetterla di scaricare sugli altri le loro responsabilità


 Salvini e la Lega dovrebbero evitare 
di piangere sul latte che loro stessi hanno versato, 
dovrebbero smetterla di scaricare sugli altri le loro responsabilità...


.
Mi occupo di Creare le vostre pagine, disegnare loghi e marchi.  Posso realizzare biglietti da visita, personalizzare banner e clip animate.  Fornisco supporto e consulenza per realizzare Siti Internet,   blog personalizzati e pagine Social.  Servizio rivolto a Privati, Aziende, Agenzie, Enti,   Associazioni e Liberi Professionisti.
.


venerdì 4 maggio 2018

Con la Scusa dei BLACK BLOC qualcuno vuole Sfilarci l’ENI


 IL GOVERNO IMPIEGHI L’ESERCITO SABATO 
A PRESIDIO DI MILANO E DELL’ENI

Premetto che chi scrive ha ricoperto per molti anni a cavallo degli anni ’80 e ’90 la carica di Direttore Generale della SOFID, Società Finanziamenti Idrocarburi, Capogruppo finanziaria dell’ENI e pertanto a conoscenza dell’importantissimo ruolo per la sicurezza strategica nazionale che ha sempre svolto l’azienda fondata dal grandissimo e sempre compianto Enrico Mattei.

Ebbene, per sabato 5 maggio nel pomeriggio, è prevista a Milano una manifestazione di protesta anti-ENI organizzata dalla sinistra estrema, movimenti anarchici, centri sociali e dagli immancabili Black Bloc provenienti da tutta Europa ad iniziare (che caso!) dalla Francia e dalla Germania alla parola d’ordine perché “il governo italiano finanzia i campi di concentramento in Libia e le milizie che li gestiscono, L’ENI e le altre imprese di bandiera cercano di preservare e allargare i loro affari, ricorrendo a qualunque signoria della guerra locale” (dai volantini che circolano sul web). Anche agli occhi dei meno addetti ai lavori appare chiaro che le motivazioni addotte siano alquanto pretestuose e risibili non per altro perché dovrebbe esserci prima di Milano e dell’Italia file interminabile di paesi da contestare per motivi ben più gravi e reali ad iniziare proprio da quelli 
da dove provengono molti manifestanti.

Allora perché prendersela proprio con l’ENI a Milano quando per il mondo ci sarebbero motivi molto più “comprensibili” di contestazione? O considerano la ELF, la SHELL, la ESSO, la TOTAL, ecc… esempi di virtusismo e impeccabili operatori nel settore petrolifero?

La risposta è purtroppo molto semplice: perché l’ENI è un boccone molto ambìto rappresentando non solo un asset strategico italiano per l’approvvigionamento energetico, ma anche per la “dote” in giacimenti petroliferi sparsi per il mondo. Insomma chi controlla l’ENI controlla l’Italia e mette le mani su cospicue riserve petrolifere contando inoltre su elevatissime tecnologie e invidiati know how nel settore delle perforazioni offshore (es. SAIPEM). Perciò a Milano si cerca la guerriglia contro l’ENI per indebolirla e renderla più aggredibile in un momento delicatissimo della politica italiana con un governo dimissionario e in carica per gli affari correnti, ma che è completamente senza spina dorsale e che vive alla giornata, più attento che non ci siano danni materiali per le strade che lungimirante ai veri motivi per il quale domani sarà provocato volutamente l’inferno a Milano. Proprio per questo i leader politici di qualsiasi colore, a patto che considerino come priorità assoluta l’interesse del Paese, dovrebbero urgentemente invocare l’utilizzo dell’esercito a presiedere la città di Milano con il preciso ordine di “proteggere” dalla furia telecomandata dei Black Bloc & Co. non solo i cittadini milanesi ma anche i facili bersagli come stazioni di servizio e le auto Enjoy identificando tutti, nessuno escluso, i manifestanti e dando l’inequivocabile segnale che l’Italia non è intenzionata a spossessarsi dell’ENI. Magari potrebbero emergere delle sorprese dall’attenta identificazione dei partecipanti, scoprendo chi siano realmente i “mandanti” e i finanziatori di tale strana e sospettissima manifestazione che ha tutti i presupposti di essere
 una missione punitiva intimidatoria nei confronti dell’Italia.

