Le Carte Parlanti

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mercoledì 16 gennaio 2013

Servizio Pubblico : Monti, Bersani, Berlusconi


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 La partecipazione di Silvio Berlusconi all'ultima puntata di Servizio Pubblico ha suscitato un acceso dibattito in Rete sul reale vincitore del match televisivo. Ieri, in diretta streaming, il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha risposto alle domande dei lettori.

Servizio Pubblico, Monti e Bersani forse non andranno

La redazione del programma risponde su Facebook alle richieste degli spettatori





Dopo l'exploit della puntata di Servizio Pubblico con Silvio Berlusconi a quanto pare sono in molti ad aver chiesto alla redazione a quando l'invito degli altri leader politici.

A fronte delle tante richieste, ieri la redazione del programma ha risposto pubblicamente attraverso un messaggio su Facebook, dichiarando che "Il Senatore Monti e l'Onorevole Bersani non hanno fino ad oggi espresso né un'adesione né un esplicito rifiuto."

Quel "fino ad oggi" tuttavia lascia ancora una speranza. Insomma, ancora non è detta l'ultima parola...

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venerdì 1 giugno 2012

Marco Travaglio su Parata 2 giugno

  il governo dice si alla parata militare

ed aumenta la benzina

Parata 2 giugno, sul web sale la protesta. Quirinale: si farà

Il Colle:"Sarà una cerimonia sobria nel rispetto dei terremotati". Su Twitter l'esempio di Forlani: la annullò dopo il sisma in Friuli




Il Quirinale ha confermato anche quest'anno parata del 2 Giugno e cerimonia per la Festa della Repubblica, ma "ispirate a principi di particolare sobrietà", in considerazione della tragedia del terremoto in Emilia. Una decisione in pieno "accordo" con il governo Monti e i presidenti delle Camere, considerando un dovere della Repubblica non venir meno alla celebrazione della propria ricorrenza fondativa. Una soluzione destinata a sollevare polemiche, mentre sul web è continuata la crociata per chiedere di annullare la parata e destinare i finanziamenti ai terremotati. Su Twitter c'è chi ha trovato un precedente: quello di Arnaldo Forlani che, nel 1976, dopo il terremoto del Friuli, annullò la parata per la festa della Repubblica.



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 Marco Travaglio su Parata 2 giugno (Santoro Sisma infinito Servizio Pubblico 31 maggio 2012

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sabato 26 maggio 2012

Santoro a Grillo in diretta tv – Video

Santoro  a  Grillo in diretta tv – Video


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“Caro Beppe, tu dici che noi conduttori, come i politici, siamo tutti morti. Ma, sui tempi lunghi, ti assicuro che anche i comici lo saranno, è normale. Non è normale, invece, che i giornali di Berlusconi e gli amici di Bisignani ti applaudano tanto quando tu attacchi tutta la TV indifferentemente, ma tu hai bisogno di dire che siamo tutti uguali. Ne hai bisogno perché devi tenere i tuoi ragazzi lontani dalle telecamere e devi anche consentire al tuo piccolo fratello e socio Casaleggio di controllare bene la situazione, perché: “Movimento” va bene, ma non troppo.
Ma, caro Beppe, se i tuoi ragazzi sono contenti di non avere altro Dio al di fuori del tuo blog, sono fatti vostri, sono scelte loro, quello che posso dire io è: auguri. Per quanto mi riguarda: riderò un pochino di meno, spererò un pochino di meno, forse penserò un pochino di meno, ma… cazzo cazzo, culo culo, vaffanculo vaffanculo


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giovedì 23 febbraio 2012

Celentano da Santoro a rischio censura


  CELENTANO MANTIENE LA PROMESSA: BONIFICI AD EMERGENCY E A 25 FAMIGLIE BISOGNOSE ITALIANE

Il protagonista assoluto di questa ultima edizione del Festival di Sanremo 2012 ha mantenuto la promessa. Parliamo ovviamente del grande Adriano Celentano. All’inizio del Festival ci furono numerose polemiche in merito al suo cachet di 700 mila euro. Il cantante e conduttore televisivo, così come aveva annunciato prima del Festival di Sanremo, ha dato i soldi in beneficenza.

I primi 200 mila sono andati agli ospedali di Emergency, il Centro Chirurgico e pediatrico di Goderich in Sierra Leone e all’Ospedale cardiochirurgia di Khartoum in Sudan.

Gli altri 500 mila euro, sono stati inviati alle 25 famiglie bisognose di sette città italiane. Cioè: famiglie di Roma, Milano, Napoli, Firenze, Verona, Bari, Cagliari.

