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venerdì 20 settembre 2013

Glass-Steagall: Parlamento svizzero impegna il governo



 Parlamento svizzero impegna il governo su Glass-Steagall

InGlass-Steagall su 20 settembre 2013 a 12:43 PM
guglielmo tellLa sessione autunnale del Consiglio nazionale (Nationalrat) si è aperta con 3 atti parlamentari a favore della separazione bancaria di tipo Glass-Steagall presentati dai socialisti (SP), Partito Popolare Svizzero (SVP) e Verdi.

Evidentemente si è creata una convergenza per trovare i voti a far passare la mozione. Il Consiglio Nazionale, la Camera bassa del Parlamento svizzero, si è finalmente espresso con voto favorevole a maggioranza lo scorso lunedì 9 settembre, lo riporta il sito Movisol.org
“Il Governo (Consiglio Federale), nel quale ha prevalso una maggioranza formata da liberali, conservatori e cristiano-democratici, si è opposto, ma perdendo. Il voto del Parlamento vincola il Consiglio Federale a rispondere formalmente alla richiesta di esaminare la possibilità di adottare la separazione bancaria. Prevedibilmente, esso costituirà una “commissione di esperti” zeppa di rappresentanti di banche, che ripeteranno il “no” all’idea, come accadde già nel 2010.
Il socialdemocratico Corrado Pardini ha annunciato che in tutta risposta il suo gruppo sta preparando una richiesta di referendum nazionale da presentare presto al Cancelliere Federale per la sua vidimazione. In Svizzera il referendum è uno strumento potente. Può essere tenuto su qualunque tema e il suo risultato ha valore di legge.
Un referendum sulla separazione bancaria permetterebbe di superare l’opposizione governativa e anche i problemi incontrabili nella camera alta, il Consiglio dei Cantoni, nel quale socialdemocratici, popolari e verdi non avrebbero la maggioranza. Pardini crede che il referendum potrebbe raccogliere un 60% di voti favorevoli alla legge Glass-Steagall.
Al momento non è ancora chiaro se l’SVP aderirà alla campagna per il referendum.”
guglielmo tell 1Una statua di Guglielmo Tell, eroe svizzero che si battè contro l’oligarchia e per la libertà politica, è l’omaggio di NoBigBanks agli svizzeri per Glass-Steagall.
L’iniziativa politica in Svizzera – importante nodo finanziario – riveste una rilevanza strategica: è un incoraggiamento a emulare simili iniziative per i parlamentari italiani, ma è anche il segno dell’accresciuta consapevolezza che il disastro finanziario è in corso.
Il silenzio della stampa imbavagliata, classico esempio dell’intreccio tra finanza e media, rivela l’imbarazzo per i timori di una presa di consapevolezza nell’opinione pubblica.
Ci piacerebbe tanto leggere la notizia che finalmente LauraBoldrini e Piero Grasso hanno calendarizzato la discussione sulle proposte di separazione bancaria che al momento giacciono in Parlamento.
Non perdiamo altro tempo, la politica dei Taglia&Tassa ha preso a incidere nella carne viva della popolazione.
Salviamo la Gente. Riformiamo le Banche.
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venerdì 26 luglio 2013

Perchè i politici hanno abolito Glass-Steagall ?


NoBigBanks risponde: perchè i politici hanno abolito Glass-Steagall?