Domenica prossima dai giornali non vorremo leggere l’ennesima devastazione del centro di Milano in stile inaugurazione EXPO’, ma un bel pò di gente identificata con nome e cognome e i collegamenti con chi ha interesse a trasformare il nostro Paese in un campo di battaglia per poi farcelo portare via per un piatto di lenticchie, pardon, di crauti!

Antonio M. Rinaldi


.
Previsioni per il 2018






.

domenica 29 maggio 2016

Manifestazione : 1 Giugno, Palazzo Marino, Milano dalle ore 9,30 alle ore 14.00



"Nulla su di Noi senza di Noi"


Il Movimento per i Diritti dei Disoccupati

Invita a Partecipare alla manifestazione di Mercoledì 1 Giugno davanti a Palazzo Marino a Milano
dalle ore 9,30 alle ore 14.00

Contro la legge Fornero a favore di tutte le Fragilità e criticità del mondo del lavoro.
L'invito è rivolto a tutti gli interessati della Lombardia ed in particolare ai :
  • Disoccupati di tutte le età
  • Lavoratori precoci quota 41
  • Opzione Donna
  • Mobilitati
  • Esodati
E' importante farci sentire proprio adesso che il governo ha incontrato il sindacato e incontrerà la confindustria.
Saranno ben accetti Striscioni e cartelli vari.

.



CONDIVIDETE , GRAZIE
.

domenica 3 maggio 2015

L'Expo sul Cibo è di chi ci Affama






L'Expo sul cibo è di chi ci affama


Le multinazionali vengono a Expo per nutrire loro stesse, non il pianeta

Le multinazionali, che ci hanno portato malattie e malnutrizione attraverso i prodotti chimici e gli Ogm, attraverso il cibo-spazzatura e alimenti trasformati, hanno speso negli ultimi decenni grandi quantità di denaro per la pubblicità e per le pubbliche relazioni con un'azione di lobbying, volta a influenzare le politiche e ad affermare, in maniera del tutto falsa, che i loro prodotti sfamino il mondo.

Si sono accordate tra loro per brevettare i nostri semi, per influenzare la ricerca scientifica, per negare ai cittadini il diritto di essere informati, attraverso leggi sull'etichettatura degli Ogm. Le multinazionali che hanno distrutto i nostri terreni e la nostra salute ora saranno tutte ad Expo. Vogliamo fare una breve lista? Mc Donald's, Coca Cola, Monsanto, Syngenta, Nestlè, Eni, Dupont, Pioneer: bastano queste a rappresentarle tutte. Le multinazionali non nutrono il pianeta, come proclama lo slogan di Expo 2015. Lo affamano. La lista degli sponsor dell'esposizione universale parla da sola.

È coerente con tutto questo che per costruire Expo si sia occupato ancora suolo e si siano cementificati molti altri ettari di terra fertile. È sconfortante che per tanti l'esposizione mondiale sia l'occasione per far consumare più cibo. Ed è emblematico che sia stato dato un ruolo di primo piano a chi propone un cibo fatto da un'aggregazione di zuccheri e grassi, inadatto a nutrire le persone e dannoso per la nostra salute e soprattutto dei nostri figli. Cosa si può fare per impedire che Expo sia solo la passerella dell'agroindustria e di chi pensa che la strada per nutrire il pianeta sia solo scegliere la tecnologia più apparentemente innovativa o la molecola di sintesi più raffinata?

La risposta sembra scontata: portare altri contenuti dentro questo contenitore. Ad oggi la lista degli 
eventi, dei dibattiti, del luoghi di confronto in cui si costruisce una visione più ampia, inclusiva e 
democratica sembra ancora molto povera. Ma la cosa paradossale è che da Expo sono fuori non solo 
fisicamente ma anche culturalmente i contadini italiani, europei e del mondo intero, cioè coloro che 
producono il cibo per i cittadini e curano la Terra. Sono i piccoli agricoltori che producono il 70% del cibo consumato nel pianeta e che stanno resistendo all'attacco dell'agroindustria mondiale. 

Dobbiamo fare di tutto per difendere un modello agroalimentare, fondato sull'agricoltura familiare, come quello italiano, europeo e di molti altri paesi. Dobbiamo riaffermare l'orgoglio dei tanti piccoli agricoltori di tutto il mondo che hanno tenuto a costo di grandi difficoltà, i loro campi e che li coltivano con i metodi biologici ed ecologici. Dobbiamo cogliere l'occasione per incontrare persone che incrociano difficilmente i temi della difesa della biodiversità e che magari pensano che la questione del cibo sia solo un tema di quello che si riesce a mettere in tavola e non una questione centrale per ridefinire l'economia e la democrazia.