Questo è stato possibile grazie ad un’accurata scelta da parte dei sindaci delle rispettive città: Alemanno, Pisapia, De Magistris, Renzi, Tosi, Elimiano, Zedda.

 

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Celentano: rifarei e ridirei tutto quello che ho fatto e che ho detto. Finché i partiti continueranno a spartirsi la Rai ci saranno sempre pressioni su tutti i dirigenti. Alcuni giornalisti di Repubblica hanno cercato di bloccare la mia partecipazione al festival, dicendo che sono un "cretino di talento". Ma a me piace questa definizione: è come dire "folle di talento". Loro, però, sono persone di "talento cretino". I soldi che la RAI mi dovrà dare non sono dei contribuenti, ma sono miei. Come i soldi che un falegname prenderebbe per costruire un tavolo. Non credo che la Pivetti avrebbe fatto il 70% di share con punte di 17 milioni di ascoltatori. Il successo è bello ma non quanto una semplice partita a bocce con gli amici.

web: http://www.serviziopubblico.it
facebook: http://www.facebook.com/servpubblico
twitter: http://twitter.com/serv_pubblico




Celentano da Santoro a rischio censura

Il network teme querele 

e minaccia di oscurare

 l'intervento di Adriano

I VIDEO QUI SOTTO


 Dopo le polemiche scatenate dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo, ora Adriano Celentano torna di nuovo in televisione, questa volta come ospite da Michele Santoro a “Servizio Pubblico”, nella puntata 
che andrà in onda giovedì 23 febbraio.






L’intervento del molleggiato è infatti a rischio censura da parte di Mediapason, il polo di emittenti locali che trasmette il programma, che teme di incorrere in eventuali cause legali suscitate dalle parole di Adriano, che nel salotto di Santoro tra le altre cose dovrebbe affrontare l’argomento scottante dei suoi attacchi ad Avvenire e Famiglia Cristiana, lanciati dal palco dell’Ariston.
“Se non vedo il testo di Celentano, non lo mando in onda”, ha dichiarato all’Ansa Sandro Parenzo, patron del network. “Non possiamo rischiare risarcimenti milionari. Siamo al buio”, ha continuato. “Santoro non vuole dirci nulla di questa intervista. Ci mandino il testo, oppure ci diano una fidejussione, altrimenti l'intervento non andrà in onda. Manderemo in onda Servizio pubblico e quando ci sarà Celentano lo oscuriamo”.
Da parte sua, Santoro ha cercato di smorzare i toni. “Siamo onorati di ospitare una sorpresa di Adriano Celentano e abbiamo il massimo rispetto sia della sua libertà sia della sua grandezza di artista”.








Dove seguire la trasmissione in diretta


Ogni giovedì alle ore 21:00

Sul Satellite

Sky Canale 100 Sky Canale 500 Sky Canale e 504

Su queste TV Locali

cartina TV locali

Sulla Radio

Digitale Terrestre

  • Cielo canale 26

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sabato 3 dicembre 2011

Servizio Pubblico, SANTORO , evasione fiscale





Servizio Pubblico

120 miliardi di evasione fiscale ogni anno
La giornalista Nunzia Penelope, durante la scorsa puntata di Servizio Pubblico incentrata sul ''salvataggio dell'euro'', ha evidenziato alcune cifre, note a tutti, sul vero male dell'Italia

