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mercoledì 4 aprile 2018

California, spari nella sede di YouTube




ALTRA STRAGE NEGLI USA:
 diversi feriti, suicidata la sospetta killer

Si sarebbe suicidata la donna che ha fatto irruzione armata nel quartier generale di YouTube a San Bruno, in California, e ha aperto il fuoco. Pare che l'obiettivo della donna, che avrebbe sparato una ventina di colpi all'interno della mensa aziendale, fosse il suo fidanzato. Ci sarebbero diversi feriti.

Diverse persone, almeno 4 o 5, sono state trasportate in ospedale, ma le loro condizioni al momento non sono note. Alcuni testimoni, sentiti dalla Nbc, hanno raccontato di aver udito almeno 20 colpi e di aver visto diverse persone ferite. Una persona che era presente al momento dell'attacco ha raccontato alla Cnn che "una donna ha fatto irruzione in mensa durante il pranzo e sembrava sparare contro una persona in particolare". La fonte, che ha voluto parlare sotto anonimato, ha affermato che si tratterebbe quindi di un attacco contro un numero ridotto di persone.

Google: "Siamo in coordinamento con le autorità" - Google, che è proprietaria di YouTube, ha riferito di essere "in coordinamento con le autorità". Nel quartier generale del colosso sono impiegate circa 1.700 persone. Lo riferisce la Bbc.

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giovedì 30 gennaio 2014

LO STATO ITALIANO HA FORAGGIATO LA FIAT ED ORA ?


Fiat diventa Fca e trasloca:
 sede legale in Olanda, 
quella fiscale in Gb

 Chiunque parli di Fiat evita accuratamente di entrare nel merito del sostegno
 che il Lingotto ha avuto dallo Stato italiano nel corso di tutta la sua storia. 

Caso eclatante, l'accordo di programma firmato nel 2004: 155 milioni di euro pubblici 
in cambio di investimenti e assunzioni. 
Promesse, queste, che Fiat ha spesso disatteso.

L’AZIENDA PIÙ ASSISTITA AL MONDO 

- Il conto dei favori pubblici concessi al Gruppo dal 1975 a oggi (220mila miliardi) è salatissimo. E ha reso molto meno Facciamo un breve quiz. Sapete a quanto ammonta il totale dei finanziamenti statali elargiti nel corso degli anni e dei governi alla Fiat? La risposta esatta è: oltre 200 mila miliardi di lire. La domanda potrebbe essere girata a qualche concorrente di “Chi vuol essere milionario?”: anche se qua, di milionario, ce n’è uno solo, ed è l’azienda più assistita dallo Stato che esista al mondo. La stima sopra citata, e che più precisamente si aggira sui 220 mila miliardi, comprende varie voci, dai contributi statali alle rottamazioni prodiane, dalla cassa integrazione per i dipendenti ai prepensionamenti, e ancora dalla mobilità lunga agli stabilimenti costruiti con i soldi pubblici (come quello di Melfi) o, di fatto, regalati dallo Stato (l’Alfa Romeo di Arese). Il periodo nel quale è stata spalmata l’ingente cifra è compreso tra oggi e il 1975, anno in cui la creatura degli Agnelli faceva registrare altri, più gloriosi record. Ad esempio lo stabilimento Mirafiori di Torino, con i suoi 50 mila operai, era allora il più grande del mondo e sfornava auto che avrebbero riempito le strade della Penisola (una su tutte, la “127”).

È STATA L’AZIENDA PIÙ ASSISTITA AL MONDO A fronte di tali chiamiamoli “investimenti”, ci si aspetterebbe che la Fiat fosse diventata padrona del mercato automobilistico mondiale, o quasi.

La realtà, impietosa, disegna tutt’altro quadro. Sempre nel 1975 la Fiat contava 250 mila dipendenti diretti (oltre a un indotto stimato sui 350 mila addetti), mentre oggi quel totale si è ridotto a poco più di 30 mila. Insomma, nonostante la pioggia di aiuti finanziari di ogni genere - per non parlare delle “protezioni” del mercato dalla concorrenza straniera, o delle eccezionali agevolazioni fiscali, o ancora delle politiche di lungo corso sulla mobilità in Italia - la Fiat ha perso per strada circa 220 mila assunti: guarda caso, la stessa cifra dei miliardi ricevuti dalle casse dello Stato. «Si può dunque affermare - osserva il parlamentare della Lega Dario Galli - che, per ogni miliardo pubblico intascato, la Fiat ha stracciato un contratto di lavoro; o, se preferite, che ogni posto di lavoro perduto è costato giusto un miliardo di lire. Nostre». Del resto, oggi Fiat produce principalmente all’estero.