Se noi, i movimenti e le associazioni che hanno scelto di entrare dentro i cancelli di Expo, saremo 
capaci di aprire le porte al mondo, alle ragioni della Terra dalla quale può nascere un nuovo paradigma economico allora è possibile che Expo diventi un'occasione. L'occasione per passare dal modello "taglia e brucia" che è proprio dell'economia lineare estrattiva delle risorse al modello economico, politico e sociale circolare basato sulla restituzione. L'occasione per superare la linearità che produce scarti materiali (i rifiuti) e scarti sociali (i poveri, gli emarginati, i disperati) e arrivare finalmente alla chiusura del cerchio ecologico. Saremo presenti all'Expo per assicurare che non sia solo la voce delle multinazionali ad essere ascoltata. Noi vogliamo portare la voce dei semi e della terra, dei piccoli agricoltori e delle generazioni future. Aggiungere al dialogo le diversità...

VIDEO DEL CORTEO NO EXPO

http://cipiri.blogspot.it/2015/05/abbiamo-fame-di-diritti-e-lavoro-noexpo.html

Eravamo decine di migliaia al corteo di Milano decine di migliaia eravamo, oggi primo maggio 2015 festa dei lavoratori e delle lavoratrici 
Da anni a Milano ogni primo maggio per dire no al precariato, allo sfruttamento, al potere della finanza e delle multinazionali per dire sì al diritto al lavoro dignitoso, al lavoro non alienante, alla casa, a ricevere cure nel bisogno, alla trasmissione del sapere, alla cultura. 
Oggi, primo maggio 2015 eravamo a decine di migliaia per dire No Expo Per denunciare Expo è lavoro precario, lavoro che toglie dignità 18500 volontari non pagati apprendisti, stagisti, lavoratori e lavoratrici di paesi stranieri e a tempo determinato. 
No Expo, perché i contratti Expo 2015 firmati da tutti i sindacati confederali e le istituzioni sono stati il precedente del Jobsact Cosa succede con il Job’s Act? 
- i contratti a termine possono durare fino a 36 e possono essere prorogati fino a 8 volte - raddoppia la percentuale dei contratti a termine stipulabili da un datore di lavoro sul totale dei lavoratori 
- coi contratti di apprendistato il datore di lavoro non è più obbligato a riassumere - cade il principio di non discriminazione tra i diversi contratti - do you rimember guerra tra poveri? 
- la retribuzione per gli studenti in apprendistato scende al 35% di quella ordinaria Perché Expo è 1600 ettari di territorio fertile cancellati per costruire autostrade inutili e nocive perché è bonifiche mancate perché è ricorso smodato agli appalti in assegnazione diretta perché è un esperimento di governo del territorio che mira ad accentrare poteri, istituire eccezioni, una anticipazione del decreto SbloccaItalia. 

No Expo perché è una eurodisney gastronomica. 


Milano: tra i black bloc l'anarchico in carrozzella

Tuta nera e sedia a rotelle, il disabile antagonista: "L'Expo sul cibo è di chi ci affama"

Le sue foto hanno fatto il giro del web. Pasquale Valitutti, 67 anni, non si perde una manifestazione. "Colpite solo le auto dei ricchi, gli agenti mi hanno detto 'ti facciamo saltare le cervella'"





Lello Valitutti si muove svelto sulla sedia a rotelle. Ieri era in prima linea al corteo dei NoExpo a Milano. Le foto che lo immortalano con il casco in testa in mezzo al fumo e ai Black Bloc hanno fatto il giro del web. Ma lui in piazza c'è da sempre se ci sono gli anarchici. Pasquale Valitutti - questo il suo vero nome - finì anche nella retata disposta dalla magistratura sulla pista anarchica seguita inizialmente dagli inquirenti all'indomani della strage di Piazza Fontana, nel 1969. Fu fermato per accertamenti con Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico che morì precipitando da un finestra della questura di Milano. Valitutti, 69 anni, ha origini milanesi, ma vive a Roma. E non si perde una manifestazione.


Ma cosa c'entrano i proprietari di quelle automobili?