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 In tempi di crisi vera, dove si prospettano tagli su qualsiasi voce che riguarda il welfare, dove le pensioni iniziano a diventare un tema non più "intoccabile" e il futuro sempre più incerto, fa specie scoprire - ma non è di certo una sorpresa - che le risorse per raggiungere il famigerato "pareggio di bilancio" esistono da sempre. Il vero problema è avere la volontà di "aprire il portafoglio dei ladroni".
Stilato il rapporto annuale di Trasparency International.
Il nostro Paese è solo 69esimo, e la corruzione frena lo sviluppo dell'intera Ue.
I più corrotti? Somalia e Nord Corea
Se la via verso la ripresa economica passa dalla mancanza di corruzione ed evasione fiscale, l'Italia non è sulla strada giusta, anzi.
L'organizzazione Trasparency International, Ong che promuove dal 1996 etica e sviluppo nel mondo, ha stilato l'ennesimo rapporto su malcostume e debolezza dei poteri pubblici nei vari Stati e ieri la classifica è stata presentata nella sede principale di Berlino. Il nostro Paese è al 69esimo posto (nel 2010 era 67esimo), su un totale di 182 nazioni analizzate.
Un dato desolante ma che, conoscendo cronache e vizi nostrani, non deve stupirci nemmeno troppo. L'Italia è la quartultima in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria. Come due parassiti della società, corruzione ed evasione stanno corrodendo il nostro sistema ormai da decenni, a livello locale e centrale: come riattivare lo sviluppo in un Paese che appare ripiegato su se stesso, senza estirpare alla radice due dei suoi mali peggiori? Il presidente di Trasparency Italia, Maria Teresa Brassiolo, ritiene necessario che l'Italia «abbatta il livello di corruzione, diminuendo i costi pubblici e quindi il debito, e sbloccando così risorse vitali per lo sviluppo».
Gli statistici di Trasparency hanno calcolato il CPI (Corruption Perception Index) raccogliendo i dati di 13 organismi internazionali (per esempio la Banca mondiale o il Forum economico mondiale) e tendendo come riferimento una scala da 0 a 10, ovvero da un Paese paralizzato nel suo sviluppo a causa di corruzione e scarso potere delle istituzioni, fino a quello più virtuoso, dove il senso morale e civile assicurano in buona misura il funzionamento dell'economia e della società.
Secondo il rapporto la nazione migliore sotto questo aspetto è la Nuova Zelanda, seguita da Danimarca, Finlandia, Svezia e Singapore; i fanalini di coda sono Somalia e Nord Corea. La Germania leader dell'euro-zona è 14esima, mentre Francia e Stati Uniti condividono la 25esima posizione. Male Cina e Russia, rispettivamente al 75° e 143° posto. Il bilancio generale è comunque pessimo: due terzi dei Paesi dell'elenco hanno un indice inferiore a 5. Ma al di là dei numeri, ciò che preoccupa è il fatto che in piena stagnazione economica, con le Borse a picco, la corruzione va ad aggravare la crisi del debito in Europa: «Le difficoltà dei Paesi Ue – si apprende dalla relazione di Trasparency – sono in parte legate all'incapacità dei poteri pubblici di combattere disonestà politica ed evasione fiscale».
L'Unione paga per questo circa 120 miliardi di euro all'anno (l'1% del Pil), sottraendo giocoforza risorse a settori cruciali come educazione o sanità.

 Scritto da Arianna Pescini
 http://www.dirittodicritica.com/2011/12/02/italia-corruzione-europa-30548/

http://cipiri.blogspot.com/2011/11/michele-santoro-servizio-pubblico.html



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lunedì 12 settembre 2011

Il futuro di Santoro - Comizi d’amore

SANTORO RITORNA,


SANTORO RITORNA

Comizi d’amore


Il futuro di Santoro - Comizi d’amore Michele Santoro arriva alla festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta e non delude le attese di migliaia di lettori in fila da questa mattina per trovare un posto nell’arena della Versiliana: “In tv ci vuole qualcuno che possa dire liberamente ‘Berlusconi fuori dalle balle’”. Quale sarà il suo futuro televisivo, dopo le stagioni di Annozero? “Che cosa faremo lo abbiamo già fatto vedere due volte a Bologna, con Raiperunanotte e Tuttinpiedi – risponde il conduttore -. Per cui se vi piacciono quei programmi realizzati in maniera indipendente e grazie al vostro aiuto, noi quei programmi vogliamo rifarli”. Nel corso del suo intervento, Santoro ha rivelato il nome e le modalità del suo programma futuro: “Con l’aiuto di imprenditori qui presenti, del gruppo televisivo di Parenzo, del Fatto Quotidiano riusciremo a fare un programma che si chiamerà Comizi d’amore”





Michele Santoro annuncia "Comizi d'Amore"





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| Michele Santoro annuncia la sua nuova trasmissione TV "Comizi D'Amore" dal palco della Versiliana dalla Festa del Fatto Quotidiano, con Antonio Padellaro, Marco Travaglio e i collaborati di Michele Santoro. 11 settembre 2011

 http://www.ilfattoquotidiano.it


SANTORO RITORNA, SENZA RETE


SANTORO RITORNA

SENZA RETE


LEGGI ANKE :

http://cipiri.blogspot.com/2011/09/santoro-ritorna-senza-rete.html

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domenica 11 settembre 2011

SANTORO RITORNA, SENZA RETE


SANTORO RITORNA

SENZA RETE



  Michele Santoro tornerà, o meglio, continuerà a fare televisione.
Lo farà in un modo completamente nuovo e originale.
Domenica 11 settembre, in Versilia, nel bel mezzo della festa de Il Fatto quotidiano, il conduttore presenterà il suo progetto multimediale  che s’intitolerà Senza rete”, che sarà visibile sia sul web, sia sul digitale terrestre su un circuito di tv locali (ancora incerto se Sky sarà disponibile a metterlo in onda).

