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sabato 5 aprile 2014

416ter : Niente pene per il politico corruttibile.


416ter. Niente pene per il politico corruttibile. 
Borsellino: “Ecco cos’è andato a fare Berlusconi da Napolitano”

La "messa a disposizione" del politico nei confronti di un mafioso per "qualunque" utilità non è più punibile. Si mettano il cuore in pace quanti avevano intravisto nel 416ter la possibilità di combattere un sistema marcio, la realizzazione del sogno di Giovanni Falcone di stroncare i rapporti tra politica e criminalità organizzata, di porre un freno a quell'emorragia di soldi che svaniscono per corruzione (in Italia si parla di 60 miliardi di euro annui). A permettere tutto questo, l'Aula della Camera, che, nella giornata di ieri ha approvato in terza lettura un emendamento della maggioranza riferibile al 416ter, che senza alcuna modifica sarebbe divenuto finalmente legge. Quella sullo scambio politico-mafioso. E, invece, non c'è neanche troppo da sorprendersi, tutto è da rifare: il testo finirà ora in Senato per la quarta lettura e l'antimafia viene colpita direttamente al cuore.

L'ultima modifica è allarmante. Con essa, infatti, decade la punibilità della promessa, compiuta da un politico, di mettersi a disposizione del mafioso qualora lo scambio non vada a buon fine. Se, per esempio, un mafioso decidesse all'ultimo di tirarsi indietro e non sottostare agli accordi, per qualsiasi motivo, ecco allora che il contatto tra i due non è considerato penalmente rilevante. Il che implica come il politicante possa continuare indisturbato a cercar altrove altri interessi da far collimare, senza esser punito per la sua corruttibilità.

E se invece lo scambio andasse in porto? Ecco allora che la pena prevista varia dai 4 ai 10 anni di carcere. Meno di quelli inizialmente previsti nel testo e nel codice penale: dai 7 ai 12.

Una modifica pesantissima, dunque, a cui però si sono detti quasi tutti favorevoli: i voti contrari sono stati soltanto 61, contro 310 sì. Persino il relatore, Davide Mattiello, del Pd, ha votato a favore dell'emendamento, scatendando la delusione del M5s.

"Eravamo pronti a votare la versione definitiva da portare in aula", ha spiegato infatti la deputata Giulia Sarti, "il relatore Mattiello del Pd insieme alla maggioranza e agli altri partiti hanno ceduto alle pretese di Forza Italia e hanno di nuovo modificato questo articolo che di fatto sarà inefficace", dato che "stiamo svuotando il 416 ter dal suo nucleo originario".

Critiche durissime alla modifica sono piovute anche da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in via D'Amelio. "Ieri in Commissione Giustizia, alla Camera, è successo un fatto gravissimo", ha scritto sul proprio profilo Facebook. "Il 416tre, l'articolo che persegue i patti tra politica e mafia, è stato svuotato e reso inefficace e inapplicabile, le pene sono state ridotte, è stato eliminato l'articolo che permetteva la la condanna per un politico che si metta a disposizione della mafia."

"Adesso è chiaro cosa è andato a fare ieri Berlusconi da Napolitano", ha concluso Borsellino. "Ieri Mancino, oggi Berlusconi, un imputato e un condannato dal garante della trattativa. Questo il risultato."

TUTTE LE CRITICHE – Sia sul fronte dell’abbassamento delle pene che sulla cancellazione della norma sulla punibilità del politico che si “mette a disposizione” (e non solo) non mancano le perplessità. Con il rischio che l’attesa riforma del 416 ter alla fine sia svuotata di senso, a causa del compromesso raggiunto. I motivi li ha spiegati anche Bruno Tinti sul Fatto, sottolineando tutte le storture del testo. L’aula ha stabilito che «il politico che promette di mettersi a disposizione di un’associazione mafiosa in cambio di voti non è punibile se poi i voti non gli vengono dati», ha ricordato. Ma non solo: anche sulla riduzione delle pene previste, ora da 4 ai 10 anni, i cambiamenti rischiano di annacquare la riforma. Questo perché con pene fino a 4 anni non si va in galera ed è previsto l’affidamento ai servizi sociali. Tinti, con sarcasmo, ha sottolineato come «le attenuanti generiche non si negano a uno scambista incensurato (sono sempre incensurati, li salva la prescrizione)». Anche se gli scambisti vengono puniti con 6 anni, se si toglie un terzo per via delle attenuanti, ne resteranno soltanto quattro. Tradotto, niente galera.

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martedì 26 novembre 2013

Berlusconi Vinse Grazie a Cosa Nostra


Mutolo fiume in piena:
 “Napolitano cela la verità sulla trattativa, Berlusconi vinse grazie a Cosa Nostra”

Il pentito Mutolo parla della trattativa, di Napolitano, di Paolo Borsellino
 e dei contatti che Silvio Berlusconi ebbe con Cosa Nostra.

 La trattativa tra Stato e mafia è innegabile. 
Questa l'opinione di Gaspare Mutolo, il pentito che fu braccio destro di Totò Riina.

Intervistato da "La Zanzara", su radio 24, l'uomo offre la sua ricostruzione di quegli anni, soffermandosi anche sulla citazione come teste del presidente Napolitano, nell'ambito del processo palermitano che dovrebbe far luce sui patti che intercorsero tra istituzioni e criminalità organizzata. "La trattativa fra Stato e mafia esiste da sempre, c'è stata di sicuro", ha spiegato Mutolo. "Il presidente Napolitano, detto con grande rispetto, si è voluto immischiare nei processi, vuole coprire qualcosa che non era giusto e nascondere la verità". Poi conferma le ipotesi che in molti hanno tentato di abbattere, sulla strage di via D'Amelio, ovvero che "Paolo Borsellino fu ucciso perché era contrario alla trattativa, al cento per cento." Di fatto, Mutolo ammette che vi fu un'accelerazione, con l'eccidio del giudice, dopo la strage di Capaci: bisognava fermare chi ostacolava gli interessi istituzionali e mafiosi, quelli dei criminali e dei politici collusi.

Proprio sui politici collusi, il collaboratore di giustizia, non appare affatto clemente: secondo lui dovrebbero "subire le stesse sorti del mafiosi, anzi peggio. Peggio del 41 bis, dovrebbero essere castrati". "La vera mafia è a Roma", aggiunge, "Invece i trattamenti sono diversi”.

Mutolo si concentra persino sulla figura dell'ex premier: "“Ho avuto delle esperienze personali con il personaggio Berlusconi", ricorda. Specifica che non era legato "in senso stretto" alla mafia, "ma aveva contatti con qualche mafioso, come attestano delle sentenze." D'altra parte, prosegue, "è difficile per certe persone non avere rapporti con la mafia".