no big banks.itLa separazione tra banche d’affari e banche di investimento fu una scelta degli anni ’30, a seguito della crisi di Wall Street del 1929. Come mai i politici hanno commesso l’errore di abolire negli anni ’90 la Glass-Steagall?
Quali effetti macroeconomici credevano di poter ottenere? Cosa invece è successo?
Ringraziamo il sito OMSEP-Osservatorio Meridionale per lo Sviluppo Economico e Politico, schierato in favore di Glass-Steagall, che ci ha posto alcune domande, le pubblichiamo in più parti, il testo integrale lo si legge invece su NoBigBanks.it risponde all’OMSEP
“Con NoBigBanks analizziamo il processo in corso – di cui l’Italia è solo un dettaglio – che formalmente potremmo far partire dal 15 agosto 1971, ma che in realtà trovava già un’ottima pasturazione nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di FDR (ndr:Franklin Delano Roosevelt), sia sul fronte politico-strategico che su quello economico e culturale.
JFKSi osservò in quell’evento un salto di fase con il graduale progressivo allontanamento dal potenziamento dell’economia fisica, nei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture strategiche e investimenti a lungo termine ad alta intensità di tecnologie e capitali, a cui si è sostituito una economia orientata alla soddisfazione del consumo abreve termine, che è poi la condanna del nostro tempo: si punta ad alti margini di ritorno per investimenti di breve respiro.
E’ su tali basi che si è prodotta una rottura che è stata mascherata dai trucchettifinanziari.
In questo quadro, si comprendono le ragioni di fondo che hanno condotto all’abbattimento del muro del Glass-Steagall ed alla affermazione della banca universale, che opera indistintamente per operazioni a breve e a lungo termine, e utilizza i depositi dei risparmiatori per fare operazioni spericolate di borsa, dando luogo a quella banca-casinòcontro cui ci battiamo.
Ciò che va messo in stato d’accusa è il sistema filo-speculativo che vede coinvolte istituzioni finanziarie, centrali culturali, col potente ruolo dei media, che potremmo in una espressione indicare come liberoscambismo speculativo, che ha orchestrato, finanziato, sostenuto una corrente di opinione a favore del progressivo abbattimento delle regole che per 60 anni avevano, tutto sommato, tenuto, è lì il problema. Al solito, le responsabilità sono individuali, ma dobbiamo riconoscere nella scuola liberoscambista la matrice culturale che ha determinato la degenerazione attuale.
Le Banche centrali intervengono con ingentissime immissioni di liquidità per tenere in piedi il sistema finanziario che è entrato in una drammatica crisi da collasso.
Siamo dinanzi ad un dirigismo speculativo che indirizza le risorse allo scopo di tenere in vita banche e istituzioni schiacciate da una mole poderosa di titoli tossici.
Enrico Mattei.php
Il fenomeno ha raggiunto ormai un punto di non ritorno, ma il problema adesso è di leadership politica e di comprensione del processo così come lo abbiamo delineato.
La storia dell’umanità è sempre stata unoscontro tra forze e interessi, ci sono coloro che operano secondo una concezione imperiale, mirando al progressivo trasferimento di ricchezza e potere nelle mani di pochi privati, individuano nello stato nazionale il nemico pubblico numero 1, ma a queste si oppongono forze espressione degli ideali repubblicani, che operano per il conseguimento del benessere della comunità.
La stagione degli omicidi eccellenti tra gli anni ’60 e ’70 – i fratelli KennedyMartinLuther KingEnrico MatteiAldo Moro – rappresentò la rottura di un equilibrio che aveva sino ad allora visto prevalere la corrente repubblicana. Dopo di loro, tanto nei movimenti giovanili che nelle grandi organizzazioni politiche, si perse quella idealità che aveva animato quegli uomini simbolo, la cui eliminazione brutale servì da avvertimento – chi avrebbe ripreso la loro testimonianza avrebbe fatto quella stessa fine – in tal modo fumessa a sopire l’aspirazione al progresso così come l’avevano incarnata gli uomini e le donne della generazione precedente.”
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giovedì 15 novembre 2012

Anche Vendola parla di Glass-Steagall

Anche Vendola parla di Glass-Steagall. Il PD ne discuterà nelle Primarie?

InGlass-Steagall su novembre 15, 2012 a 6:00 AM Nel corso della trasmissione televisiva Omnibus il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si è dichiarato a favore della separazione tra banche commerciali e banche d’investimento citando esplicitamente la legge del 1933 di Franklin Roosevelt.