Il Fatto Quotidiano compie due anni e festeggia la seconda candelina presso Il Parco la Versiliana, a Marina di Pietrasanta (Lu) dal 9 all’11 Settembre 2011.
Siete tutti invitati ai festeggiamenti, a cui prendono parte la redazione de Il Fatto Quotidiano e nomi come Michele Santoro, che vogliono essere un momento di dialogo e confronto su temi quali la libera informazione, la crisi economica, il mondo dell’informazione, e molto altro ancora.
Festa Il Fatto Quotidiano 2011Due anni impegnativi, ma anche due anni pieni di soddisfazioni.
Il primo giornale libero può ritenersi di aver svolto un buon lavoro e raccolto la stima di moltissimi italiani, tra cui diversi personaggi pubblici.
Nella tre giorni in Versilia potete assistere a numerosi interventi di pubblico interesse con ospiti eccezionali, quali Michele Santoro con “Senza Rete” domenica 11 Settembre 2011 alle 17.00.
In programma troviamo inoltre “Giornalismo online, tra innovazione e affermazione della propria identità” di Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.it, oppure “Mettere le mani nelle tasche dei ladri” con Marco Travaglio, Francesco Greco, Piercamillo Davigo e Bruno Tinti.
La redazione tiene a comunicare che tutti gli ingressi sono a titolo gratuito, ma i posti a sedere presso il teatro de La Versiliana sono limitati: per non creare disordine prima di ciascun ingresso vengono distribuite delle contromarche che costituiscono il pass per accedere all’area del parco. 
L’unica eccezione è costituita dallo spettacolo di Marco Travaglio, in programma per sabato 10 Settembre 2011 alle 21.30 che ha un prezzo massimo di 16,50 euro. Potete acquistare il vostro biglietto online, su Ticketone.
Come per Metarock 2011, Travaglio e Isabella Ferrari mettono in scena il loro ultimo lavoro “Anestesia Totale” dove cercano una cura per i cittadini che hanno perso logica, memoria, verità e solidarietà.

A far da cornice alla 2° edizione della festa de Il Fatto Quotidiano è il Parco la Versiliana, un parco importante per i nomi che ha da sempre ospitato e per la suggestione che evoca… perchè quindi non approfittare del piacevole fresco degli ultimi giorni dell’estate insieme a uno staff che parla la nostra stessa lingua?

Sul sito del comune di Pietrasanta (Lu) potete trovare le informazioni base su come raggiungere il Parco la Versiliana, su dove parcheggiare e gli orari delle navette, anch’esse gratuite!

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martedì 14 giugno 2011

SANTORO E LA FIOM






SANTORO E LA FIOM IN : "SIGNORI ENTRA IL LAVORO" TUTTI IN PIEDI !!!!!!

"Cari amici, questa volta ci diamo un obiettivo ancora più difficile rispetto a quello che raggiungemmo con raiperunanotte. Infatti abbiamo solo pochi giorni per organizzare la nostra trasmissione-manifestazione "Tutti in piedi", alla quale parteciperanno tra gli altri Elisa Anzaldo, Maurizio Crozza, Serena Dandini, Teresa De Sio, Antonio Ingroia, Max Paiella, Daniele Silvestri, i Subsonica, Marco Travaglio, Vauro e tanti altri. Se ancora una volta raggiungeremo il nostro obbiettivo dimostreremo che per quanto cerchino di ridurre gli spazi di libertà niente potrà più impedirci di manifestare il nostro pensiero,niente potrà fermare il ritorno in scena del lavoro con la sua richiesta di dignità e di libertà. Vi chiedo perciò di contribuire ancora una volta con due euro e cinquanta ciascuno facendo girare dovunque questo appello e coinvolgendo i vostri amici. Insieme abbiamo la forza per cambiare tutto" Michele Santoro http://www.tuttiinpiedi.it/

110 ANNI DI FIOM, DI TUTELA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI E ALLA FACCIA DI QUESTO GOVERNO CHE HA TENTATO LA SOPPRESSIONE SPIETATA DI QUESTI,NOI FESTEGGIAMO COSI : “Signori, entra il lavoro! Tutti in piedi”. Con questo slogan la Fiom invita a festeggiare i suoi 110 di attività con una quattro giorni di eventi a Bologna, da domani 16 giugno a domenica 19 giugno, e una serata di spettacolo e confronto, condotta da Michele Santoro, dal parco di Villa Angeletti, venerdì 17 alle 20.30. L’idea è di creare un evento sul modello di “Raiperunanotte”, la trasmissione andata in onda l’anno scorso nelle piazze, in tv e in streaming su internet, in risposta al bavaglio imposto ai talk della Rai durante la campagna elettorale. Con il conduttore di Annozero saranno sul palco anche Vauro, Serena Dandini e tanti altri ospiti, come il vicedirettore del Fatto quotidiano Marco Travaglio, il pm Antonio Ingroia, la giornalista Rai Elisa Anzaldo, ex conduttrice del Tg1, Daniele Silvestri, i Subsonica, il comico Max Paiella e Maurizio Crozza in video. Interverranno anche molti esponenti della società civile, degli operai, degli studenti e del mondo della cultura. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming anche su questo sito e sul blog del presidente Antonio Di Pietro (www.antoniodipietro), venerdì dalle 20.30 alle 24. http://www.italiadeivalori.it/
sindacati/5796-idv-con-fiom-per-i-diritti-dei-lavoratori-diretta-streaming-di-qtutti-in-piediq