Le auto di punta, come la nuova “Panda”, nascono in Polonia, come pure i motori Multijet. Nel Bel Paese sono rimaste solo produzioni “di nicchia”, quali la “Punto” (vecchia e nuova) e la “Croma” bis. Chissà come si sarebbero comportati i governi del passato, così prodighi di aiuti, se avessero saputo che la storica Fabbrica, da loro tanto blandita e protetta, avrebbe fatto marameo all’Italia e ai suoi lavoratori, mandandone a casa quanti più possibile per creare nuovi posti di lavoro solo all’estero. DAI CONTRIBUTI AGLI “AMMORTIZZATORI” La misura e la varietà degli aiuti di Stato elargiti alla principale azienda automobilistica del Paese sono stati ben riassunti dal giornalista Massimo Mucchetti nel libro Licenziare i padroni? (Feltrinelli). «Nell’ultimo decennio - scrive Mucchetti - il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente.

L’aiuto più cospicuo, pari a 6.059 miliardi di lire, deriva dai contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia in base al contratto di programma stipulato con il governo nel 1988». Soldi a palate, dunque. Ma quello fu solo l’inizio. Le società beneficiate, infatti (la Sata di Melfi, in Basilicata, e la Fma di Pratola Serra, in Campania) hanno poi goduto dell’esenzione decennale dalle imposte sul reddito per le società meridionali. Mentre la legge 488 per il Mezzogiorno, in soli quattro anni (dal 1996 al 2000) ha fatto affluire nelle casse del Gruppo altri 328 miliardi di lire in conto capitale.

Quarta, sostanziosa fonte di sostegno (possiamo solo immaginare quanto invidiata dalle altre imprese private) sono gli “ammortizzatori sociali”: cassa integrazione, prepensionamenti e indennità di mobilità. Solo per la prima voce, in un decennio l’onere per le casse dello Stato risulta di 1.228 miliardi di lire. Altri 700 miliardi pubblici sono stati spesi per prepensionare 6.600 dipendenti nel 1994, e altri 300 miliardi per le indennità di 5.200 lavoratori messi in mobilità. IL REGALO DI PRODI: LE ROTTAMAZIONI Per non parlare della legge che nel 1997 ha introdotto gli incentivi per le rottamazioni delle auto più vecchie: l’ennesimo regalo al colosso (dai piedi d’argilla) torinese, scaturito in questa forma inedita dalla fantasia del governo di Romano Prodi.

Allo Stato quella legge è costata 2.100 miliardi di lire; poiché la Fiat aveva il 40% del mercato nazionale, ha ottenuto un beneficio di almeno 800 miliardi. Solo negli anni Novanta dunque lo Stato ha dato al Gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire, ricavandone circa 6.500 di imposte.

La conclusione di Mucchetti è impietosa: «È curioso che i due terzi dei mezzi freschi immessi nella Fiat negli ultimi dieci anni provenga dallo Stato. E allora forse, tenuto conto che i risultati poco brillanti dell’azienda stanno inducendo i suoi padroni nella tentazione di liberarsene, ci si dovrà pur chiedere se ne valeva la pena».



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venerdì 11 maggio 2012

Mestre: Occupata e murata la sede di Equitalia



FEDERCONTRIBUENTI

 DENUNCIA EQUITALIA 

 KLIKKA PER FIRMARE ANKE TU

 http://cipiri.blogspot.it/2012/04/federcontribuenti-denuncia-equitalia.html

PER ISTIGAZIONE

 AL SUICIDIO


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 Mestre.

 Occupata e murata la sede di Equitalia

 No allo strozzinaggio
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lunedì 13 febbraio 2012

Milano: il nuovo Pirellone è costato 570 milioni




Milano: il nuovo Pirellone è costato 570 milioni

per Formigoni anche un eliporto 

Formigoni ha a disposizione due piani

 Per arredare il suo ufficio e l'appartamento sono stati spesi 127mila euro. Un tavolo da 11mila euro e un sofà da oltre 4mila


 La Regione Lombardia non ha badato a spese. La più costosa operazione edilizia per la casta è a Milano: 571,4 milioni di euro per la costruzione del nuovo Pirellone. Sarà la sede, ormai completata, della giunta regionale.