"Hanno colpito dei simboli: banche, macchine da ricchi. Nessuna macchina povera. Anche se, a volte, in queste situazioni può succedere, può capitare per sbaglio". "Deve capire che questi ragazzi vengono qui e rischiano la loro incolumità per i loro ideali. Lo fanno perché sono disperati, è l'angoscia che li muove. Se li prendono possono farsi anche 10 anni di galera. Cosa ci guadagnano? Io sono vecchio, anche se mi beccano non rischio molto. Loro sì, ma vengono comunque. E colpiscono i simboli del mondo che non vogliono".


"Ma anche l'Expo è solo un simbolo. E poi non ha senso che proprio quelli che ci affamano facciano un'esposizione sull'alimentazione. Dentro ci sono anche le multinazionali. Pensi che il debito per l'Expo, secondo gli ottimisti, vale un miliardo di euro. E lo paghiamo noi".


Lello Valitutti ecco la sua storia

E' l'unico testimone della morte di Giuseppe Pinelli ed ha attraversato quasi 50 anni di lotte politiche. Si chiama Pasquale Valitutti, è un militante politico anarchico e la sua figura merita di essere ricordata per la coerenza e per il contributo che ha dato alla ricostruzione di una delle vicende più oscure della storia italiana.



Nella scena immortalata dal cameramen di Servizio Pubblico durante la manifestazione di sabato a Roma non ci sono solo Deborah e Andrea, i due giovani picchiati dagli agenti di polizia (uno dei quali ha deberatamente calpestato la ragazza). A ben guardare, sullo sfondo degli scontri – in una delle fasi più concitate di tutta la giornata – c'è un uomo su una sedia a rotelle. Indossa una t-shirt azzurra e un gilet nero. Ha le braccia protese verso un manifestante, presumibilmente proprio Andrea, che viene trascinato via di forza da un agente in borghese, lo stesso che ha calpestato la sua compagna. L'uomo sembra gridare qualcosa al poliziotto, e se potesse si alzerebbe e proteggerebbe quel ragazzo che potrebbe essere suo nipote. In pochi hanno notato il dettaglio. In pochi si sono chiesti chi fosse quell'uomo.



Ebbene, quell'uomo non è un passante qualsiasi. Né – come hanno scritto molti utenti dei social network – un disabile sfortunato, incappato per caso in una manifestazione. No, quell'uomo si chiama Pasquale Valitutti: soprannominato Lello, ha attraversato mezzo secolo di lotte politiche e, malgrado da anni sia costretto su una sedia a rotelle, continua a partecipare alle manifestazioni, anche alle più dure e pericolose. Lo scorso 19 ottobre è stato immortalato con una bomboletta spray in mano mentre spruzzava su una camionetta della Guardia di Finanza. Un'altra foto lo ritrae mentre fronteggia un plotone di celerini in assetto antisommossa: il pugno chiuso, il corpo protratto in avanti. Lo vedi, e capisci che se potesse si alzerebbe dalla sedia e fronteggerebbe quello schieramento di agenti.



Ho incontrato Lello Valitutti per la prima volta a Chiomonte. Era l'agosto del 2012 e nel campeggio dei NO Tav lui raccontò la notte del 15 dicembre 1969. La notte in cui Giuseppe Pinelli "venne suicidato". La notte in cui l'anarchico precipitò dall'ufficio della questura di Milano, dove era da giorni sotto un interrogatorio condotto dal commissario Luigi Calabresi. Il 12 dicembre una bomba era esplosa a Piazza Fontana provocando una strage: la polizia – nel corso di una retata – catturò decine di anarchici. Tra questi Giuseppe Pinelli e Lello Valitutti. Lello da ore attendeva che Pinelli uscisse dalla stanza per essere a sua volta interrogato dai funzionari della questura. "Da questo corridoio passano, portando Pino (Giuseppe Pinelli, ndr), Calabresi e gli altri, e vanno nella stanza vicino – ha sempre raccontato Lello -. Chi dice che Calabresi non era in quella stanza sta mentendo, nel più spudorato dei modi. Calabresi è entrato in quella stanza, è entrato insieme agli altri, nessuno è più uscito. Io ve l’assicuro, era notte fonda, c’era un silenzio incredibile, qualunque passo, qualunque rumore rimbombava, era impossibile sbagliarsi, lui era in quella stanza. Dopo circa un’ora che lui era in quella stanza, che c’era Pino in quella stanza, che non avevo sentito nulla, quindi saranno state le 11 e mezzo, grosso modo, in quella stanza succede qualcosa che io ho sempre descritto nel modo più oggettivo, più serio, scrupoloso, dei rumori, un trambusto, come una rissa, come se si rovesciassero dei mobili, delle sedie, delle voci concitate".