"Nel ‘74", ricostruisce, "mi trovavo a Milano con altri personaggi perché dovevo fare un sequestro di persona. Dopo ci fu un richiamo per tutti e non si parlò più di sequestrare Berlusconi. Poi arrivò ad Arcore lo stalliere siciliano Vittorio Mangano…”. E anche Dell'Utri "aveva molti contatti coi mafiosi": "E’ una cosa risaputa, un dato di fatto”, chiosa Mutolo, che fornisce anche la propria opinione in merito il ritorno di Forza Italia, rivelandosi scettico: “I tempi non sono quelli del ‘93 e del ‘94", osserva. A quel tempo Berlusconi "fece il pieno perché c’era la mafia, che ha aiutato Forza Italia."

Marco Travaglio: 
"Berlusconi nasce corruttore, poi tutto mazzette e tv"

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"Questo è sicuro", ribadisce, "ho sentito a riguardo molte intercettazioni del ‘93. Tutta la Sicilia mafiosa era per Forza Italia, tutte le organizzazioni mafiose hanno votato Berlusconi, perché i mafiosi si sentivano traditi dalla Dc mentre i comunisti erano contro”.

“Oggi la mafia non è più quella di vent’anni fa", spiega ancora Mutolo. "Sono quasi tutti in galera, anche se di amici dei mafiosi oggi in Parlamento ce ne sono ancora tanti. Meno di prima ma ancora tanti. Lo posso dire al cento per cento." E dove sono? "Più a destra che a sinistra". D'altra parte, "se ogni tanto si sente l’urlo di Riina, come quello di un coniglio in gabbia, è perché si è sentito tradito dalle promesse che gli hanno fatto allora”.

L'intervista si sposta poi sulla sua persona: “Vivo ancora sotto protezione e lo Stato mi dà 1200 euro al mese", ammette. "Non dico che sono pochi, ma per quello che ho fatto merito questo ed altro. Sono uno dei pochissimi collaboratori che ha detto tutto e a cui lo Stato non ha mai rimproverato nulla. Però mi ha confiscato tutto. Devo pagare tutto dalla a alla zeta, non ho parenti. Dipingo e vendo qualche quadro, non mi posso lamentare”.

Riguardo alle proprie preferenze politiche, spiega che gli "piacerebbe tornare a votare". Un tempo si ritrovava nei Radicali, perché Pannella "aiutava i disagiati ed era contro alcune leggi". Ora, però, voterebbe per un partito di sinistra: "Mi piace particolarmente M. R.", conclude.

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martedì 23 aprile 2013

Il TRAVAGLIO DI NAPOLITANO



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Roma 

- Il Giuramento e il Messaggio

 di Giorgio Napolitano (22.04.13) 

STEFANO RODOTA' 
"SONO SCANDALIZZATO:
 MENTRE NAPOLITANO DICEVA DELL'IRRESPONSABILITÀ DEI PARTITI,
 QUELLI APPLAUDIVANO INVECE DI STARE ZITTI E VERGOGNARSI."

 

Editoriale al vetriolo del vice direttore del Fatto quotidiano sul nuovo mandato al Capo dello Stato


"La scena supera la più allucinata fantasia dei maestri dell'horror, roba da far impallidire Stephen King e Dario Argento. Il cadavere putrefatto e maleodorante di un sistema marcio e schiacciato dal peso di cricche e mafie, tangenti e ricatti, si barrica nel sarcofago inchiodando il coperchio dall'interno per non far uscire la puzza e i vermi. Tenta la mission impossible di ricomporre la decomposizione. E sceglie un becchino a sua immagine e somiglianza: un presidente coetaneo di Mugabe, voltagabbana (fino all'altroieri giurava che mai si sarebbe ricandidato) e potenzialmente ricattabile (le telefonate con Mancino, anche quando verranno distrutte, saranno comunque note a poliziotti, magistrati, tecnici e soprattutto a Mancino), che da sempre lavora per l'inciucio (prima con Craxi, poi con B.) e finalmente l'ha ottenuto. E con una votazione dal sapore vagamente mafioso (ogni scheda rigorosamente segnata e firmata, nella miglior tradizione corleonese). Pur di non mandare al Quirinale un uomo onesto, progressista, libero, non ricattabile e non controllabile, il Pd che giurava agli elettori "mai al governo con B." va al governo con B., ufficializzando l'inciucio che dura sottobanco da vent'anni. Per non darla vinta ai 5Stelle, s'infila nelle fauci del Caimano e si condanna all'estinzione, regalando proprio a Grillo l'esclusiva del cambiamento e la bandiera di quel che resta della sinistra (con tanti saluti ai "rottamatori" più decrepiti di chi volevano rottamare). La cosa potrebbe non essere un dramma, se non fosse che trasforma la Repubblica italiana in una monarchia assoluta e la consegna a un governo di mummie, con i dieci saggi promossi ministri e il loro programma Ancien Régime a completare la Restaurazione. Viene in mente il ritorno dei codini nel 1815, dopo il Congresso di Vienna, con la differenza che qui non c'è stata rivoluzione né s'è visto un Napoleone. Ma il richiamo storico più appropriato è Weimar, con i vecchi partiti di centrosinistra che nel 1932 riconfermano il vecchio e rincoglionito generale von Hindenburg, 85 anni, spianando la strada a Hitler. Qui per fortuna non c'è alcun Hitler all'orizzonte. Però c'è B., che fino all'altroieri tremava dinanzi al Parlamento più antiberlusconiano del ventennio e ora si prepara a stravincere le prossime elezioni e salire al Colle appena Re Giorgio abdicherà. A meno che non resti abbarbicato al trono fino a 95 anni, imbalsamato e impagliato come certi autocrati, dagli iberici Salazar e Franco ai sovietici Andropov e Cernenko, tenuti in vita artificialmente con raffinate tecniche di ibernazione e ostesi in pubblico con marchingegni alle braccia per simulare un qualche stato motorio. Ieri, dall'unione dei necrofili di sinistra e del pedofilo di destra, è nato un regime ancor più plumbeo di quello berlusconiano e più blindato di quello montiano, perché è l'ultima trincea della banda larga che comanda e saccheggia l'Italia da decenni, prima della Caporetto finale. Prepariamoci al pensiero unico di stampa e tv, alla canzone mononota a reti ed edicole unificate. Ne abbiamo avuto i primi assaggi nelle dirette tv, con la staffetta dei signorini grandi firme che magnificavano l'estremo sacrificio dell'Uomo della Provvidenza e del Salvatore della Patria, con lavoretti di bocca e di lingua sulle prostate inerti e gli scroti inanimati delle solite cariatidi. Le famose pompe funebri. Ps. Da oggi Grillo ha una responsabilità infinitamente superiore a quella di ieri. Non è più solo il leader del suo movimento, ma il punto di riferimento di quei milioni di cittadini (di centrosinistra, ma non solo) che non si rassegnano al ritorno dei morti morenti e rappresentano un quarto del Parlamento. A costo di far violenza a se stesso, dovrà parlare a tutti con un linguaggio nuovo. Senza rinunciare a chiamare le cose col loro nome. Ma senza prestare il fianco alle provocazioni di un regime fondato sulla disperazione, quindi capace di tutto." 