Si tratta di un grattacielo alto ben 161 metri, suddiviso in 39 piani collegati con un ascensore ultratecnologico che viaggia alla velocità di sette metri al secondo. Gli allestimenti interni sono costati complessivamente 42,8 milioni di euro. Al momento, gli arredi dell'ufficio e della foresteria di Formigoni sono costati 127mila euro.

L'ufficio comprende tre pouff con struttura in acciaio cromato lucido, due divani in ecopelle da 12mila euro, un comodino in legno massello di rovere, sedie da seimila euro, quattro poltrone di velluto, un letto matrimoniale con rete ortopedica a doghe di faggio curvato a vapore. In più: librerie, tavolo da pranzo, tavolo per le riunioni (11.200 euro), il tutto contornato con tappeti "fabbricati a mano con pelo corto e fitto in lino/lana",da 20mila euro.

La sola pedana per le conferenze è costata 126.388 euro. Per le poltrone ed i divani sono stati spesi un milione e 328mila euro. Altri 270mila euro sono stati utilizzati per le tende e 174mila euro per altri "accessori interni". Dieci milioni di euro, infine, sono andati per l'arredamento dei piani occupati dagli impiegati. Formigoni avrà anche a disposizione una pedana per atterrare con il suo elicottero.

Insomma, una sede sobria per gli sfizi della casta milanese.

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venerdì 26 novembre 2010

MILANO , Il Comune dà una sede a Forza Nuova




Il Comune dà una sede a Forza Nuova
il Pd: insulto alla città della Resistenza
L'organizzazione neofascista ha partecipato a un bando e ha ottenuto uno spazio in Buenos Aires
Immediate le reazioni dall'opposizione, che chiede di togliere agli estremisti anche l'altra sede in città


Associazione culturale e sociale senza scopo di lucro: a Forza Nuova è bastato definirsi così per ottenere dal Comune una nuova sede aggiuntiva, in pieno corso Buenos Aires: il movimento neofascista si è visto così assegnare dalla giunta Moratti un immobile per un importo di 19.250 euro, ben più grande e più centrale della vecchia sede storica di Fn in piazza Aspromonte. Il movimento xenofobo e omofobo di estrema destra, nato nel '97 tra gli scissionisti della Fiamma Tricolore, esulta e sul suo sito invita i "camerati", come esplicitamente definisce i propri adepti, all'inaugurazione, il prossimo 18 dicembre "per una festa dalle 15 fino a notte fonda".


Tra i primi a indignarsi per la concessione di uno spazio comunale a Forza Nuova è stato il capogruppo Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino, che ha chiesto al sindaco Letizia Moratti di rescindere immediatamente il contratto d'affitto "anzi, si dovrebbero togliere a Fn anche le sedi che ha già", dice Majorino precisando anche che il gesto del Comune "è un insulto a tutte le associazioni di volontariato". Incredula Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz: "I neonazisti avrebbero dovuto sparire dalla storia e invece si riciclano, tornando fuori puliti e lavati - ha detto Segre intervistata da Radio Popolare - come quando la mafia lava i soldi e apre un'attività commerciale".

Il portavoce di Forza Nuova, Marco Mantovani, si difende: "Al contrario di altri noi non abbiamo l'abitudine di occupare illegalmente gli spazi", puntualizza in polemica con i centri sociali che, nel frattempo, hanno promesso per i prossimi giorni battaglia contro l'iniziativa del Comune. Marco Osnato, consigliere comunale Pdl, ex An e un passato tra le file del Fronte della Gioventù, difende la scelta dell'amministrazione: "L'istruttoria per l'assegnazione è stata gestita in sede tecnica, e non politica, dagli esperti indicati dalla commissione consiliare Demanio - dice - dunque si vede che Fn aveva i requisiti. In fondo Fn si presenta anche alle elezioni, anche se con poco successo. E poi Milano è già piena di sedi concesse a chi inneggia alla lotta violenta del proletariato contro il capitalismo, non penso che la nuova sede di Forza Nuova costituirà un pericolo per la democrazia".

di LAURA FuGNOLI

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