Valitutti, dunque, è l'unico testimone vivente di quella notte di quasi 45 anni fa. Nel 2002 venne chiamato in causa da Gerardo D'Ambrosio, all'epoca titolare dell'inchiesta e di recente deceduto. In un'intervista a Sette, settimanale del Corriere della Sera, il giudice erroneamente disse: "Ottenni un’altra prova sull’innocenza di Calabresi". Quale? domanda il giornalista. "La testimonianza di uno degli anarchici fermati, Pasquale Valitutti: aveva visto Calabresi uscire dalla stanza prima che Pinelli cadesse". La replica di Valitutti non si fece attendere e – in una lettera scritta a Sandro Curzi, allora direttore di Liberazione – precisò: "Caro Direttore, leggo su Sette, settimanale del “Corriere della Sera” in edicola oggi, un servizio che rievoca la vicenda Calabresi a trent’anni dall’omicidio del commissario, con un’intervista al procuratore di Milano Gerardo D’Ambrosio che mi chiama personalmente in causa. Vedo, ancora una volta, distorta la verità. Io sono l’anarchico Pasquale Valitutti e ho sempre sostenuto il contrario. Lo ripeto a lei oggi: Calabresi era nella stanza al momento della caduta di Pinelli. Se tutto è ormai chiaro, come dicono, perché continuare a mentire in questo modo vergognoso sulla mia testimonianza? Io sono ormai stanco, malato e fuori da qualsiasi gioco. Ma alla verità non sono disposto a rinunciare".

Ecco dunque chi è l'uomo seduto su una sedia a rotelle immortalato in quasi tutte le ultime manifestazioni. Lello Valitutti, anarchico, non è un semplice passante, un disabile sfortunatamente incappato negli scontri. Lello Valitutti è un militante politico e la sua figura merita di essere ricordata per la coerenza, per il contributo che ha dato alla ricostruzione di una delle vicende più oscure della storia italiana. Lello Valitutti è uno dei ragazzi che sabato manifestavano per costruire un mondo migliore. E smettetela di chiamarlo "povero disabile".

Lello Valitutti, di Davide Falcioni
.




GUARDA ANCHE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.


 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.


.

mercoledì 1 aprile 2015

Expò 2015 : Autobiografia dell’Italia che Sgocciola


Expò 2015 : 
Autobiografia dell’Italia che Sgocciola

Raramente capita che un esposizione sia anche un autodafé freudiano, un atto di accusa implicito contro il Paese che la ospita. Ma il miracolo è riuscito all’Expò di Milano dove si concentrano tutti i mali e i vizi del Paese, la corruzione, come la mancanza di visione di una classe dirigente, spiaggiata ormai sulla sua stessa nullità.

Il fatto che la manifestazione si presenti incompleta, monca, affollata da camouflage, come una sorta di squallida periferia in costruzione, che dopo la scoperta della corruzione a tappeto dalla quale è stata soffocata, si sia persino costretti a rinunciare a qualunque controllo e a fidarsi delle autocertificazioni per i lavori e i rattoppi, non è un incidente, ma soltanto l’ovvia conclusione della logica vera in cui è nata: creare un’occasione di speculazione e di tangenti per un milieu affaristico – politico dipendente dalle grandi opere e dai grandi eventi come da una droga. Il vero obiettivo era quello, non la nutrizione del pianeta e non certo la creazione di un biglietto da visita per l’Italia migliore, ma solo una nuova boccata di aria viziata per alimentare
un sistema entrato in apnea per la crisi.