Pur facendo un po’ di confusione sull’efficacia della Legge Dodd-Frank – che non ripristina affatto Glass-Steagall – l’uscita di Vendola potrebbe rappresentare l’inizio di un dibattito su questo tema fondamentale nelle primarie del centrosinistra, dove finora ci sembra di aver ascoltato tanti ossequi alla linea del Governo Monti e della BCE, ma poche proposte concrete su come ripristinare una politica economica veramente capace di aiutare la gente.
Ospite a Ballarò su Rai Tre nella puntata del 14 novembre di nuovo Nichi Vendola ha citato Roosevelt come esempio indiscusso ed unico per uscire dalla crisi con le leggi del 1933.

Presentiamo il link al video della trasmissione Omnibus. Il segmento dove Vendola tratta l’argomento della separazione bancaria va dal minuto 9:30 al minuto 15:00 circa: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50289374
”Bisogna limitare il potere dei mercati finanziari, reintroducendo la norma messa nel 1933 di Roosevelt che separa le banche d’affari dalle banche di risparmio e bisogna ridiscutere il mitico obiettivo del pareggio di bilancio entro l’anno prossimo, perche’ si rischia uno schianto della tenuta sociale del nostro paese”. Lo ha detto Nichi Vendola a Omnibus su La7.
Nel rilanciare il nostro claim “Salviamo la Gente. Riformiamo le Banche” invitiamo a indirizzare la protesta sociale verso forme di cambiamento reale. La riforma bancaria ispirata alla Legge Glass-Steagall di Franklin Delano Roosevelt rappresenta uno dei passi importanti, irrinunciabili, per cominciare a rimettere ordine in un sistema finanziario ormai del tutto irresponsabile ed irrimediabilmente collassato.

Nichi Vendola
In questi giorni, con l’avvitamento della crisi, che rappresenta il fallimento politico del Governo Monti, abbiamo visto un uno-due che in termini giornalistici vale più di ogni altra cosa.
1) I Ministri Corrado Passera e Fabrizio Barca sono stati costretti a fuggire dalla Sardegna in elicottero per le forti contestazioni degli operai.
http://www.radiopress.it/2012/11/39408ksibisterquatervfrokfrteteutrtgr/
2) Con lo sciopero generale indetto dalla Confederazione Europea dei Sindacati per dire no all’austerità, si sono registrati scontri tra le forze di polizia e i manifestanti in diverse città d’Italia.
Ciò detto, chi usa la violenza ha sempre torto.
http://nobigbanks.it/2012/05/07/collasso-politico-i-cittadini-protestano-in-tutta-europa/
Ci ripetiamo: siamo al Collasso politico. I cittadini protestano in tutta Europa, ma in giro non si scorge nessuno in grado di tirarci fuori dalla depressione.
Trionfano i movimenti di protesta per le politiche di austerità, ma se non si riprende l’esempio di FD Roosevelt, si aprirà la strada agli estremismi.

così la pagina facebook “Accelerare il Declino” per NoBigBanks.it
Mai e poi mai vorremo ripetere la stagione degli anni di Piombo: con il terrorismo internazionale e l’eversione, l’irrazionalismo che prende il posto di una sana politica per lo sviluppo.
Che cosa fare per scongiurare questo ritorno agli anni bui?
Dobbiamo schierarci apertamente contro gli speculatori, ridare impulso a produzione e commercio con una autentica politica del credito.
*** ***
Facciamo crescere il progetto NOBIGBANKS con un semplice clic.
Salviamo la Gente. Riformiamo le Banche.
E’ in corso la raccolta firme per Glass-Steagall, diffondetela tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks
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LEGGI ANCHE http://cipiri.blogspot.it/2012/10/oppure-vendola.html

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martedì 10 luglio 2012

Tremonti porta Glass-Steagall alla Camera dei Deputati

 