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giovedì 9 giugno 2011

Santoro a La7 e il titolo Telecom vola in Borsa



Santoro a La7 e il titolo Telecom vola in Borsa

Prima l'annuncio su Santoro pronto a lasciare la Rai. Poi le voci che lo davano a La7. E infine Mentana apriva il telegiornale dando una prima conferma alle indiscrezioni. Risultato: il titolo della società Timedia di Telecom che gestisce l'emittente ha volato in borsa. E' accaduto l'altroieri, quando le serate italiane sono state "scosse" dalla notizia dell'abbandono della televisione pubblica da parte di Michele Santoro, che se ne andrà portandosi dietro una buonuscita da nulla: 2,3 milioni di euro.
A seguito delle indiscrezioni diffuse nel pomeriggio e rilanciate poi da Mentana, l'altroieri sono state trattate 35milioni di azioni (quando la media giornaliera non arrivava a un milione), pari al 2,4% di Timedia e ad un valore di 29milioni di euro. Risultato: la Consob ha aperto un'indagine sui movimenti anomali del titolo (+17,5%) in borsa.
Ieri invece la quotazione di Timedia è tornata su parametri normali e - anzi - ha subito un calo del 2,82% dovuto alla speculazione di quanti hanno iniziato a vendere uno dei pochi titoli positivi di piazza Affari. "Alla luce dell'andamento del titolo oggi (ieri, ndr) - dichiarava un trader alla Reuters - si può dire che è vittima di speculazione: evidentemente quando il titolo ha toccato quota 0,23-0,24 molti hanno deciso di chiudere le posizioni perché temevano di perdere il rialzo accumulato in due giorni", osserva un trader.
Santoro, dunque, si sta trasformando in una gallina dalle uova d'oro non solo per la capacità ad attrarre audience che porta con sé ma anche per l'appeal che la sua presenza in un canale televisivo può provocare nell'ambito finanziario. A memoria, infatti, non mi sembra di ricordare oscillazioni di questo tipo per titoli quotati, in occasione di un qualche precedente passaggio di un giornalista da un'emittente a un'altra. Con buona pace del diretto interessato: a Santoro adesso non resta che scegliere.

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mercoledì 2 marzo 2011

Proiettili a Barbacetto, Gomez, Santoro e Travaglio

Quattro proiettili
sono stati inviati in una busta a
Barbacetto, Gomez, Santoro e Travaglio


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Michele Santoro interviene in collegamento telefonico nel programma condotto da Massimo Bernardini in onda su Rai tre. Si discute del palinsesto tv che avrebbe trascurato i gravi fatti della politica estera di questi giorn

Quattro proiettili sono stati inviati in una busta a Barbacetto, Gomez, Santoro e Travaglio con una lettera di minacce. Non c'è purtroppo nulla da scherzare. Io sono stato ospite ad Anno Zero da Santoro e gli altri giornalisti sono spesso presenti su questo blog. Travaglio ogni lunedì. Persone che fanno realmente il mestiere di giornalisti, tra i pochissimi in Italia. Le pallottole hanno di solito l'obiettivo di intimidire. Sono certo che Peter, Gianni, Marco e Michele non si farebbero intimidire neppure da qualche granata a domicilio. In ogni caso, in questi momenti, è giusto ricordarci degli uomini liberi e dare a loro la nostra solidarietà. Quei rari giornalisti che ancora esistono nel nostro Paese bisogna tenerceli stretti.


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mercoledì 13 ottobre 2010

Rai, Santoro sospeso per 10 giorni



"Attentato alla televisione, reagirò"

Il provvedimento disciplinare dopo il "vaffan'bicchiere" in diretta nella prima puntata della stagione, in polemica con Masi. Il direttore generale: "Vicenda aziendale, nessuna censura". Garimberti: "Sproporzionato". Il conduttore attacca: "Decisione di gravità inaudita". E anche i finiani lo difendono: per Bocchino è stata una "decisione politica"



Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione a partire da lunedì 18 ottobre. Sanzioni comunicate per lettera, consegnata questa mattina a Michele Santoro dall'azienda dopo il richiamo della direzione generale per la puntata d'apertura di Annozero. Un provvedimento disciplinare in nessun modo "considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica" si affretta a chiarire Mauro Masi, dopo le immediate reazioni alla notizia. Ma Santoro attacca, annunciando che "reagirà con tutte le forze e in ogni sede", e denuncia un "provvedimento di gravità inaudita, ad personam".