STEFANO RODOTA': "SONO SCANDALIZZATO: MENTRE NAPOLITANO DICEVA DELL'IRRESPONSABILITÀ DEI PARTITI, QUELLI APPLAUDIVANO INVECE DI STARE ZITTI E VERGOGNARSI."

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[estratti dall'intervista di Rodotà al Manifesto di oggi 23 aprile]

"Vanno riaperti i canali di comunicazione fra istituzioni e società, soprattutto dopo il governo Monti, con il parlamento ridotto a passacarte. Posso ricordare che nel pacchetto della COSTITUENTE DEI BENI COMUNI ho predisposto un testo per l'obbligo di presa in considerazione da parte del parlamento dell'iniziativa popolare..

La larga intesa si fa con il responsabile dello sfascio e della regressione culturale e politica di questo paese. Si faranno interventi economici, si utilizzeranno i modestissimi documenti dei saggi, ma non potrà essere affrontata nessuna della questioni che possono restituire alla politica e al parlamento una qualità di interlocutore della società..

Sono contento, ma anche molto sorpreso, di questo senso di identificazione emerso nei miei confronti. Io ho una lunga storia personale nella sinistra, di lavoro teorico ma non solo: le forze politiche non hanno capito niente del referendum sull'acqua votato da 27 milioni di persone..

Ho letto microvolgarità su di me. L'unico salotto a cielo aperto in cui sono stato si chiama Pomigliano. Lì, alla manifestazione della Fiom, ho portato lo striscione con il mitico Ciro. Sarò alla manifestazione della Fiom del 18 maggio..

Io non ho niente di carismatico. Semplicemente, testimonio che si può lavorare sulle cose: beni comuni, acqua, le discriminazioni.
Quale cultura politica possiamo mettere in campo?

In questo momento temo un vero rischio per la democrazia.
Non siamo al duello finale fra democrazia di rete e democrazia rappresentativa. Piuttosto, vedo un obbligo: nella Costituzione c'è un filo sottile fra referendum e iniziativa popolare che dev'essere rafforzato non come una via alternativa. Nel Trattato di Lisbona c'è un'apertura importante in questo senso. I sindacati europei stanno promuovendo un'iniziativa per chiedere alla Commissione di stabilire le regole sulla non privatizzabilità del servizio pubblico. Sa quante firme sono state raccolte finora? Un milione e 600mila in tutta Europa. È il momento di lavorare su questo..

La cultura illuminista ha rilanciato tre valori. Libertà, uguaglianza e fraternità.
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venerdì 5 aprile 2013

I 10 SAGGI Marco Travaglio


 I 10 SAGGI
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 "Craxi diceva che in Italia, quando non si riesce ad affrontare un problema,si nomina una commissione:il famoso Ufficio Complicazione Affari Semplici. Ma di commissioni Napolitano ne ha nominate due." Marco Travaglio racconta i 10 saggi: "Forse tanta saggezza non ce la meritiamo: magari servirebbe un po' di follia. Perchè la domanda sorge spontanea: ma se questi sono i saggi, i fessi chi sono?

web: http://www.serviziopubblico.it
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giovedì 27 settembre 2012

Regioni : taglio di 300 consiglieri



Presentata a Napolitano e al Governo, obiettivo ridurre spese
I costi di funzionamento di giunte e consigli regionali
Alcuni numeri delle riduzioni

Le regioni hanno presentato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al Governo una proposta per il taglio dei costi. 'Unanimemente le regioni vogliono condividere col governo un percorso per ridurre i costi della politica', ha detto Stefano Caldoro, governatore della Campania, a margine dei lavori della Conferenza delle regioni. 'C'è il clima giusto - ha aggiunto per affrontare con decisione queste questioni, partendo dalla trasparenza'. Dopo il caso Lazio, quindi si cerca di tagliuzzare in particolare i finanziamenti ai partiti e alle regioni. La conferenza dei governatori ha proposto un terzo dei consiglieri regionali in meno in tutta Italia: circa 300.

Alcune regioni hanno già dato i numeri. In Friuli Venezia Gilia di passerà da 59 a 48 consiglieri, in Abruzzo da 45 a 31. La Regione Lazio prevede la riduzione da 70 a 50.

Le spese delle Regioni nel 2012:

Valle d'Aosta 16.292.304
Piemonte 74.196.575
Lombardia 67.503.200
Veneto 70.579.244
Trento 13.194.950
Bolzano 11.605.098
Friuli Venezia Giulia 23.693.800
Liguria 31.747.000
Emilia Romagna 36.487.829
Toscana 73.872.033
Umbria 25.036.382
Marche 21.494.599
Lazio 138.834.051
Abruzzo 28.527.000
Molise 36.225.145
Campania 83.932.260
Puglia 44.219.583
Basilicata 23.538.600
Calabria 71.290.500
Sicilia 162.200.000
Sardegna 104.368.00

 RIMANE PER ORA UNA PROPOSTA , SULL'ONDA DEI FATTI DELLA REGIONE LAZIO ,

SE NE PARLERA' NEL 2014 PER L' ATTUAZIONE DEI TAGLI .

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giovedì 7 giugno 2012

Schifani CONTRO Silvio



Schifani le canta a Silvio

«Pdl privo di coesione, serve chiarezza»


Nel Popolo della libertà è arrivato il momento della resa dei conti. Le divisioni e i dissidi interni al partito, sui quali si rincorrono da tempo voci sempre più insistenti, sono di fatto stati messi allo scoperto dal presidente del Senato Renato Schifani, che ha espresso tutte le sue preoccupazioni sul futuro del Pdl e del centrodestra italiano in una lettera inviata a Il Foglio . (Leggi la lettera completa).
FUORI DA PALAZZO MADAMA. «Si può restare insensibili di fronte al lento sfilacciamento di un partito che è stato, e resta, l’architrave dell’Italia moderata e liberale? Io non me la sento di girare lo sguardo dall’altro lato. E non me la sento nemmeno di trincerarmi tra le rassicuranti pareti di palazzo Madama. La condizione dolorosa in cui versa il Pdl richiede che mi assuma anch’io le mie responsabilità, senza finzioni e senza sudditanze».
A smuovere il presidente del Senato dall'imparzialità e dalla terzietà che la sua carica richiede, è la crisi «aggressiva e lacerante» che ha travolto una politica attraversata da una «confusione delle idee» che è «dispersiva e inconcludente».
LA RICHIESTA DELL'OPERAZIONE VERITÀ. Schifani ha detto di essere uscito dalle «rassicuranti pareti di palazzo Madama» per chiedere un'operazione verità a Silvio Berlusconi, per salvare il Pdl.
«Vanno dette tutte le verità, anche spiacevoli, che riguardano il passato: va detto, per esempio, che l’ultimo governo, prima che arrivasse Monti, non è stato scalzato da chissà quali forze oscure, ma da una mancanza di coesione che non ha consentito alla maggioranza di varare le riforme tenacemente volute dai nostri partner europei; va detto che la nostra credibilità all’estero precipitava di giorno in giorno perché Berlusconi sosteneva una linea e il ministro Tremonti l’esatto contrario; e va detto anche che la rottura con Gianfranco Fini segnò un punto di debolezza della coalizione e che la campagna condotta dai giornali di area sulla casa di Montecarlo ha finito per trasformare un contrasto politico in una frattura irreversibile».
Una vera e propria confessione a tutto tondo sui mari che hanno afflitto e continuano ad affliggere il Pdl. Schifani si schiera dalla parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del governo guidato da Mario Monti, e contro quella parte del suo partito che strilla e rende impossibile identificare una linea politica univoca.