Tremonti porta Glass-Steagall alla Camera dei Deputati


Mentre altri si affannano in sede Ue a escogitare misure anti-spread, pur sempre di corto respiro, in Italia con atti ufficiali lo scorso 18 maggio 2012 Giulio Tremonti ha depositato alla Camera dei Deputati la Proposta di legge Delega al Governo per la riforma dell’ordinamento bancario mediante la separazione tra credito produttivo e attività finanziaria speculativa.
Vi presentiamo il testo nella sua interezza, per chi preferisce ecco il testo della Proposta di legge Glass-Steagall da scaricare, stampare e leggere comodamente.
E così, nei giorni in cui la grande stampa internazionale rilancia su Glass-Steagall, Robert Reich dal sito dell’Huffington Post ribadisce la richiesta di Glass-Steagall e ci interroga tutti sul punto centrale: gli sviluppi dello scandalo Libor – che coinvolge Barclays, si parla di almeno altri 20 grandi gruppi bancari – forniranno le munizioni e l’energia sufficiente all’opinione pubblica per spingere al ripristino della Legge Glass-Steagall così da spezzare i grandi gruppi bancari per ridimensionarli?

Da qualche settimana non passa giorno che qualche quotidiano non ne scriva anche qui in Italia, è stato il Corriere della Sera nei giorni scorsi ed è Repubblica quest’oggi. Il nuovo gioco adesso sembra diventato un altro: chi è che non ne parla? E perchè non ne parla?
Deputati e Senatori avranno il loro bel daffare nell’evitare di spendersi pubblicamente in proposito.
NoBigBanks intende mobilitare l’opinione pubblica, informando e spiegando, in modo semplice e chiaro.
In sintesi, prima di proporvi il testo di Tremonti, si può dire che non è più tempo di soluzioni morbide: il ring-fencing della Commissione Vickers in cui le funzioni commerciali e d’investimento coesisterebbero da separati in casa, non può bastare. Potremmo dire allora che con il ring fencing della Commissione Vickers si vive da separati in casa, ma non può funzionare.
Con Glass-Steagall si fa il divorzio, e si vive meglio tutti.
Leggetelo, sono le cose che scriviamo da tempo.
E ancora una volta, prestate attenzione alle proposte, non lasciamoci fuorviare dai formalismi sul chi propone che cosa.
* * *
ONOREVOLI COLLEGHI ! — Due secoli fa è stato detto: «Sinceramente sono convinto che le potenze bancarie siano più pericolose che eserciti in campo» (Thomas Jefferson, 1816). Oggi è più o meno così ed è per questo che è arrivato il tempo di mettere lo Stato sopra la finanza e la finanza sotto lo Stato. Il tempo per fissare un limite allo strapotere del capitalismo finanziario. Farlo, finalmente, vuole dire porre fine a un ciclo ventennale di prevalenza contro natura dell’interesse particolare sull’interesse generale, vuol dire «cacciare i mercanti dal tempio», vincere la malia di potere ancora esercitata dai santoni del denaro.
Farlo vuol dire che è solo lo Stato che emette la moneta nel nome del popolo. Vuole dire che il credito serve per lo sviluppo e non per la speculazione. Vuole dire separare «il grano dal loglio e dalla zizzania», separare il produttivo dallo speculativo, come è stato per secoli. Vuole dire, tra l’altro, cominciare a difendere e stabilizzare i bilanci pubblici. Nell’insieme dare avvio a un sistema economico e sociale diverso, non solo più etico, ma anche più efficace di quel sistema monetarista che sta ora crollando e che purtroppo ci sta trascinando, se non facciamo resistenza, se non reagiamo, se non cambiamo.
Quando la crisi del 1929 esce dal recinto di Wall Street ed entra nella vita delle famiglie, causando disoccupazione e disperazione (si leggano «Uomini e topi» e «Furore» di Steinbeck), allora il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America (USA) F.D. Roosevelt, nella prima delle «conversazioni al caminetto», parla di attività bancarie condotte da banchieri «incompetenti e disonesti» che utilizzavano «fondi della gente» per «la speculazione e per prestiti non saggi» e conclude che è venuto il momento «per sistemare questa situazione e farlo il prima possibile».
È così che nasce il Glass-Steagall Act, basato sul principio di separazione della banca produttiva o essenziale, la banca che usa i risparmi raccolti solo per finanziare l’attività produttiva, vietando a questo tipo di banca l’attività speculativa. Principio che è poi stato disastrosamente abrogato prima, nel 1999, negli USA, poi, negli anni successivi, in Europa e nel resto del mondo.