Le violazioni, secondo il direttore generale, sono "1. L'uso del mezzo televisivo a fini personali; 2. Un attacco diretto e gratuitamente offensivo al direttore generale, per una circolare a garanzia dell'equilibrio all'interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Consiglio di amministrazione". "Nessuna censura, ribadisco - continua il dg - nessun attentato alla libertà d'informazione". E nessun accanimento. "Non esistono dipendenti più uguali degli altri o zone franche all'interno delle quali sia possibile garantirsi il diritto all'impunità, tanto più quando si arriva a insultare il capoazienda in diretta televisiva con una modalità di contenuti ed espressioni che crea un caso che non ha precedenti al mondo", dice ancora Masi.

Durissima
la reazione del conduttore, che ha immediatamente risposto con un'altra lettera al presidente e al Consiglio d'amministrazione della Rai. "Il provvedimento disciplinare assunto nei miei confronti, con una procedura ad personam, è di una gravità inaudita e, contro di esso, reagirò con tutte le mie forze in ogni sede. Ritengo, tuttavia - aggiunge Santoro - che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa 'punizione esemplare', debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal direttore generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E "spezza le gambe ad un programma di grandissimo successo", aggiunge, "già sottoposto ad una partenza ad ostacoli". Un vero e proprio "attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità", conclude.

Da Masi prende le distanze Paolo Garimberti. Secondo il presidente della Rai si tratta di "un provvedimento di esclusiva responsabilità del direttore generale, che ho appreso come gli altri dalle agenzie. E' quasi superfluo dire che non lo condivido perché, al di là di altre considerazioni, lo trovo manifestamente sproporzionato".

La sospensione di Santoro è una decisione sbagliata ed abnorme, secondo i consiglieri di minoranza Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten. Per loro lo stop di Masi al conduttore di Annozero "conferma, come era già emerso dalle intercettazioni di trani, la sua volontà di assecondare le pressioni politiche esterne per chiudere la trasmissione di Santoro".

La tensione fra Santoro e la direzione era nuovamente salita dopo l'affondo del conduttore durante la prima puntata della stagione contro il direttore generale (l'ormai famoso "vaffan'bicchiere"), in seguito al quale lo stesso dg aveva portato il caso in Consiglio 1 e si era riservato di avviare tempestive azioni disciplinari contro Santoro. La puntata di domani andrà comunque regolarmente in onda.

Non si sono fatte attendere le reazioni. L'Italia dei Valori chiede le immediate dimissioni di Masi: "La sospensione di Santoro e, conseguentemente, di Annozero per 10 giorni è la conferma che l'ordine impartito da Palazzo Chigi sulle epurazioni delle voci libere e sulla censura nei confronti delle opposizioni definite scomode è arrivato a destinazione", dice Antonio Di Pietro, annunciando anche la convocazione
urgente della Commissione di vigilanza Rai per affrontare il caso. Anche Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci-Federazione della Sinistra, chiede le dimissioni di Masi: "Chi pensa di dirigere la Rai come una dependance di Palazzo Chigi deve andarse a casa, per il bene della democrazia e del Paese", commenta.

Per Vincenzo Vita, senatore del Pd e componente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Santoro è un capro espiatorio. "Alla luce delle conclamate faziosità e delle costanti violazioni del pluralismo Annozero diventa il capro espiatorio di comodo. L'alibi - dice - per far finta di dare autorevolezza a un gruppo dirigente che da tempo l'ha persa".

E se Giorgio Lainati (Pdl), vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, giustifica la sanzione disciplinare, chiedendosi "cosa c'entra la libertà di informazione con il pesante insulto rivolto da Santoro al direttore generale Masi in diretta tv?", i finiani difendono il conduttore. Per Italo Bocchino, se a Santoro sono stati dati 10 giorni di sospensione, Minzolini ne merita 30. "Il tg più seguito a livello nazionale mette Fli nei pastoni dell'opposizione e ignora il presidente della Camera Gianfranco Fini", dice il capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà. E aggiunge: "Mediaset non prenderebbe mai una decisione del genere. Sospendere una trasmissione che fa il 20 per cento di share è segno che la governance della Rai non funziona".

Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione stampa italiana, parla di un vero e proprio "sasso in bocca" alla trasmissione e di sequestro della libertà di informare senza essere omologati. A questo punto, "la Rai non è più un servizio pubblico", dice. L'associazione Articolo 21 e il Popolo viola chiamano alla mobilitazione e hanno indetto per oggi pomeriggio una conferenza stampa davanti alla sede della Rai.


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giovedì 20 maggio 2010

Santoro spiega il suo addio dalla RAI

Santoro spiega il suo addio: “Non potevo continuare a lavorare trattato come un nemico interno”

Michele Santoro spiega i motivi del suo addio alla Rai: “Non potevo continuare a lavorare accerchiato come il generale Custer. Non si può vivere bene in un’azienda che ti considera un nemico interno. Se digito il mio nome sulla banca dati Rai esce fuori l’espressione in causa”, spiega al Corriere della Sera.

Il conduttore racconta che la decisione ultima di lasciare l’azienda pubblica è arrivata con la scelta della Rai di ricorrere in Cassazione contro la sentenza con cui il 26 gennaio del 2005 il giudice del lavoro la obbligava a restituirgli un programma in pirma serata. La sentenza è poi stata confermata, ma la vicenda ha inciso su Santoro.

Il giornalista salernitano ricorda gli ottimi risultati di Annozero, che quest’anno ha raggiunto punte del 30 per cento di audience, attestandosi sempre in media intorno al 20 per cento. Ascolti molto apprezzati anche dalla Sipra, la concessionaria della pubblicità Rai, che da due ha portato a quattro i blocchi di pubblicità, spiega Santoro.

I Centri media confermano la tesi del conduttore: ogni puntata di Annozero vale intorno ai 350mila euro, si cui un terzo portati dal valore aggiunto della trasmissione.

Nonostante i numeri, e i soldi, Santoro sottolinea che “invece di avere appoggio, aiuti, sostegno dai vertici Rai ti arriva il ricorso in Cassazione. Io mi sarei aspettato ben altro. Cioè la proposta di trovare un accordo e chiudere il contenzioso giudiziario, dopo un’annata così”.

Per evitare di restare altri tre anni senza lavorare, il conduttore ha deciso di sperimentare con una docu-fiction, cercando magari spazi alternativi sul satellite o in rete.

Riguardo alla liquidazione milionaria, Santoro ricorda di avere un contratto da direttore, di aver lasciato con uno scivolo di tre anni di stipendi “così come avviene con i dipendenti che raggiungono certi accordi”.

20 maggio 2010

http://www.blitzquotidiano.it/tv/michele-santoro-rai-annozero-384218/



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venerdì 26 marzo 2010

Santoro vince la scommessa RAI per una notte,

Boom di contatti, Santoro vince la scommessa. Al Paladozza la kermesse grida no alla censura


Kermesse tra giornalismo e spettacolo, una serata di grande televisione dopo lo stop della Rai. 180 piazze collegate e tanti luoghi in tutto il paese che trasmettono l'intera serata

Boom di contatti, Santoro vince la scommessa. Al Paladozza la kermesse grida no alla censura


Elio e le storie tese fanno il verso a Emanuele Filiberto, torna Daniele Luttazzi


di MARCO BRACCONI

PARTENZA lanciata, senza reticenze. Immagini d'epoca di Benito Mussolini. E poi, subito dopo, Silvio Berlusconi che arringa la folla del Pdl a piazza San Giovanni: "Volete voi...?". Quando le prime immagini sfumano, Michele Santoro appare esattamente come appare sempre, quando Annozero va in onda su Rai2. Chino sul grande tavolo-monitor. Microfonino alla guancia. Buio attorno.

Attorno, c'è un sacco di gente. Il Paladozza di Bologna è gremito. "Caro Napolitano", esordisce il giornalista. "Non c'è il fascismo, domenica si va a votare: Ma insomma, certe assonanze...". Santoro non "vuole tirarlo per la giacchetta", solo "rivolgersi a lui per segnalare che no, quando si blocca l'informazione in tv, o si telefona alle Authority per bloccarla, qualcosa proprio non funziona".

"Per una telefonata - dice - Nixon dovette dimettersi. Aveva ordinato di spiare i suoi avversari del partito democratico e una commissione del Senato, quando scoprì che le telefonate erano state registrate, disse di pubblicarle per sapere cosa è successo. Qui si è compiuto un delitto di grande gravità: interferenza politica sulla libertà di espressione".

Il segnale rimbalza su decine di maxischermi, in tutta Italia. A piazza Navona, Roma, posti in piedi. Dirette su Repubblica tv, Corriere tv, Skytg24, Rainews24, Current, YouDem. Così il satellite e il web aggirano la "censura" pre-elettorale (a questo link si può guardare l'intera trasmissione). a Bologna parte il servizio sulla manifestazione di Roma del Popolo della Libertà. Le telecamere registrano insulti vari, obiettivo lo stesso Santoro, Marco Travaglio, Vauro. Stacco. La Russa balla forsennato sulle note di Apicella. E subito dopo, in studio, a Bologna, si cambia musica. Arriva il premio Oscar Nicola Piovani. Quattro minuti di violoncello, pianoforte e clarinetto. Belli.