Così a questo peccato strutturale che ha portato non a valorizzare aree pubbliche, ma ad acquisirne di nuove dai soliti privati che immagino si saranno mostrati riconoscenti, se ne sono aggiunti molti altri a cominciare dalla massiccia infiltrazione delle mafie, alle concessioni senza gara  al ristoratore ufficiale del renzismo, ovvero l’eatalian Farinetti, probabilmente nient’altro che la punta di un’ iceberg di situazioni non propriamente candide, alla scelta di Expò come luogo di sperimentazione dell’umiliazione del lavoro con i diecimila “volontari” pagati zero o stagisti retribuiti con buoni pasto, alla sfacciata connivenza con le multinazionali del cibo, dell’agricoltura e dell’acqua che di fatto imporranno una visione insostenibile per la nutrizione del pianeta, fatta di business selvaggio, deforestazioni, omologazione alimentare, concezione proprietaria delle sementi, sequestro dei beni comuni e quant’altro. McDonald e Coca cola, sponsor della’esposizione sono davvero una barzelletta, come lo sono del resto i buoni propositi del “protocollo di Milano” sulla nutrizione prodotto dagli uffici della Barilla Center for Food & Nutrition.

Non c’è da meravigliarsi se i lavori sono in grande ritardo, se alcuni sono stati cancellati, altri saranno terminati solo ad Expò chiuso, se non si riesce a capire quanti biglietti siano stati effettivamente venduti se gli otto milioni che “narra” il commissario unico Sala o i tre milioni citati da Renzi, se l’obiettivo finale consista ancora nei 20 milioni di tagliandi totali  (una cifra comunque già da flop) o  i 10 milioni di cui si è vantato il  premier. Nè è chiaro come verranno gestiti terreni e strutture alla fine della fiera. Insomma ciò che i cittadini dovranno pagare per questo pantagruelico magna magna, tanto per rimanere in tema di cibo.  Ma con due paradossali certezze finali: che l’Expò è già certamente fallito da ogni punto di vista, ma che sarà sbandierato come un successo
con la complicità dei media, qualunque sia il risultato.

In effetti la classe dirigente italiana ha già ottenuto molti ritorni: dalle speculazioni iniziali a quelle finali ancora da definire, dall’affermazione di una logica di lavoro gratuito in caso di emergenza come virtuoso precedente, ai guadagni finali sulle opere affidate alla solita costellazione di imprese fidate, alle tangenti e infine al lucro politico che verrà fatto su tutto questo. Al Paese invece rimangono molti soldi pubblici sperperati, l’immagine di un’esposizione messa in piedi alla carlona, abborracciata, fangosa, di gusto cementizio, tribuna ideologica di spacciatori globali di cibo industriale e di sementi col copyright confusa con la vendita ipocrita, ma a caro prezzo di retorica alimentare strapaesana. E la certezza di avere mostrato al mondo ciò di cui siamo incapaci.

LEGGI ANCHE


http://cipiri.blogspot.it/2015/04/expo-2015-tutte-le-colpe-di-formigoni.html



EXPO 2015, TUTTE LE COLPE DI FORMIGONI
E' comprensibile che il presidente Formigoni, di fronte all’opinione pubblica, voglia esaltare e valorizzare un evento come quello di Expo 2015, però, all’interno del consiglio regionale (in cui martedì scorso si è svolta una discussione su questo tema) era bene dirsi le cose per quelle che sono, evitando di presentare la situazione in maniera un po’ troppo ottimistica rispetto alla realtà...

http://cipiri.blogspot.it/2015/03/expo-2015-e-un-camouflage.html


in Galera i Manager Nominati da Formigoni

CARCERE S. VITTORE

EXPO 2015 E' SOLO UN SET CINEMATOGRAFICO

11mila metri quadrati di EXPO 2015 saranno solo delle enormi scenografie a causa dei ritardi.

Venerdì 13 è partito un bando di gara del valore di 1.100.000 euro
 per appaltare il “camouflage” delle zone incompiute.

In pratica i visitatori, per 32€ d’ingresso, potranno ammirare delle pareti dipinte o qualsiasi altra cosa venga in mente agli scenografi per nascondere il cantiere dietro ancora aperto...

LEGGI ANCHE :

http://cipiri.blogspot.it/2014/11/expo-2015-la-mafia-partecipa-al.html



ED HANNO IL CORAGGIO DI CHIEDERCI DI 
LAVORARE GRATIS ???


se vuoi copia e diffondi questi loghi


Perché NOEXPO ?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati...
.




GUARDA ANCHE

DOMANDA
CLIK
E
RISPOSTA
http://www.mundimago.org/
FAI VOLARE LA FANTASIA 
NON FARTI RUBARE IL TEMPO
 I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
 OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO 
IL TUO FUTURO E' ADESSO .
 MUNDIMAGO
http://www.mundimago.org/
.

 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.