  Elettorato disorientato e astensionista


«Il nostro elettorato è visibilmente frastornato. Un giorno il Pdl approva l’Imu e il giorno dopo irrompe sulla scena una parte del Pdl, certamente la più chiassosa, che minaccia di scendere in piazza contro l’Imu. Un giorno il Pdl approva i decreti, anche i più duri, di Monti e il giorno dopo la parte più colorita e populista del Pdl propone addirittura lo sciopero fiscale. Un giorno si ascoltano in televisione le più convinte dichiarazioni di Berlusconi a sostegno di Monti e il giorno dopo, anche e soprattutto sui giornali che si professano berlusconiani, si leggono titoli improntati al grillismo più avventato. Come meravigliarsi poi se la gente, soprattutto la nostra gente, non va a votare?».
«NON CI CAPISCONO PIÙ». Eccolo dunque il problema: «Il nostro elettorato è salito sull’aventino dell’astensionismo perché non capisce più che cosa vogliamo, perché non vede più nel Pdl né la coerenza né l’affidabilità».
Non c'è alcuna certezza sul futuro del partito, che continua ad aspettare da Pier Ferdinando Casini un 'sì' che potrebbe non arrivare mai, e che si oppone ai suoi avversari senza contenuti.
«SERVONO I CONTENUTI». «Capisco che, per dare una risposta, occorre sapere che cosa dire. Occorre, insomma, una linea politica che ci dica quantomeno se è strategicamente preferibile contrastare Grillo con un grillismo d'imitazione o se non sia invece il caso di attestarsi su una linea di responsabilità che eviti al Paese di precipitare nel dissesto di bilancio e alla politica di trascinarci in una ingovernabilità simile a quella che si è determinata in Grecia con la frantumazione dei partiti. Sono convinto, se mi è consentita una sottilineatura, che il grillismo ci porterebbe dritti all’isolamento e che la conseguente incapacità di riaggregare il blocco moderato sarebbe un danno enorme per la politica e, più in generale, per la democrazia di questa amatissima Italia. Da qui la mia richiesta di una urgente e ineludibile operazione verità».
« ALFANO». Insomma, il Pdl deve capire da che parte vuole andare e come vuole andarci. Sulla guida del partito Schifani appoggia l'attuale segretario.
«Ha dimostrato sul campo di sapere fare politica, di sapere incalzare Monti. Sono convinto che, se sarà in grado di guadagnarsi l’autonomia necessaria, avrà tutte le carte in regola per rilanciare il Pdl, per riannodare i fili spezzati tra partito e società civile, e per cercare tra i giovani, e soprattutto tra quei giovani che hanno una storia politica legata al territorio, le risorse necessarie per formare una nuova classe dirigente».
L'augurio del presidente del Senato è che Berlusconi riesca a compiere questa «operazione verità», abbandonando l'idea delle liste civiche e riempiendo la sua offerta politica di contenuti. Ma se non dovesse farcela, c'è da scommetterci, Schifani sarebbe pronto a scendere in campo.

http://www.lettera43.it/politica/schifani-le-canta-a-silvio_4367553613.htm

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domenica 4 dicembre 2011

QUERELA/DENUNCIA PER ALTO TRADIMENTO






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QUERELA/DENUNCIA PER ALTO TRADIMENTO





A TUTTI GLI ORGANI DI COMUNICAZIONE ED INFORMAZIONE….
CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE

la presente per informarvi che venerdì mattina alle ore 10,00 a roma in Viale Romania, 45 depositeremo denuncia/querela contro Napolitano, Draghi, Monti e molti altri per il reato di “Alto tradimento”.


  nfo at Orazio 392 6546868 o Giorgio 393 654 2624.

                                                                                     ROMA, 18/11/2011

                                                                                 Al Comando Generale dei Carabinieri 
                                                                          V.le Romania,

                                                                           Alla   Procura Della Repubblica  Competente

                                                                  E, p.c.  Ad  Altri


QUERELA/DENUNCIA  CONTRO :

1)                  Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;
2)                  Il Presidente della B.C.E. Mario Draghi;
3)                  Il Presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi;
4)                  Il Presidente della Camera Gianfranco Fini;
5)                  Il Presidenti del Senato Renato Schifani;
6)                  Tutti i Ministri dei governo Berlusconi (all’apparenza appena dimesso, esautorato?);
7)                  Tutti i segretari dei partiti dell’arco parlamentare
8)                  Tutti i Parlamentari che hanno accettato passivamente il “Golpe”
9)                  E quant’altri coinvolti nei fatti qui descritti che si ravvisassero nel corso delle indagini.

Per le ipotesi dei reati p. e p. dagli articoli:

1)                  Alto tradimento (art.90 Costituzione);
2)                  Concorso formale in reato continuato (art.81 c.p.);
3)                  Pene per coloro che concorrono nel reato (art.110 c.p.);
4)                  Circostanze aggravanti (art.112 c.p.);
5)                  Attentato contro l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato (art.241 c.p.);
6)                  Intelligenze con lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano (art.243 c.p.);
7)                  Corruzione del cittadino da parte dello straniero (art.246 c.p.);
8)                  Infedeltà in affari di Stato (art.264 c.p.);
9)                  Attentato contro la Costituzione dello Stato (art.283 c.p.);
10)              Usurpazione di potere politico o comando militare (art.287 c.p.):
11)              Attentati contro i diritti politici del cittadino (art.294 c.p.);
12)              Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art.319 c.p.);
13)              Corruzione di persona incaricata di pubblico servizio (art.320 c.p.);
14)              Abuso d’ufficio (art.323 c.p.);
15)              Omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.);
16)              Interruzione d’un servizio pubblico o di pubblica utilità (art.331 c.p.);
17)              Usurpazione di funzioni pubbliche (art. 347 c.p.);
18)              Associazione a delinquere (art.416 bis);
19)              Circostanze aggravanti (art.456 c.p.);
20)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.476 c.p.);
21)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in  certificati (art.477 c.p.);
22)              Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.479 c.p.);
23)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art.480 c.p.);
24)              Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art.481 c.p.);
25)              Falsità materiale commessa dal privato (art.482 c.p.);
26)              Falsità ideologica commessa dal privato in atti pubblici (art.483 c.p.);
27)              Falsità commesse da pubblici impiegati incaricati di un pubblico servizio (art. 493 c.p.);
28)              Istigazione o aiuto al suicidio (art.580 c.p.);
29)              Riduzione in schiavitù (art.600 c.p.);
30)              Furto (art.624 c.p.);
31)             
32)              Truffa (art.640 c.p.);
33)              Circonvenzione di persone incapaci (art.643 c.p.);
34)              Abuso della credulità popolare (art.661 c.p.);
35)              Ed eventuali altre fattispecie di reato che venissero rilevate nel corso delle indagini.-



36)             
LUOGO DI COMMISSIONE : Tutto territorio nazionale
TEMPO DI COMMISSIONE : Reati in corso di esecuzione;

Persone offese:  la Repubblica italiana, tutti i Cittadini italiani, la Nazione italiana.