La kermesse di "Raiperunanotte" è un mix di giornalismo e spettacolo, lo si sapeva. Arrivano Gad Lerner, Travaglio, Vauro, Floris. Ma il primo a prendere la parola è il comico Cornacchione, quello di "Che tempo fa". Risate, un po' amare, sul premier che vuole "sconfiggere il cancro entro tre anni, e dunque entro il 2012 annienterà la magistratura".

Parte Travaglio. Intercettazioni. Agcom. Minzolini. Censura. Via al dibattito. Floris polemizza con la retorica berlusconiana, parla di mancanza di ossigeno, e spera che "si ricominci a respirare". A ruota gli altri. Fino a Sandro Ruotolo, con cui si arriva, nel merito, all'inchiesta di Trani. In onda, doppiate da attori, le intercettazioni delle telefonate del premier a Innocenzi (Agcom). Quelle in cui Berlusconi se la prende con Annozero e gli altri "pollai". Sentirle così, testuali ma in vivavoce, fa una certa impressione.

Si riparte con la musica. Elio e le storie tese vanno giù di sarcasmo e cantano, opportunamente storpiata, la canzone sanremese di Emanuele Filiberto. "Un esiliato come te...", dice Elio a Santoro. Poi, intervista registrata a Mario Monicelli. E in studio arriva Morgan, espulso proprio da Sanremo per la sua intervista sulla cocaina.

Daniele Luttazzi, il più epurato di tutti, è accolto da una ovazione. "Il monologo che farò è approvato dalla Cei", esordisce. Quindi un fuoco di fila di battute su Berlusconi, e una lunga digressione metaforico-sessuale (assai esplicita, per la verità), sul rapporto tra il Cavaliere e gli italiani. "Masi ha fatto un uso criminoso della tv", conclude il comico rovesciando la frase rituale del capo del governo quando attacca i suoi avversari.

Altre intercettazioni "recitate". Il direttore generale della Rai, Masi, non ne esce esattamente bene. Soprattutto quando discute con Innocenzi della puntata di "Annozero" sul processo Mills e rassicura su come i telegiornali si stanno muovendo bene, "sia il Tg1 che il Tg2, e perfino il 3...".

Ancora spettacolo, con al piano Morgan e alla voce Antonello Venditti. A seguire, un videomessaggio di Milena Gabanelli, la conduttrice di Report. "Il clima è di caccia alle streghe, siamo sull'orlo di una sconfitta civile: perché il paese non comprende la portata di quello che sta accadendo".

Piccolo incidente di percorso con lo spot-regalo di Roberto Benigni, che parte e si interrompe. A riempire il buco ci pensa Travaglio con un lungo monologo sul decreto salva-liste, e poi lo stesso Santoro, che legge in diretta il commento di Bondi ("giornalismo pietoso") e snocciola i dati degli accessi sul web: "120mila utenti unici collegati nello stesso momento, 60mila su Repubblica.it" e replica polemicamente al ministro: "Saremo anche penosi, ma se ci sono tanti che vogliono sentire Marco Travaglio, saranno padroni o no di farlo?".

Benigni, finalmente. "Stavo partendo per lo Zimbabwe, il paese della libertà. Vado in Zimbabwe, dove ci sono i Masai, anzi no, i Masai sono in Kenya, in Zimbabwe ci sono i Masi...". Noi, siamo noi il paese più libero del mondo! Io, per esempio: volevo la libertà di non vedere Santoro, e ora non c'è più e non lo posso fare...". A Rutolo: "Con questi baffoni, ti voglio baciare, questo è il partito dell'amore, no? E allora baciamoci!". Finale più serio, con la richiesta di un "applauso alla democrazia e alla libertà" e un saluito a Enzo Biagi, "che non può partecipare alla vostra trasmissione".

Gran finale con giuramento collettivo, quasi a scimmiottare il giuramento dei governatori berlusconiani. "Giuriamo solennemente che la faremo sempre fuori dal vaso". Poi, seguito dalle telecamere, esce dal Paladozza e si gode il bagno di folla all'esterno. Domani, si capirà meglio il riscontro numerico di questa "strana" serata di informazione. Nata dalla censura e diventata una kermesse dalle mille piazze e dai mille "ripetitori". Forse, anche un segnale di quello che, nel futuro, può diventare la comunicazione.


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