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martedì 19 giugno 2018

Trump divide le famiglie di Migranti

Trump divide le famiglie di Migranti

MIGRANTI in USA
 Bambini separati dalle famiglie: è ora di rimettere insieme politica e cuore. La politica anti immigrazione di Donald Trump divide le famiglie messicane: anche la moglie Melania è contro di lui. Diario da un Paese che ha perso il cuore.

Esiste un modo per osservare i fatti e giudicarli secondo criteri certi, veri, radicali, quelli iscritti nell'anima di ognuno? Detto con le parole che Melania Trump ha tirato fuori l'altro giorno, si può essere un paese che osserva le leggi ma che governa col cuore?

Mentre l'Europa litiga e si sfilaccia sulla questione degli immigrati, noi, l'America, la terra divenuta casa di milioni e milioni di immigrati "liberi" e "coraggiosi" (come cantiamo nell'inno nazionale) osserviamo la tragedia di famiglie separate in nome della legge: oltre duemila bambini strappati alle loro mamme e raccolti in strutture rimediate, da capannoni dismessi di Walmart a scuole abbandonate. Oltre duemila tra i confini del Texas e le strade a pedaggio del New Jersey e tutti radunati in queste ultime settimane. 

Certamente non c'è solo Melania a sollevare dubbi sull'operato dell'amministrazione Trump in questo tentativo di inasprimento radicale dell'immigrazione clandestina. Santa Romana Chiesa ha sempre avuto una posizione netta rispetto alla questione e proprio in questi ultimi giorni l'arcivescovo José Gomes, vicepresidente della Conferenza episcopale statunitense, ha pubblicamente denunciato questa pratica di separare genitori e figli, quantificandola sia come entità (ogni giorno una sessantina di bambini sono strappati alle loro famiglie) che come inutile costo per il paese (oltre 200 dollari persona/giorno). Ci sono persino vescovi che invocano "penalità canoniche" contro chi armeggia alla messa in atto di queste policies di violenza alle famiglie ed alla vita in quanto tale, paragonabili — parole dei vescovi — alla pratica dell'aborto. 

A leggere le storie di questa gente vien da piangere. Tutti in fuga da miseria, violenza, tutti alla ricerca di un briciolo di sogno americano, magari in edizione tascabile e super-economica sotto forma di un tetto per i propri figli ed un lavoro qualsiasi nella speranza di un domani. Storie diverse da quelle che vivete voi eppure profondamente uguali: ci sono Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador invece del Middle East e del Nord Africa, il Rio Grande invece del Mediterraneo, povertà e criminalità feroce invece di guerre, tutte piaghe incurabili che nessuno sa guarire. E noi dall'altra parte del muro, di là del mare alla ricerca di un criterio giusto, intrappolati come siamo tra un comprensibile voler tutelare quello che riteniamo essere il nostro interesse ed il cuore che ancora c'è e non ama confini di nessun genere. Allora magari arriva la politica a soccorrerci, a levarci dallo stomaco il peso di una scelta e di un sacrificio che capiamo essere imminente ma al tempo stesso sconosciuto. Lasciamo allora che sia la politica, che siano le forze dell'ordine e magari gli accordi internazionali ad imporre il criterio "giusto" — purché non costi nulla a me, al mio benessere, alla mia quotidianità, ai miei soldi. 

C'è un modo disumano di guardare all'umanità, soprattutto all'umanità ferita, ed è quello di pensare che a me non è chiesto nulla. Chi ci ha insegnato a guardare l'altro come un estraneo e non come un fratello? Proprio ieri mi son ritrovato a fissare la prima pagina del New York Times. Leggevo e sentivo qualcosa di stonato, poi ho capito. Non da voi, ma da noi ieri era "Father's Day", la "Festa del Papà" — e su cos'era l'articolo principale del NY Times? Sulla mancanza di tutela della maternità negli Stati Uniti d'America. Verissimo, ma perché tirarlo fuori nel giorno dei "Padri" quasi a voler generare distanza, rivalità o inimicizia? Forse che un padre può essere tale senza una madre?

Che la politica si adoperi per trovare quegli equilibri la cui creazione è parte del suo compito, e che tutti gli uomini di buona volontà quando dicono "Padre Nostro" permettano al cuore di capirne il significato elementare ed alla ragione di indicare il passo. 


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al quale l'elettorato leghista è estremamente sensibile. 
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martedì 20 marzo 2018

Tecniche di Cambridge Analytica: Escort , Mazzette e profili facebook



Non solo profili facebook, anche escort e mazzette:
 Channel 4 svela tecniche di Cambridge Analytica.
 A svelare quale sarebbe il modus operandi della società coinvolta nello scandalo globale su Trump e la Brexit un'inchiesta condotta da un reporter sotto copertura di Channel 4 News, emittente britannica, che si e' intrufolato con una telecamera nella sede dell'azienda spacciandosi per il rampollo di una ricca famiglia dello Sri Lanka desideroso di acquisire una maggiore reputazione politica a scapito degli avversari.