Questa è una denuncia che chiede al potere giudiziario di prendere una chiara ed inequivocabile posizione rispetto a questi illeciti, politici, finanziari, economici, morali.
                                                                                                                     
Considerazione 

Qualche anno fa  è stata la seconda volta dalla instaurazione della Repubblica che siamo chiamati a dare il nostro espresso voto confirmativo su un argomento basilare della vita politica :  la modifica della parte seconda della Costituzione.

Era ora che, come inserito dai Padri Costituenti previdentemente nello stesso testo della Costituzione, che ben avevano capito, conoscevano ed immaginavano la possibile limitatezza della Costituzione nell’evolversi della società nel divenire del tempo, qualcuno ponesse mano alla modifica, non del dettato dei principi costituenti dello Stato Italiano e della Repubblica, ma allo snellimento, ammodernamento, attualizzazione  del testo della Costituzione.

Era ora che si cambiasse e soprattutto che qualcuno si degnasse di chiedere il nostro parere.

Ricordo che la costituzione degli Stati Uniti d’America è stata modificata ben ventisette volte da quando è entrata in vigore, e gli Statunitensi non ci trovano nulla di strano ad aggiornarla periodicamente per metterla al passo con la mutazione dei tempi.

Il testo della Costituzione all’articolo 1 comma 2 dice :

< ….La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.>;

All’articolo 56 seguita molto congruamente :

< ……La Camera dei Deputati è eletta a suffragio universale e diretto.> ;

Ed anche all’articolo 58 continua molto avvedutamente :

< …..I Senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.>;

ma da questo punto in poi incominciamo a deviare dalla retta via logica e razionale di procedere ed appaiono le incongruenze, illogicità, assurdità… i paradossi le sottrazioni di potere e Sovranità del popolo.

E quindi  la Costituzione all’articolo 83 cita :

< …Il Presidente della Repubblica è eletto dal parlamento in seduta comune dei suoi membri…….>.

Ma non era stabilito all’articolo 1 che ….La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione? Perché mai il popolo dovrebbe demandare il potere della sovranità popolare ad altri senza validi motivi??, e quando mai l’ha, o l’avrebbe, fatto???;

La Costituzione all’articolo 59 riporta :



Prima riflessione

Mai in tutta la storia della Repubblica che ci sia stato un uomo col senso delle istituzioni (vedi articolo 3) ed abbia rinunciato consapevole dell’affronto all’uguaglianza tra cittadini.

Seconda riflessione

Allora per la stessa logica demenziale, per equità di trattamento, dovrebbero essere nominati consiglieri a vita con potere di voto tutti coloro che sono stati presidenti di un qualche ente, altrettanto tutti quelli che sono stati presidenti di consigli d’amministrazione di aziende private, e tutti i presidenti di ogni genere di istituzione fino a giungere al condominio di casa.

Sì perché sennò verrebbe contraddetto l’articolo 3 , come fino ad oggi è stato ed è, articolo 3 che dice :

< …. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Il che mi sembra venga evidentissimamente smentito dagli articoli già citati e da quelli di seguito evidenziati.

E questo è un vulnus insanabile ed assoluto, indegno della cosiddetta “Carta Costituzionale!” che già solo per questo motivo andrebbe abrogata, riscritta e corretta secondo logica, razionalità e soprattutto in onore del principio di eguaglianza di trattamento e di diritti fra cittadini.

In particolare in merito ai rapporti tra cittadini e le istituzioni dello Stato.

Ma non s’era stabilito all’articolo 1 che ….La Sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione?
Vedi articolo 3 ??.

E allora… perché mai (art.59)

Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Io mi domando …. Ma come può il nostro primo funzionario dirigente dello Stato, dipendente a tempo determinato, il Presidente della Repubblica, che già il nostro Consiglio d’Amministrazione (Il Parlamento) ha nominato usurpando il nostro legittimo diritto di elezione, senza interpellarci né consultarci, nominare a sua volta altri funzionari dello Stato a nostra insaputa a cui però egli (primo funzionario) ci costringe a pagare la loro congrua e pingue prebenda mensile di circa quaranta milioni di vecchie lire, nonché tutte le regalie e pertinenze del caso.

Non vale la pena di entrare nella disamina dei meriti che hanno permesso la traslazione di queste cariatidi dal Quirinale al Senato, perché la Costituzione non lo prevede, e soprattutto non ce ne sono.

Voglio però focalizzare l’attenzione sul fatto che stipendiando immeritatamente ed indebitamente i sette attuali senatori a vita, che noi non abbiamo eletto (di qualunque tendenza noi fossimo questo è un dato di fatto), costoro influenzano il dibattito politico e le votazioni  (senza averne titolo e mandato popolare), determinando così le sorti politiche, economiche e sociali del Paese, ancor più falsando e distorcendo la Volontà Popolare e l’esito delle votazioni parlamentari.

È mai ammissibile e tollerabile quanto descritto in un paese che si definisce democratico?

Ora, in questi giorni di metà novembre ci tocca sopportare quest’ulteriore affronto alla volontà popolare, alla sovranità del cittadino, al sacrosanto diritto dell’ lettore di vedere a capo del Governo …….se non il proprio eletto….. quantomeno di uno degli eletti, seppure del partito antagonista…..

No!!

Analisi sintetica dei fatti :

1) Il Presidente della Repubblica ….. che (come abbiamo sopra ben visto),,, io ….. e nessuno dei cittadini elettori si è mai sognato di eleggere a Presidente…….

2) Designa un tizio non eletto da nessuno…… (che è consulente e collaboratore della Goldman-Sachs da “illo tempore”……

3) il quale a sua volta nomina ministri degli emeriti personaggi da nessuno votato e meno che mai eletto, dove la volontà popolare e la sovranità dei cittadini proprio non ha avuto nessuna occasione per esprimersi… ed al contrario è stata spudoratamente beffata, raggirata e truffata.

4) ed oggi ci ritroviamo dei perfetti usurpatori che nessuno ha votato, né eletto… a dirigere il paese;

5) personaggi che hanno violato ogni norma costituzionale e ogni linea di Diritto e ogni Sovranità popolare e che non hanno nessuna investitura popolare… e che sono in totale carenza di mandato istituzionale…



6) e che in barba a tutte le norme, regolamenti, logica, Diritto, a partire da oggi hanno la ferma intenzione di prendere in futuro decisioni a scapito ed in danno del popolo;

7) popolo che in una repubblica democratica e libera, come noi dovremmo essere, ha il titolo assoluto, imprescindibile, inequivocabile, inalienabile di sovranità sulle proprie decisioni.