Di recente il Governatore della Banca d’Inghilterra, in una conferenza organizzata dalla British Broadcasting corporation (BBC), ha dichiarato: «non costruiamo centrali nucleari vicino ad aree densamente popolate e quindi non dobbiamo consentire che l’attività essenziale di una banca e gli investimenti a rischio vengano condotti nella stessa banca “troppo grande per fallire”. La separazione è essenziale per rendere più sicura la nostra economia». E oggi, si aggiunge, per evitare che i rischi di esplosione che si verificano in una banca che è troppo grande per fallire siano pagati per salvarla dai risparmiatori o dai contribuenti, in un sistema che privatizza i profitti e che socializza le perdite speculative.
È dunque arrivato il tempo per riequilibrare il potere tra la finanza e gli Stati, tra la finanza, costituita nei suoi interessi, e la politica, deputata a rappresentare l’interesse generale della collettività. Anche nella peggiore delle ipotesi che si possono fare sulla politica è infatti sempre vero che, per quanto sia o possa sembrare discutibile, una politica discutibile è comunque meglio di una finanza invincibile. È stato del resto detto che la democrazia può essere il peggiore dei sistemi, ma non se ne conoscono di migliori (Winston Churchill). Ebbene, neppure l’autocrazia finanziaria è migliore della democrazia.
La casistica che oggi ci si presenta sullo scenario finanziario e bancario è davvero molto differenziata, tanto a livello nazionale quanto a livello europeo. E non solo.
Non c’è dunque un intervento unico da progettare, uno strumento unico da applicare, ma c’è comunque una logica politica comune da mettere alla base di ogni necessario intervento.
In alcuni casi si tratta di rendere meno sistemiche, o non sistemiche, le banche che ancora sono o si dicono sistemiche: ridurle di dimensione, scinderle, depotenziarle perché è arrivato il tempo della separazione tra attività produttiva ed attività speculativa. Il tempo della separazione tra le banche che raccolgono risparmi e capitali e li investono a proprio rischio nelle grandi industrie, nelle piccole imprese, per le famiglie, per le comunità, per i giovani e le banche che giocano d’azzardo, privatizzano le vincite, socializzano le perdite così, tra l’altro, producendo un risultato opposto a quello di ogni pur discutibile forma di efficienza capitalistica. Le banche devono dunque tornare a essere, e a essere considerate e trattate, come infrastrutture al servizio dell’economia e della società e non viceversa. In altri casi, infine, le banche devono essere nazionalizzate, prima che il loro dissesto lo renda poi necessario, magari ancora a spese della collettività.
Prima, si ripete, si deve separare «il grano dal loglio e dalla zizzania», il bene dal male, aprire o fare aprire i libri contabili, imporre l’accertamento volontario o coattivo di quanto dell’uno e di quanto dell’altro c’è in ogni banca e più in generale, in ogni grande operatore finanziario. In specie, gli attivi e i passivi sani devono essere separati da quelli tossici, che vanno segregati. Le tecniche applicabili per operare la segregazione sono diverse, insieme antichissime e modernissime: dal sabbatico alla moratoria, alla bad bank. Ma è chiaro in ogni caso che l’enorme massa finanziaria tossica, che è ancora in essere nel cosiddetto «sistema», deve essere scadenzata su periodi i più lunghi possibile e accollata agli speculatori o cancellata.
Chi ha giocato d’azzardo non può impunemente alzarsi dal tavolo da gioco per farvi sedere qualcun altro a pagare per la sua perdita: è a chi ha perso la sua scommessa che si deve imporre di pagare.
Si deve interrompere l’infezione che ha origine nella finanza e che, senza controllo, si sta propagando fuori da questa.
Molti soggetti, molti segmenti, molti blocchi bancari e finanziari devono essere avviati verso ordinate procedure fallimentari. Ad esempio, verso procedure regolate sul modello del Chapter 11 degli USA. Non si può infatti pretendere di salvare tutto, soprattutto quando l’esperienza insegna che, tentando di salvare tutto, alla fine si finisce per salvare il peggio.
Al tempo del New Deal, a partire dal 1933, prima furono introdotte nuove regole e fu riorganizzato il sistema bancario e finanziario, isolandolo dall’attività parassitaria, poi il denaro pubblico fu usato per investimenti pubblici, per infrastrutture, per salvare le famiglie e le industrie. Per inciso, va comunque ricordato che solo il salvataggio dell’apparato industriale americano, così operato, consentì di battere il nazismo.
