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sabato 19 settembre 2015

Cara America, Smettila di Esportare Democrazia


Eastwood: 
“Cara America, smettila di esportare democrazia, 
era meglio tenersi Saddam e Gheddafi”

Clint Eastwood non cessa mai di sorprendere. Questo repubblicano sui generis, idolo dei conservatori americani ma spesso eterodosso su molti aspetti dell’ideologia della destra statunitense, ha
ultimamente espresso diverse critiche alla politica estera di Washington.



Parlando da Monaco, l’attore e regista americano ha dichiarato: “Noi vogliamo continuamente formare altre culture alla nostra democrazia nonostante il fatto che esse abbiano una mentalità del tutto differente dalla nostra. Forse certe culture hanno bisogno di un dittatore affinché il loro sistema
funzioni”.

Per Eastwood, “i problemi si presentano quando a un certo punto i dittatori non pensano ad altro che ai loro interessi a detrimento di quelli del popolo. Gli Usa hanno deposto Saddam Hussein, ma in fin dei conti ne è arrivato un altro al potere, ugualmente terribile se non peggio”.

Secondo il regista di American Sniper, “la stessa cosa è successa in Libia. Noi pensavamo di essere
 i salvatori, ma ora quel paese va davvero meglio? Alla fine vi regnano il caos e la guerra e le milizie
islamiste mantengono il terrore. Gheddafi era un tiranno, certamente. Ma almeno la gente viveva in
pace sotto il suo regime. Ora la regione è ancora più instabile”.



Libia, l’ultima intervista di Gheddafi: 
“senza di me i terroristi invaderanno il Mediterraneo”

Mu’ammar Gheddafi è stato per 42 anni il leader della Libia, dopo aver guidato il colpo di stato militare che nel 1969 destituì la monarchia (accusata di essere corrotta ed eccessivamente filo-occidentale) del re Idris I e del suo successore Hasan. Durante i 42 anni di Gheddafi la Libia ha conosciuto il suo periodo politico ed economico più stabile e fiorente, con indici di crescita e sviluppo poi crollati dopo la sua barbara uccisione a Sirte nell’ottobre 2011.

 Da ormai tre anni e mezzo il Paese più importante dell’Africa settentrionale alle porte del Mediterraneo è diventato una polveriera in balia del terrorismo islamico. Eppure pochi mesi prima della sua morte, a marzo 2014, lo stesso Gheddafi in un’intervista concessa a Laurent Valdiguié e pubblicata sul Journal du Dimanche spiegava chiaramente: “la scelta è tra me o Al Qaeda L’Europa tornerà ai tempi del Barbarossa. Il regime qui in Libia va bene.

E’ stabile. Cerco di farmi capire: se si minaccia, se si cerca di destabilizzare, si arriverà alla confusione, a Bin Laden, a gruppuscoli armati. Migliaia di persone invaderanno l’Europa dalla Libia. Bin Laden verrà ad installarsi nel Nord Africa e lascerà il mullah Omar in Afghanistan e in Pakistan. Avrete Bin Laden alle porte, ci sarà una jihad di fronte a voi, nel Mediterraneo. La Sesta Flotta americana sarà attaccata, si compiranno atti di pirateria qui, a 50 chilometri dalle vostre frontiere. Si tornerà ai tempi di Barbarossa, dei pirati, degli Ottomani che imponevano riscatti sulle navi. Sarà una crisi mondiale, una catastrofe che dal Pakistan si estenderà fino al Nord Africa. Voglio farle capire che la situazione è grave per tutto l’Occidente e tutto il Mediterraneo. Come possono, i dirigenti europei, non capirlo? Il rischio che il terrorismo si estenda su scala planetaria è evidente“.

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E poi diamo la colpa all’ISIS per il caos che abbiamo creato”...


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Hanno dato Ad Obama Dati Falsi sull'Isis, intelligence Usa nei guai
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domenica 20 ottobre 2013

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FIRMIAMO contro le trivelle nel canale di Sicilia !!!!!



Dove tutte le navi passano, dove tutti i pescatori pescano, 
lo Stato Italiano vorrebbe trasformare il tragitto,
 da libero qual è, ad una corsa ad ostacoli.

L’Italia è il paese di navigatori, poeti e santi. Riguardo ai navigatori, le pagine di cronaca dei nostri quotidiani ci confermano che il settore della navigazione non sforna più illustri nocchieri. Come poeti siamo insuperabili, basti pensare che il petrolio si “coltiva” e gli impianti si dicono di “coltivazione”. Riguardo ai santi … non ci rimane che affidarci a loro in caso le coltivazioni vadano male.

Segui e diffondi la nostra campagna e aiutaci a dire no alle trivellazioni nel Canale di Sicilia.
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leggi anchehttp://cipiri6.blogspot.it/2013/10/mediterraneo-e-al-collasso-pesci.html

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domenica 28 luglio 2013

Sud Italia : il piu' grande Museo a cielo aperto nel Mediterraneo



"Per iniziare dobbiamo partire da qui, dal riconoscere che fra templi greci arcaici, classici, edificazioni medioevali e invenzioni del barocco, il Meridione ha la piu' alta concentrazione del Mediterraneo. Le sei collezione archeologiche delle principali città del Mezzogiorno sono da sole di un'importanza capitale: qualsiasi persona evoluta ci dovrebbe passare almeno una volta nella vita, come alla Mecca.