8) Sovranità che nessuno, neppure, e meno che mai, il Presidente della repubblica può sottrarre ai legittimi detentori …. Che sono soli e soltanto i CITTADINI.

Ora veniamo alla sequela di situazioni che si sono venute a creare in questi ultimi giorni…

In estrema sintesi il governo Berlusconi è stato assalito da ogni posizione mediatica, politica, giudiziaria… anche con attacchi frontali al direttamente alla persona, alla sua famiglia, alle sue aziende…

Berlusconi si è difeso abbastanza gagliardamente su molti fronti ma alla fine la settimana scorsa, quando sono stati portati attacchi alle sue aziende, è stato toccato sul tenero… e quando in pochi giorni ha perso qualche centinaio di milioni in valore azionario delle sue aziende ha capito che era arrivato il momento di adivenire a più miti consigli…

Dopodichè  ha rassegnato le dimissioni….

Fin qui siamo in tema di ricatti, ma riguardano lotte di potere fra visioni politiche in lotta di basso impero….in un regime in disfacimento è comunque illegale, ma comprensibile… e soprattutto pur se coinvolge i sacrosanti diritti dei cittadini ad essere ben governati… e certamente non lo eravamo … però di rilevante a livello penale (che coinvolgesse i cittadini) non c’era nulla al momento di macroscopicamente ravvisabile…..

Ora però le cose si sono aggravate e nei comportamenti sopra descritti ci sono rilevanti  e notevoli fattispecie di reato.

Pure se è lecito e previsto che il Presidente della Repubblica nomini fino a cinque senatori a vita….
che secondo me è un furto legalizzato, è comunque previsto dalla Costituzione e quindi in questo momento legittimo…..

Certo l’averlo fatto in previsione di una nomina a capo del futuro governo è davvero emblematico di una intenzionalità di delinquere, sapendo di delinquere, e tentando di giustificare ed avvalorare in qualche modo un’azione che si sa perfettamente essere contro il dettato costituzionale e soprattutto contro il VOLERE E LA SOVRANITA’ POPOLARE.

E in  considerazione del fatto che in questo particolare momento storico/economico/politico di eccezionale gravità il Paese è chiamato a prendere delle gravissime decisioni che ne cambieranno obbligatoriamente la storia…..

Non è accettabile un comportamento del genere…e cioè che sia chiamato a governare il Paese una masnada di usurpatori, che in barba a tutte le regole che ci siamo dati… prenda impunemente, arbitrariamente ed usurpativamente decisioni epocali sulle spalle dei Cittadini –Sovrani che sono stati scavalcati da degli infami con le ghette ed i colletti bianchi, travestiti da persone per bene si sono impossessati delle leve del POTERE..

Come si potrebbe chiamare una simile concatenazione di avvenimenti?????


Non so voi, io tutto questo lo chiamo :

COLPO DI STATO

Da parte delle banche internazionali


Ma chi sono gli autori, almeno quelli manifesti?


Mario Monti - presidente del consiglio:
A) Dal 2010 è presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento “neoliberista” fondato nel 1973 da David Rockefeller

B) è membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg (molto chiacchierato gruppo di affaristi e dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche ed anche oggetto di varie teorie del complotto.

C) al 2005 è international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute, presieduto dalla economista statunitense Abby Joseph Cohen.


D) È advisor della Coca Cola Company., etc., etc.;

Corrado Passera
- Sviluppo Economica:

amministratore delegato di Banca Intesa,artefice del processo che
porterà all'integrazione tra Banca Intesa e Sanpaolo IMI dando vita a Intesa Sanpaolo;

Elsa Fornero - Lavoro e Pari Opportunità:

Vice Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, membro della
commissione di esperti valutatori presso la World Bank (2003-4);

Piero Gnudi - ministro senza portafogli: consigliere di amministrazione di Unicredito Italiano;

Fabrizio Barca - ministro senza portafogli per la Coesione territoriale
direttore di Area nel Servizio Studi della Banca d'Italia S.P.A., Capo del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e di Coesione ….. poi al Tesoro con Carlo Azeglio Ciampi, dove ha diretto il dipartimento per le politiche territoriali di sviluppo. I

Piero Giarda socio di "ASTRID" e dell'Aspen Institute. 

Francesco Profumo
Già membro del Consiglio di Amministrazione di Reply, di Fidia SpA, Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 è stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia e ha svolto ruolo di Consigliere per Il Sole 24 Ore e per Pirelli.


Paola Severino
Ha difeso, tra gli altri, Romano Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, il legale della Fininvest Giovanni Acampora nel processo Imi-Sir, Francesco Gaetano Caltagirone nell'inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi pr il crac della Cirio, l'ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni nell'indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano. Ha lavorato nello studio di Giovanni Maria Flick prima che il professore fosse nominato Guardasigilli del governo Prodi, ha rappresentato l'Unione delle comunità ebraiche nel processo al nazista Erich Priebke, e tra le società-colosso alle quali ha dato assistenza legale ci sono Eni e Telecom.
Di Benedetto, marito della più nota Paola Severino, l' ex funzionario che diventò commissario Consob…. di Paolo Di Benedetto si sapeva solo che era amministratore delegato della società di gestione dei fondi di investimento delle Poste. Di Benedetto è dal marzo 2000 amministratore delegato di BancoPosta Fondi Sgr. Lo ha nominato l' ex amministratore delegato delle Poste Corrado Passera.

Elsa Fornero
Vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa San Paolo.  Vicepresidente della Compagnia di San Paolo. Sposata all’economista Mario Deaglio Presidente del Consiglio di amministrazione di Consel SpA, società finanziaria a Torino, del Gruppo Banca Sella e partecipata da Alleanza Toro, fratello di Enrico Deaglio di “lotta Continua”.


Il principale responsabile Napolitano, demolitore ed usurpatore, sorretto dalla casta dei giornalai, dei pennivendoli (ex di “Lotta Continua” e “Potere Operaio”, e dai vari TG, ha forzato I tempi della crisi, nominando senatore a vita Monti con il chiaro fine  di incaricare l’economista della Goldman Sachs e Della BCE alla guida del governo, ancor prima di aver consultato I partiti della maggioranza uscente e dell’opposizione. ……. 


Ecco la descrizione dei fatti di Paolo Barnard che faccio mia in “toto” e che ben documenta tutte le fasi e gli sviluppi di questa infame, studiata e predefinita concatenazione di eventi.

I Fatti

I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere (della sera) di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri.

2) Le misure di austerità - si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio - non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere.

3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi. I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati.

Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti.

Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari).

Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello.

Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase - Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group - Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria - William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY - Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra - Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group - Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE - David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International - Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese - John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria - Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale - inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre.

Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via.

Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani.

Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti.

Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla.

Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE.



Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe.

Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento. Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone.

Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano.

La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002.

Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno. Tornando al golpe.

Le conseguenze sociali, le sofferenze per milioni di italiani per decenni, la scure che si abbatte sul futuro dei nostri piccoli, sui pochi preziosi anni che rimangono agli anziani indigenti, sull’ambiente, e sulla democrazia, saranno tragici. Nell’ordine di migliaia di volte peggiori di qualsiasi danno le mafie regionali abbiano mai potuto infliggere all’Italia, e col concreto pericolo di prostrarla per intere generazioni.

Alla luce di tutto ciò, e mentre si fatica a non emigrare di fronte all’idiozia epica di masse di italiani che festeggiano l’arrivo dei golpisti (sic), è doveroso chiedere l’incriminazione e l’arresto per alto tradimento di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano in quanto cittadini italiani.


Tutto ciò premesso, con riserva di fornire ulteriori chiarimenti, se del caso, e facendo riferimento al dettato degli artt. :

241 Attentato contro l’integrità l’indipendenza e l’unità dello Stato; 
243 Intelligenze con lo straniero a scopo di guerra contro lo Stato italiano;
246 Corruzione del cittadino da parte dello straniero;
264 Infedeltà in affari di Stato (art.264 c.p.);
283 Attentato contro la Costituzione dello Stato;
287 Usurpazione di potere politico o comando militare;
294 Attentati contro i diritti politici del cittadino;

ed in particolare agli artt. 283, 287 e 294.


In conclusione e ribadendo ….E’ mai possibile che in un Paese che si dichiara democratico…..
e in cui il Potere e la Sovranità sono in capo esclusivo del cittadino ……

a)      ci sia un tizio che si chiama Presidente della Repubblica che il Cittadino non ha mai votato e meno che mai ha eletto che…..

b)      a sua volta nomina un emerito sconosciuto che nessuno ha mai votato, né eletto….

c)      Il quale usurpatore  a sua volta convoca una combriccola e consorteria varia per la maggior parte sotto contratto delle banche sia nazionali che internazionali …. ed incarica questi ceffi in un momento transizione epocale come questo di decidere le sorti e di prendere decisioni di lacrime e sangue sulla pelle dei CITTADINI ITALIANI, che mai si sono sognati né di votarli, né di eleggerli, né di incaricarli… ma a cui per di più, colmo della beffa,  devono pagare un profumatissimo stipendio.

Questo è semplicemente folle….. oltre che incostituzionale, (vedere artt.61 – 87 – 88 – 90)

CHIEDIAMO
di procedere per la penale punizione dei colpevoli, nonché richiedere gli opportuni sequestri di documenti cartacei e telematici, etc., ai fini di:

a) assicurare la prova dei reati;

b) impedirne la soppressione e l’inquinamento;

c) impedire la continuazione dei reati;

d) assicurare la solvibilità dei responsabili nei confronti dello Stato e dei cittadini cui deve essere risarcito l’ingente ed immane danno morale ed esistenziale cagionato con i comportamenti che si descrivono.

Sollecitiamo pure l’esecuzione di opportune perizie per la conferma della qui fornita ricostruzione.

Ricordo, sottolineo ed enfatizzo ad uso di chi mi legge rammentando l’ obbligatorietà dell’azione penale in caso di evidenti violazioni di legge e l’altrettanto obbligatorio arresto in caso di flagranza di reato, e qui se ne sono verificate a josa, ricordo altresì il giuramento prestato nei confronti della Legge, delle Istituzioni, della Repubblica, dello Stato e dei Cittadini italiani tutti, a cui l’operato di questo giudice si deve uniformare e deve rispondere, e di cui noi a nostra volta saremo severi giudici.

Chiediamo quindi la punizione nei termini di legge per tutti i reati sopra contestati, e quant’altro ravvisabile nell’esposizione dei fatti a scaturenti dalle indagini, il ripristino della legalità, della giustizia e le più severe sanzioni e condanne previste dalla LEGGE.

Ci riserviamo inoltre di costituirci parte civile nell’instaurando procedimento penale;
e, ai sensi dell’ex art. 408 c.p.p., chiediamo di essere avvisati in caso di richiesta di archiviazione.



IN FEDE.

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LA DENUNCIA E' STATA PRESENTATA OGGI : 18-11-2011

LEGGI ANKE

http://cipiri.blogspot.com/2011/12/denunciato-il-capo-dello-stato.html

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mercoledì 22 dicembre 2010

LETTERA A NAPOLITANO a firma degli Studenti in mobilitazione della Sapienza


LETTERA A NAPOLITANO 

a firma 

degli Studenti in mobilitazione della Sapienza



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Roma - Gli studenti cantano davanti alla Sapienza,
prima che inizi il corteo:
''Viva l'università libera e pubblica''

. Stampa subito 30 foto gratis! .

Presidente,
siamo le studentesse e gli studenti della Sapienza in mobilitazione da due anni in difesadell’Università e della Formazione Pubblica. In questi ultimi mesi sono stati occupati quasi tutti gliatenei, abbiamo occupato i monumenti, ci siamo riuniti nelle assemblee, siamo saliti sui tetti, abbiamo invaso le strade e bloccato le città, tutto per far sentire la nostra voce al paese e bloccare lariforma.
Nella giornata di oggi assistiamo al passaggio finale dell’attacco al mondo dell’istruzione pubblicada parte di questo governo, inserito in 20 anni di politiche di privatizzazione che tentano di smantellare il diritto allo studio. Abbiamo dimostrato al paese come le istituzioni “democratiche” siano sorde alle richieste e alle istanze che provengono dai conflitti e dalle lotte sociali che nei territori si stanno producendo. Gli studenti e i lavoratori, L’Aquila e Terzigno, le popolazioni immigrate e tanti altri, il 14 Dicembre esprimendo la loro degna rabbia contro un governo che, mentre faceva mercimonio di voti in parlamento veniva sfiduciato dalla piazza in rivolta, hanno ricevuto l’unica risposta che sa dare questa classe dirigente: repressione.
Il governo si è reso manifesto solo nell’esercitare la tutela di pochi a scapito della società civile, di cui noi studenti e studentesse costituiamo particolare espressione, rappresentando la futura generazione precaria che subisce e subirà le scelte sconsiderate che si stanno perseguendo a danno dell’intera popolazione.
Siamo andati a protestare davanti al Senato e alla Camera, abbiamo assediato il governo nel giorno della sua “sfiducia”, senza cercare lo scontro ma il confronto, cercando di farci sentire da chi si è barricato all’interno della zona rossa, limitando il nostro diritto al dissenso. Non siamo stati ascoltati nemmeno questa volta.
Si è reso così ancora più evidente il fallimento dell’attuale sistema di rappresentanza, completamente estraneo ai bisogni e ai problemi reali della società. In un contesto di crisi sistemica del capitalismo a livello globale, le classi politiche non sono state in grado di fornire alcuna risposta ad un malessere sociale ormai generalizzato, se non piani di austerità che portano solo a tagli indiscriminati ai diritti e alle tutele sociali, per salvare banche e speculatori finanziari. In questo senso le politiche europee di gestione della crisi stanno fallendo. E’ questa la vera violenza che le classi dirigenti stanno dispiegando, dalla Grecia alla Francia, dalla Spagna alla Gran Bretagna mentre l’Europa insorge tra rivolte e scioperi generali.
Ci rivolgiamo a Lei, Presidente della Repubblica Italiana, in quanto garante della Costituzione di questo Paese, ponendo alla Sua attenzione la responsabilità politica del governo nella scelta di smantellare definitivamente i principi democratici sanciti dalla nostra carta costituzionale.
Se porrà la Sua firma al disegno di legge Gelmini Lei sancirà la cancellazione del Diritto allo Studio, uno dei diritti fondamentali della Costituzione intesa come patto fondante della nostra società, che garantisce equità e democrazia.
Noi non siamo disposti a renderci complici del processo di restaurazione di uno stato autoritario, corrotto e autoreferenziale, che garantisce diritti e privilegi a pochi potenti a danno del resto della società. Si renda anche lei indisponibile a questo disegno eversivo: non firmi, sarà così in piazza anche Lei al nostro fianco!
Studenti e studentesse in mobilitazione della Sapienza