.

martedì 24 marzo 2015

- LAVORO -: Unions! Fiom-Cgil Roma, 28 marzo 2015


Diritti, Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale, 
Legalità, Reddito, Europa

. .

Unions!

Manifestazione nazionale Fiom-Cgil

Diritti, 
Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale, Legalità, Reddito, Europa. 

 Roma, 28 marzo 2015

Piazza Esedra ore 14 | Piazza del Popolo ore 16


- LAVORO -: Unions! Fiom-Cgil Roma, 28 marzo 2015: Diritti, Democrazia, Lavoro, Giustizia sociale,  Legalità, Reddito, Europa Unions!  Manifestazione nazionale Fiom-Cgil ...

LEGGI ANCHE



Nasce la “coalizione sociale” con Maurizio Landini

Una “coalizione sociale” per rispondere a quella «domanda di giustizia sociale ora inascolta e senza rappresentanza». È questa l’azione intrapresa oggi dal leader della Fiom Maurizio Landini che apre ufficialmente il “cantiere” di una coalizione alternativa alle realtà politiche esistenti in Italia.
LA LETTERA-INVITO DI LANDINI -
L’azione di Maurizio Landini arriva al termine di mesi di incontri e dibattiti, accompagnati da critiche e polemiche, nel corso di un’assemblea convocata a Roma, nell’ex palazzo dell’Flm, che vuole essere insieme un momento di riflessione e un atto fondativo,,,

.
ECCO IL PORTALE PER IL LAVORO CREATIVO


E' POSSIBILE INSERIRE IL PROPRIO ANNUNCIO
CON FOTO E VIDEO  
CURRICULUM VITAE
CONTATTO 
LINK AL PROPRIO SITO O BLOG

.



.



PREVISIONI 2015

.



.


 GUARDA ANCHE
LA NOSTRA APP
http://mundimago.org/le_imago.html
.




.

lunedì 20 ottobre 2014

Emergenza Lavoro in Italia


Emergenza lavoro: 
secondo l'Istat la disoccupazione in Italia
 è al massimo storico dal 1977. 
Il tasso raggiunge il 13,6%

.
Maurizio Landini (FIOM) - Che tempo che fa (19... di .



 DISOCCUPAZIONE  in ITALIA |

L'emergenza lavoro in Italia continua ad essere un problema all'ordine del giorno. Secondo l'Istat, il tasso di disoccupazione nel primo trimestre del 2014 raggiunge il 13,6%, in più dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta, in base a confronti annui, di un massimo storico, ovvero del valore più alto dall'inizio delle serie trimestrali, partite nel 1977.

Grave anche il livello dei senza lavoro tra i giovani (tra i 15 e i 24 anni), che sale al 46,0%. Passando ai dati destagionalizzati e più aggiornati, forniti sempre dall'Istat (non comparabili con i dati trimestrali grezzi), il tasso di disoccupazione dei giovani under25 ad aprile è al 43,3%. Anche in questo caso si tratta di un massimo storico.

Nel primo trimestre del 2014 il numero delle persone disoccupate sfiora i 3,5 milioni, salendo precisamente a 3 milioni 487mila (in aumento di 212mila su base annua).

Il tasso di disoccupazione ad aprile risulta pari al 12,6%, stabile rispetto a marzo, ma in aumento di 0,6 punti su base annua.

Il dato tocca il suo picco nel Mezzogiorno, dove vola al 21,7% nel primo trimestre del 2014 (dati non destagionalizzati). E tra i giovani (15-24 anni) raggiunge addirittura il 60,9%. Sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro nel Sud, pari al 14,5% della popolazione in questa fascia d'età.

Sono invece 2,5 milioni gli under 30 che non studiano e non lavorano (+4,8%). I ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet, sono saliti a 2 milioni 442mila nel primo trimestre del 2014. Rispetto all'anno precedente sono cresciuti di 113mila unità (+4,8%). Tra i Neet si ritrovano i giovani disoccupati under 30, nonché gli inattivi, con molti scoraggiati, ovvero ragazzi che si sono rassegnati a stare fuori dal mercato del lavoro. Non mancano tra loro anche le mamme.

SCIOPERO SOCIALE : #SCIOPEROSOCIALE



#SCIOPERIAMOEXPO – ANCHE A MILANO INCROCIAMO LE BRACCIA, INCROCIAMO LE LOTTE.