Escort, ex spie, mazzette e fake news per aiutare i propri clienti a vincere le elezioni, in qualunque parte del mondo essi si trovino. Molta tecnologia ma anche metodi antichi quelli cui avrebbero fatto ricorso gli uomini della Cambridge Analytica, la societa' con sede nel Regno Unito che e' al centro del datagate che sta travolgendo Facebook. Societa' che ha lavorato anche per la campagna di Donald Trump ed è venuta in possesso di dati che sarebbero stati usati per influenzare anche il voto sulla Brexit. A svelare quale sarebbe il modus operandi della Cambridge Analytica un'inchiesta condotta da un reporter sotto copertura di Channel 4 News, emittente britannica, che si e' intrufolato con una telecamera nella sede dell'azienda spacciandosi per il rampollo di una ricca famiglia dello Sri Lanka desideroso di acquisire una maggiore reputazione politica a scapito degli avversari. 

Escort ucraine Il giornalista ha cosi' incastrato il presidente della Cambridge Analytica, Alexander Nix, e altri manager della societa', colti con le mani nel sacco. Uno dei suggerimenti dati da Nix al finto cliente e' stato lo scenario del sexy scandalo per screditare gli avversari politici, facendoli avvicinare da alcune escort ucraine. Spie e mazzette Un'altra opzione messa sul tavolo - come si evince dalle conversazioni filmate - e' stata quella di utilizzare degli ex 007 dei servizi di sua maesta' in contatto con la societa'. Tra le offerte anche quella di bustarelle e tangenti con cui corrompere e incastrare le vittime inconsapevolmente filmate. "questi sono solo degli esempi delle cose che possiamo fare e che sono state fatte", avrebbe quindi concluso Nix che nega di aver mai usato le tattiche descritte nel servizio di Channel 4 News. 

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lunedì 19 marzo 2018

Profili Facebook Rubati per fini Elettorali : referendum Brexit e Elezioni Usa 2016


 Tegola su Zuckerberg 
Lo scandalo si allarga. 
Stati Uniti e Regno Unito 
ora puntano il dito contro l'amministratore delegato Mark Zuckerberg. Elezioni Usa 2016, con la vittoria di Trump, e referendum Brexit sono stati "manipolati"? E chi lo avrebbe fatto ha utilizzato dati contenuti proprio su uno dei più famosi e frequentati social del web? 


Si ingrandisce lo scandalo Facebook, il giorno dopo l'inchiesta del New York Times e del Guardian, che ha dimostrato come i dati dei profili di 50 milioni di elettori americani siano stati illecitamente usati da Cambridge Analytica e da una società canadese per fini elettorali.                                          Nel mirino è finito il fondatore di Fb, Zuckerberg: gli Usa vogliono ascoltarlo davanti alla Commissione d'inchiesta per il voto alle presidenziali del 2016, in cui ha vinto Trump, e Londra per il referendum che ha portato poi alla Brexit. Facebook, intanto, ha già silurato Cambridge Analytica e i due scienziati responsabili della raccolta dati.  In una nota, Facebook fa sapere che sta conducendo un "controllo interno per accertare se i profili personali dei 50 milioni di utenti segnalati come dati utilizzati in modo improprio da un consulente politico esistano ancora". Facebook sta "cercando di stabilire l'accuratezza delle accuse", ovvero "che un ricercatore abbia fornito alla società Cambridge Analytica dati di user Facebook, a partire dal 2014, in modo inappropriato". Paul Grewal, vice presidente Facebook, ha affermato di essere impegnato ad "applicare con forza tutte le politiche aziendali per proteggere le informazioni degli utenti". 

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domenica 17 dicembre 2017

Trump vieta le parole : transgender e feto


Trump vieta le parole «transgender» e «feto» nei documenti della sanità
Le altre parole bandite sono vulnerabile, diritto, basato sulle evidenze, basato sulla scienza.

L'amministrazione Trump sta proibendo ai funzionari della principale agenzia sanitaria nazionale di utilizzare un elenco di sette parole o frasi - tra cui "feto" e "transgender" - in documenti ufficiali in preparazione per il budget del prossimo anno.

Agli analisti politici dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta è stato detto giovedì l'elenco dei termini proibiti con alti funzionari del CDC che supervisionano il budget, secondo un analista che ha preso parte al briefing di 90 minuti. I termini proibiti sono "vulnerabile", "diritto", "diversità", "transgender", "feto", "evidence-based" e "scientific-based".

In alcuni casi, gli analisti hanno ricevuto frasi alternative. Invece di "base scientifica" o "evidence-based", la frase suggerita è "CDC basa le sue raccomandazioni sulla scienza in considerazione con gli standard e i desideri della comunità", ha affermato la persona. In altri casi, non sono state offerte immediatamente parole sostitutive.

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, che sovrintende al CDC, "continuerà a utilizzare le migliori prove scientifiche disponibili per migliorare la salute di tutti gli americani", ha detto il portavoce di HHS Matt Lloyd al Washington Post. "HHS incoraggia anche fortemente l'uso dei risultati e dei dati delle prove nelle valutazioni del programma e nelle decisioni di budget."