A partire dal 2008, è stato invece fatto l’opposto: il denaro pubblico è stato prevalentemente usato per salvare le banche e i banchieri; non sono state fatte nuove regole (anzi); non c’è stato alcun serio, vasto progetto di investimento pubblico per l’economia industriale, fisica e manifatturiera, per le infrastrutture.
Ciò che ora va prioritariamente e assolutamente fatto è invece primum vivere.
Abbandonare il modello della cosiddetta «banca universale», che è poi il «DNA» della banca sistemica, base di partenza della megabanca globale fallimentare. Per farlo è necessario introdurre una versione aggiornata della legge Glass-Steagall del 1933.
In sintesi, ora come allora è necessario erigere una barriera antincendio, un firewall, distinguere tra banche ordinarie e banche d’azzardo, in modo che le banche ordinarie non possano più prestare i soldi dei correntisti alle banche d’azzardo o comprarne i prodotti strutturati. Una distinzione che deve e che può essere fatta istantaneamente, abrogando le leggi nuove, introdotte più o meno dappertutto negli anni Novanta, e tornando alle vecchie leggi degli anni trenta.
È proprio questo che va fatto. È vero che si possono fare enormi profitti usando per la speculazione i soldi depositati in banca dai correntisti ordinari, ma è proprio questo che va impedito. I soldi dei correntisti ordinari, prima, e dei contribuenti, dopo, non devono infatti più essere soggetti a questo tipo di rischio. Un rischio che ora si sta estendendo ai bilanci pubblici e che da qui, salendo per la scala della crisi, si sta estendendo al benessere e alla vita dei popoli.
PROPOSTA DI LEGGE
ART. 1.
(Finalità e delega al Governo).
1. Finalità della presente legge è la riforma dell’ordinamento bancario mediante la separazione tra l’attività delle banche produttive e l’attività delle banche speculative, definitive ai sensi del comma 2.
2. Per banche produttive si intendono le banche che esercitano l’attività di credito nei confronti delle imprese, dei lavoratori, delle famiglie e delle comunità. Per banche speculative si intendono le banche che investono nel mercato finanziario. Tali attività non possono essere esercitate dalla stessa banca.
3. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e secondo i princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni per la separazione tra le banche produttive e le banche speculative.
ART. 2.
(Princìpi e criteri direttivi).
1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 3, si basano sui seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) prevedere, per le banche produttive, il divieto i detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i seguenti soggetti: banche d’affari, banche d’investimento, società di intermediazione mobiliare e, in generale, tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico;
b) prevedere, per le banche produttive, il divieto di operare in condizioni di disequilibrio delle scadenze delle attività di raccolta e di impiego delle risorse finanziarie e, in particolare, per le banche che effettuano la raccolta dei depositi a breve termine, il divieto di erogare finanziamenti a medio o a lungo termine;
c) stabilire, per le banche produttive, la percentuale di operazioni ammessa nel mercato finanziario;
d) prevedere il divieto di ricoprire cariche direttive e di detenere posizioni di controllo nelle banche produttive, da parte dei rappresentanti, dei direttori, dei soci di riferimento e degli impiegati delle banche d’affari, dalle banche d’investimento, delle società di intermediazione mobiliare e in generale, di tutte le società finanziarie che non sono autorizzate ad effettuare la raccolta di depositi tra il pubblico.
ART. 3.
(Pareri delle Commissioni parlamentari competenti).
1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 3, sono trasmessi alle Camere entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine previsto per l’esercizio della delega di cui al medesimo articolo 1, comma 3, per il parere delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro quaranta giorni dalla data dell’assegnazione.
ART. 4.
(Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
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Continua la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall, vi invitiamo a diffonderla e socializzarla tra i vostri contatti: http://www.firmiamo.it/nobigbanks