 Eppure sono in stallo. Perchè? Perchè piuttosto che investire su questa ricchezza fino a ieri puntavamo sulle fabbriche. A Melfi, in Basilicata, abbiamo portato le automobili, anzichè i turisti. Abbiamo costruito l'Ilva a Taranto, quando nella città avvelenata dall'acciaio bisognerebbe per il Museo nazionale e i suoi ori celebrati in tutto il mondo. E sapete qual è la media di occupazione di alberghi in Sicilia? Due mesi: un insulto al patrimonio sterminato dell'isola. I nostri politici devono capire che Bagnoli a Napoli, l'Ilva a Taranto, la Fiat a Melfi sono strade sbagliate per definizione. La vera soluzione per il Sud è che diventi un grande serbatoio di beni culturali, di qualità di vita e di turismo, perchè queste forze messe insieme rendono molto più delle tre fabbriche che ho nominato moltiplicate per dieci. Anche in termini di occupazione.

Dobbiamo immaginare uno sviluppo diverso per il territorio. Un futuro che dovrà passare necessariamente attraverso una potentissima operazione di restauro dei beni culturali, talmente vasta da assomigliare a un piano Marshall. Ecco si tratta d'impostare un piano Marshall per il Meridione.

 Iniziamo, per esempio, a riportare all'antico splendore Palermo, uno dei più importanti centri storici del Mediterraneo. Non solo una città meravigliosa, ma anche un luogo con una funzione geopolitica cruciale se pensiamo che l'Europa non sia solo quella dell'austerity, ma anche quella del dialogo fra i paesi del Mare Nostrum. Il restauro dei palazzi di Palermo è quindi un problema EUROPEO, non italiano o cittadino.

L'Unione deve occuparsi delle sue culle, difenderle, promuoverle. Deve farsi carico dei suoi tesori: città dei fenici, dei normanni, del Regno di Sicilia non puo' essere curata soltanto dal governo di Roma e dal mendicante Ministero dei Beni Culturali. Deve diventare un progetto europeo e lo dico nonostante io abbia partecipato poche settimane fa ad un'audizione di Barroso a Bruxelles. Uno degli appuntamenti più deprimenti dei miei ultimi dieci anni, perchè ho capito che alla Commissione europea IMPORTA BEN POCO della bellezza italiana. Ma questo non cambia la realtà dei fatti. Pensiamo a Pompei. La villa dei misteri, i corpi pietrificati delle vittime dell'eruzione, i mosaici, gli affreschi erotici i versi dell'Eneide incisi dagli studenti sui muri non sono proprietà dei campani. Appartengono a chiunque studi latino, a Tubingen o alla Sorbona o a Oxford. Con i ragazzi dell'Università di Palermo abbiamo coniato un bellissimo slogan per illustrare questa idea: Terra omnia". Invece che terronia, il Sud è Terra omnia. Di tutti. prendiamo un altra città formidabile per la sua qualità catastrofana: Cosenza. Ha una parte antica talmente collassata, dove solo alcuni privati hanno cominciato a restaurare, sostenuti dal grande impegno del Comune, che investe per riaprire piccole botteghe medievali. Rimetterne in piedi il cuore cittadino significherebbe restituire un centro abitato da 30.000 persone, e far conoscere agli stranieri un autentico gioiello della Calabria finora trascurato"
Philippe Daverio "l'espresso - 4luglio 2013"

L’idea di fondo è chiara:
 la cultura intesa come giacimento di ricchezze artistiche, paesaggistiche, storiche, architettoniche, intellettuali, enogastronomiche - che l’Italia deve cominciare a sfruttare per avere la speranza di una rinascita economica.

Per uscire dalla crisi che attanaglia il paese bisogna ripartire da qui. Dal più grande patrimonio che abbiamo a disposizione, il bene comune più grande, la nostra identità storica: la cultura. Cultura come combustibile non inquinante, come fonte di movimento e di rinnovamento sociale, come sorgente energetica. Bisogna ripartire dalla cultura come energia vitale e motore del paese. Dalla cultura come innovazione, ricerca, investimento.
 Dalla cultura come volano di crescita e sviluppo economico.

L’obiettivo è quello di “catturare” le potenzialità dell’Italia a dispetto di tutti gli sprechi esistenti, delle mille possibilità mancate, delle pochissime strategie politiche e dell’ordinaria inefficienza del settore pubblico. L’obiettivo è quello di individuare i pionieri di una nuova era economica in cui acquisti valore ciò che, purtroppo, oggi valore non ha.
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lunedì 7 gennaio 2013

ECOLOGIA: Tokyo, tonno rosso a peso d' oro


 Se dovessimo dare un nome alla specie simbolo del Mediterraneo, sarebbe senza dubbio il tonno rosso. Stranamente non molti conoscono questo animale straordinario, che è uno dei pesci più grandi e tra i commercialmente più preziosi  al mondo. Proprio per questo da decenni è stato pesantemente vittima della pesca illegale diffusa soprattutto nelle sue zone di riproduzione in tutto il Mediterraneo.  Impara di più su questa specie stupefacente, segui il nostro lavoro e ci aiuterai a creare un futuro sostenibile per questo pesce tra i "più ricercati".

http://mediterraneo.wwf.it/pericoli-tonno-rosso.html

Molto semplicemente abbiamo bisogno di un piano di gestione ragionevole per il tonno rosso che non porti la specie all'estinzione. leggi tutto...

ECOLOGIA: Tokyo, tonno rosso a peso d' oro: Tokyo, tonno rosso battuto all'asta per 1,3 milioni di euro La prima asta del 2013 al mercato del pesce di Tsukiji, sulla baia di Toky...

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lunedì 12 marzo 2012

ECOLOGIA: isola di plastica

isola di plastica


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Nel mar Mediterraneo 

 

galleggia 'un'isola di plastica'

 

 tra Italia, Spagna e Francia



ECOLOGIA: isola di plastica: Nel mar Mediterraneo    galleggia 'un'isola di plastica'    tra Italia, Spagna e Francia Sono i dati del rappor...

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