La questione su come affrontare questioni come l'orientamento sessuale, l'identità di genere e i diritti di aborto - tutti hanno ricevuto una visibilità significativa sotto l'amministrazione Obama - è emersa ripetutamente nelle agenzie federali da quando il presidente Trump è entrato in carica. Diversi dipartimenti chiave - tra cui HHS, oltre a Giustizia , Istruzione, Edilizia abitativa e Sviluppo urbano - hanno cambiato alcune politiche federali e come raccolgono informazioni governative su lesbiche, gay, bisessuali e transgender americani.

Ricordo che anche il regime fascista aveva proibito l'utilizzo di alcune parole?
 Ecco, così per dire...

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giovedì 14 dicembre 2017

Trump ha la Dentiera



Trump farfuglia durante il discorso, diventa un caso
Casa Bianca minimizza. Ironia sul web, 'ha la dentiera'

Donald Trump ha la dentiera? Se lo chiede il popolo dei social media dopo lo storico discorso su Gerusalemme, nel quale il presidente americano a tratti ha letteralmente farfugliato alcune parole, suscitando l'interesse anche degli esperti. Tanto che la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, si e' dovuta difendere dalle domande dei giornalisti definendo "ridicole" le ipotesi avanzate ("il presidente aveva solo la bocca asciutta") e rassicurando sullo stato di salute del presidente, Sanders ha spiegato anche che Trump farà i controlli medici di routine all'inizio del nuovo anno. Controlli dei quali saranno diffusi i risultati.
    L'incidente e' avvenuto alla fine del discorso, quando il tycoon ha visibilmente biascicato nel pronunciare Stati Uniti d'America. "C'e' sicuramente qualcosa di anormale", ha commentato Sanjai Gupta, neurochirurgo ed esperto di sanità della Cnn. Ma come lui la pensano anche altri. Intanto sui social impazza l'hashtag 'donalddenture' soprattutto dopo che il popolare anchorman Trevor Noah ha mostrato un segmento del discorso in cui Trump sembra muovere la bocca in modo da aggiustarsi qualcosa in bocca. "Pensateci - ha sottolineato Noah - denti falsi, capelli falsi, fan falsi... non c'e' una parte del suo corpo che sia reale".
    "Interessante - si legge in un tweet - la dentiera di Trump sta cercando di scappare dalla sua bocca nel momento in cui sta finendo il discorso. Unisciti al club della dentiera".  



Gli internauti sui social network si sono scatenati, per l’ennesima volta, contro Donald Trump. In questo caso con ironia, per la presunta dentiera del presidente americano che durante lo storico discorso in cui ha riconosciuto Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, ha pronunciato la classica formula di chiusura “God bless the United States“, ovvero Dio benedica gli Stati Uniti, con evidenti difficoltà. Il noto comico televisivo Trevor Noah nella sua trasmissione “The Daily Show” ha ulteriormente rincarato la dose. E sul web un po’ tutti si sono scatenati. Il New York Magazine l’ha definita scherzosamente l’ultima teoria complottista: ma i denti del presidente sono veri oppure ha una dentiera? La domanda e’ rimbalzata sui social media, come ossessivamente accade per ogni questione connessa al “commander in chief” americano. Il sorriso ultra brillante e bianco del presidente, in ogni caso, aveva gia’ destato qualche sospetto, tanto da scomodare nei mesi scorsi addirittura il blog del Center for Cosmetic Dentistry di Atlanta, specializzato appunto in interventi estetici. I dentisti avevano sentenziato: il sorriso impeccabile di The Donald e’ sicuramente aiutato un rivestimento di porcellana. Il dubbio quindi resta, come pure il malefico hashtag #DentureDonald. Dopotutto, a 71 anni, non ci sarebbe poi nulla di così strano.

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Gerusalemme e Trump

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mercoledì 16 novembre 2016

ECOLOGIA: COP22 Accordo Globale sul Clima



Ai governi di tutto il mondo:

Noi tutti, cittadini globali, profondamente preoccupati dalla possibilità che Donald Trump faccia uscire gli USA dagli accordi sul clima di Parigi, ci appelliamo a tutti voi affinché acceleriate i vostri piani per portare a 0 le emissioni, verso il 100% di energia pulita, e per sostenere economicamente i paesi più vulnerabili, a prescindere dalla direzione che il nuovo presidente USA prenderà. Vi chiediamo anche di mandare a Trump un messaggio forte per fargli capire che l’accordo di Parigi è anche nell’interesse dell’economia e della sicurezza statunitensi, e che il mondo continuerà su questa strada anche se gli USA rallenteranno. La vostra leadership è oggi più cruciale che mai per evitare un disastro climatico.

FIRMA LA PETIZIONE ....



ECOLOGIA: COP22 Accordo Globale sul Clima



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creo loghi , e curo i brevetti dai 
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