Questi alcuni tra i commenti più recenti che accompagnano le firme:
Sandro Cacciamani: Sono totalmente d’accordo con la petizione. E dovrebbero anche essere aboliti gli strumenti finanziari derivati che non assolvono uno scopo meramente assicurativo.
Franco Gabotti: documentarsi sui temi di politica economica risulta forse troppo faticoso per la maggior parte dei miei concittadini, abituati alla delega ad oltranza senza mai pensare che ogni tanto si potrebbe anche controllare: la parte più difficile della campagna è quella di convincere la gente a coltivare i propri interessi in modo attivo.
Claudio Messori: La madre dei cretini è sempre incinta (Ennio Flaiano), ma non è affatto scontato che i cretini debbano governare il mondo. Fermiamo la volontà di potere dei signori delle guerre con la volontà di giustizia dei popoli della Terra.
Maurizio Melchiorre: Firmo perchè l’Italia e l’Europa possano essere “governate” da parlamenti eletti dal popolo e non dai capricci di banchieri privati
Benedetto Orlandi: Le banche commerciali tornino a fare le banche commerciali e niente altro. Si occupino di economia reale!



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martedì 19 giugno 2012

Glass-Steagall per finanziare la ricostruzione



A Mirandola chiedono Glass-Steagall per finanziare la ricostruzione dopo il sisma.

“Separare le banche” e “Ci vuole un Roosevelt per le PMI” sono i titoli di due cartelli con cui Flavio Tabanelli – responsabile di MoviSol per l’Emilia Romagna – sta conducendo una importante opera di testimonianza e controinformazione.

Mirandola è un simbolo, dato che tra Modena e Ferrara è presente il più grande comparto biomedicale d’Europa, ma adesso che è finito il clamore mediatico legato al sisma, con il ritorno alla normalità si temono le difficoltà e le lungaggini per reperire risorse fresche per la ricostruzione.
Quel che il terremoto dell’Emilia ha mostrato in tutta evidenza, proprio nei giorni della crisi del sistema dell’euro e delle banche centrali private, è l’impotenza di uno Stato che ha le mani legate e non può intervenire, salvo però trovare soldi freschi per finanziare con 125 miliardi di euro l’ESM.