Laboratorio Milanese

Venerdì 14 novembre sciopero sociale precario nazionale per fermare Jobs Act, austerità, piano casa, legge di Stabilità, decreto Sblocca Italia, contro “la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione”.

A Milano l’opposizione sociale organizza la protesta lanciando l’appello #‎ScioperiamoExpo: il mega-evento finanziato con miliardi sottratti alla risorse collettive, sostenuto da manodopera gratuita, sottopagata e sfruttata...CONTINUA A LEGGERE
http://cipiri.blogspot.it/2014/11/sciopero-sociale-scioperosociale.html

Perché #SCIOPERIAMOEXPO?

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati.

Quartieri militarizzati per proteggere i cantieri; risorse, territorio, diritti sacrificati alle logiche del megaevento; lavoro gratuito spacciato per opportunità; una città sempre più vetrina, tra sgomberi, speculazioni e spartizioni; mafie che proliferano; dispositivi di governo del territorio e procedure speciali che diventano norma e modello su scala più ampia; corporations del biotech, OGM e marchi globali del cibo spazzatura, grande distribuzione e Eataly, questa la tragicomica marmellata con cui nutrire il Pianeta; numeri sparati a caso su benefici, turisti, biglietti venduti a fronte della concreta realtà di tagli, tasse e beni comuni scippati o privatizzati.

Perchè scioperiamo Expo?

1. Perché dei 70’000 posti di lavoro promessi, ne sono stati attivati quasi 1’000, compresi gli stage formativi. Non è stato in alcun modo preso in considerazione il contratto a tempo indeterminato e svuotato quello a termine dei suoi diritti (impossibilità di scioperare per tutta la durata dell’esposizione che coincide con i mesi di presidenza italiana dell’Unione Europea). Sfruttando il contesto della crisi viene proposto il precariato come unica via per l’ eccezionalità dell’ evento anche oltre la durata dello stesso.

2. Perché avrebbero dovuto essere impiegati 18’500 volontari solo per la gestione del sito di Expo, poi ridotti a 7’000, anche se non si sa chi svolgerà il lavoro delle 10’000 persone che sono state giudicate non necessarie. Sicuramente non sono stati diminuiti i numeri dei volontari per aumentare quello dei lavoratori a contratto. La campagna di reclutamento di giovani è basata sul concetto dell’ ampliamento del curriculum e delle capacità lavorative e ha come fine il rendere possibile la “conoscenza e fruizione del patrimonio sociale, culturale e civile della città ospitante” da parte dell’ affluenza di stranieri.

3. Perché Expo nella sua globalità costerà 1,3 miliardi di soldi pubblici, che arriveranno a 10 miliardi se consideriamo autostrade (pedemontana) e opere collegate (vie d’acqua), oltre alla manutenzione della stessa città.

4. Per la corruzione presente negli alti ranghi dirigenziali di Expo spa che ha dato il via ad una ventina di arresti per tangenti e alla segnalazione di più di 40 imprese implicate con mafia.

5. Per la gestione emergenziale dell’ evento a discapito dei diritti, tra cui la possibilità di muoversi al di fuori dei protocolli sindacali e la possibilità per i paesi stranieri di non rispettare la legislazione italiana all’ interno dei padiglioni.

6. Per l’uso del Commissario unico, con poteri speciali (che possono eludere la normale legislazione giocando sullo stato di emergenza) alla sovraintendenza del mega-evento. Una delle politiche al centro del decreto “sblocca Italia” di Renzi.

8. Perché la retorica del’Esposizione esalta il modello del successo e dell’iniziativa individuale rappresentato da start-up, microimprese e sacrifici. Salario, diritti e dimensione collettiva non sono più elementi costitutivi del lavoro.

9. Perché anche questo megaevento diventa canale comunicativo per riaffermare la dicotomia di genere, funzionale ad un sistema di crisi. Si normalizzano corpi, identità, favolosità, al solo scopo di creare fette di mercato “pink”, invece che decostruire ruoli ed identità statiche.

10. Perché dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermano quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.

Rete Attitudine No Expo
LINK :  https://www.facebook.com/ioNONlavoroGRATISperEXPO

.




 .

CONDIVIDI

Share

FEED

Subscribe

MI PIACE

Share

popolarita del tuo sito

widgets

members.internetdefenseleague

Member of The Internet Defense League

Add

disattiva AD BLOCK

Questo blog è autogestito Sostienici

Visualizzazioni totali

seoguru