Di : Sapienza in mobilitazione


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lunedì 22 novembre 2010

Rifiuti a Napoli, Napolitano gela il governo: “Mai ricevuto il decreto legge”




Rifiuti a Napoli, Napolitano gela il governo: “Mai ricevuto il decreto legge” e l’Ue: “Situazione come due anni fa”



Misteri sul decreto legge rifiuti: in un comunicato il Quirinale ha fatto sapere  di non aver ricevuto il decreto legge per affrontare l’emergenza rifiuti. Nella nota si sottolinea che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “non ha ricevuto e non ha quindi potuto esaminare, né prima né dopo la riunione del Consiglio dei Ministri di giovedì 18 novembre, il testo del decreto-legge sulla raccolta dei rifiuti e la realizzazione di termovalorizzatori in Campania, che sarebbe stato definito dal Governo”. Intanto gli ispettori dell’Ue arrivati a Napoli dicono: la situazione dei rifiuti è rimasta invariata rispetto a due anni fa. Quirinale: mai ricevuto decreto legge sull’emergenza. “Il Capo dello Stato – dice la nota del Quirinale – si riserva pertanto ogni valutazione sui contenuti del testo quando gli verrà trasmesso”.
Il decreto legge per l’emergenza rifiuti aveva ricevuto il via libera dal Consiglio dei ministri nella riunione del 18 novembre scorso. Il testo introduceva ”misure volte ad accelerare la realizzazione di termovalorizzatori” in Campania, attribuendo al presidente della Regione Stefano Caldoro ”poteri commissariali”, così come si leggeva nel comunicato di palazzo Chigi diffuso al termine della riunione.
Il dl si propone di ”assicurare il superamento della criticità rifiuti in Campania”. Tra l’altro il decreto contiene ”la cancellazione delle discariche di Terzigno-Cava Vitiello, Andretta, Serre-Valle della Masseria”.
Per i lavoratori dei Consorzi in esubero, veniva ”autorizzato l’accesso alle procedure di mobilità presso gli impianti provinciali”. E verranno ”stanziati fondi a valere sul Fas per la copertura degli oneri per l’impiantistica e le misure di compensazione ambientale”.
Intanto Napoli restra sommersa dei rifiuti, sempre di più. Nella mattinata di lunedì 22 novembre, il giorno dell’arrivo degli ispettori della commissione Ue, lungo le strade della città, ci sono 2900 tonnellate e domani la situazione potrebbe nettamente peggiorare: se oggi non si riuscirà a conferire, si arriverà ad una quantità  di 3600 tonnellate di immondizia non raccolta.
Nel centro storico, come nei quartieri Posillipo e Chiaia, la scena non cambia: cumuli, enormi, dovunque. L’assessore all’Igiene Urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli, parla di una ”situazione molto, molto grave”. ”Al momento da parte degli organi preposti, vale a dire l’Asl e l’Arpac, non è pervenuta alcuna comunicazione relativa a casi di emergenza sanitaria – spiega – ma è un dato che, se non saranno previsti nuovi conferimenti, l’immondizia resterà in strada”.
Il punto è sempre lo stesso: assenza di discariche – a Napoli c’è solo quella di Chiaiano dove il conferimento è di circa 700 tonnellate al giorno – e, di conseguenza, la saturazione degli impianti Stir di Giugliano e Tufino dove sversa Napoli. Un dato su tutti: lunedì mattina all’impianto Stir di Giugliano si è riusciti a scaricare un solo mezzo proveniente da Napoli, vale a dire circa 12 tonnellate; sei, complessivamente i mezzi a Tufino.
”Gli Stir stanno lavorando a ritmo molto, molto ridotto – ribadisce Giacomelli – questo vuol dire che entro oggi riusciremo a togliere dalle strade di Napoli un centinaio di tonnellate, vale a dire quasi nulla”. Centrale, a questo punto, la possibilita’ di sversare in altre discariche della Campania o d’Italia. Intanto, la scorsa notte, 41 mezzi hanno regolarmente sversato alla discarica Cava Sari di Terzigno.
Ispettori Ue: situazione come due anni fa. La situazione dei rifiuti a Napoli è esattamente come due anni fa. A dirlo è il capo degli ispettori Ue, Pia Bucella, che è da oggi a Napoli per fare il punto sulla gestione del ciclo dei rifiuti.”Dopo due anni la situazione non e’ molto diversa. I rifiuti sono per le strade, non c’e’ ancora un piano di trattamento e gestione della differenziata”. Eppure Silvio Berlusconi di quella “risoluzione” del problema ha fatto uno degli sponsor del “governo del fare”.
”Abbiamo parlato per tre ore della problematica relativa alla sentenza della Commissione europea del 4 marzo che ha condannato l’Italia per non aver realizzato una rete integrata di trattamento dei rifiuti in Campania – ha aggiunto Pia Bucella – per non aver avviato lo smaltimento del pregresso, le cosiddette ecoballe gli ispettori hanno pero’ ribadito che questa volta non si accontenteranno solo della presentazione del piano ma vogliono che sia implementato”.
Gli ispettori dell’Unione Europea, intanto, saranno nel pomeriggio di oggi in visita al termovalorizzatore di Acerra. Domani mattina incontreranno la commissione ambiente del Consiglio regionale della Campania, poi ultimeranno il lavoro nel pomeriggio. Mercoledi’ mattina rientreranno a Bruxelles, dove verranno saranno tratte le conclusioni della due giorni di missione in Campania. Lo ha detto il capo degli ispettori Pia Bucella parlando con i giornalisti dopo aver incontrato l’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano.


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