Flavio Tabanelli
Al Governo devono voltare pagina, anzi cambiare libri, che leggano Hamilton e FD Roosevelt piuttosto che ripetere frasi solenni di circostanza per poi sfuggire alle responsabilità.
Si dovrebbero generare linee di credito per le imprese e famiglie così da rimettere in sesto le cose, ma non è possibile stante i vincoli dell’Unione Europea.
E così Flavio Tabanelli nella visita di Giorgio Napolitano ha sfoderato dei cartelli di proposte che hanno incuriosito i giornalisti accorsi al seguito del Presidente della Repubblica.
La notizie, che documentiamo con link e immagini, ha fatto il giro del web, dispiace soltanto che certa stampa abbia bollato la cosa come una  protesta da ‘centri sociali’ perché agli occhi di qualche giornalista suonava strano che si manifestasse chiedendo la separazione bancaria quando il problema era il terremoto (Napolitano a MirandolaYouReporter.it con una videoregistrazione completa della protesta, ripresa anche dal sito del Corriere della Sera e MO24.it al minuto 4 riprende Tabanelli mentre espone il principio della Legge Glass-Steagall).
Il senso della proposta è stato ben spiegato:
- proteggere soltanto le banche autorizzate a raccogliere i risparmi ma vincolate a finanziare le infrastrutture e le imprese;
- vagliare i debiti che, come nel caso eclatante della Grecia, sono attribuiti ai Paesi che si vuole colpire con l’austerità;
- chiedere ai grandi creditori ragione dei titoli vantati, pronti a cancellare tutti quelli di origine illegittima (gioco d’azzardo finanziario, derivati, ecc.);
- emettere i nuovi crediti produttivi, nella piena certezza che non finissero nuovamente fagocitati nel sistema speculativo del profitto a breve.
Quanto agli schiamazzi e ai fischi che hanno accolto Napolitano, è lo stesso Tabanelli a chiarire:
“Alcuni manifestanti si sono dati a fischi e frasi insultanti, nei confronti del Presidente e dei rappresentanti delle istituzioni locali. Si spera che questi sappiano fare le dovute distinzioni e riconoscano il valore costruttivo delle proposte strategiche del Movimento Solidarietà”.
Riportiamo in proposito anche un bel lavoro dello stesso Tabanelli pubblicato sul sito del sindacato Gilda degli Insegnanti pubblici che riporta il discorso sui principi che sorreggono la legge Glass-Steagall: Nessun sacrificio! Separare le banche e salvare la scuola www.gildacentrostudi.it
Se vogliamo cambiare direzione prima che sia troppo tardi, occorrono le vere riforme: separazione bancaria e credito produttivo.
Vi invitiamo a usare per Twitter gli hashtag #separazionebancaria, #nobigbanks.
Teniamo sempre dritta la barra: “Salviamo la Gente, Riformiamo la finanza”.
Dateci mano a diffondere la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall: http://www.firmiamo.it/nobigbanks

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domenica 13 maggio 2012

Glass-Steagall adesso , J.P. Morgan ha perso 2,3 miliardi $



 J.P. Morgan ha perso 2,3 miliardi $
Quel che è successo a J.P. Morgan rivela la debolezza e opacità del sistema bancario perciò la legge Glass-Steagall deve essere ristabilita.
Dobbiamo mettere regole dure: spezzare le banche e imporre la separazione bancaria.
Senza regole, vale la legge della giungla.
Non lasciamo che i leoni ci sbranino tutti.
Dobbiamo esigere la separazione bancaria.

J.P. Morgan giù. Glass-Steagall adesso!

InGlass-Steagall
 

J.P. Morgan ha perso 2,3 miliardi $ in sei settimane con i derivati ed ora si riapre la partita per chiedere a gran voce Glass-Steagall.
Robert Reich dal suo blog fa un’analisi in proposito, che potremmo indicare per punti:
1) Dall’inizio della crisi bancaria del 2008 il CEO della Morgan Jamie Dimon è stato in prima fila nel negare la necessità di regole più stringenti per Wall Street: secondo lui quella crisi è stata la tempesta perfetta che non si sarebbe mai più ripetuta.
E invece da quella crisi non siamo mai usciti e ci sta trascinando ad una crisi peggiore di quella del ’29.
2) In appena 6 settimane J.P. Morgan ha accusato gravi perdite, ma dov’è la trasparenza del sistema bancario nel prevenire perdite così gravi che potrebbero far precipitare ulteriormente la fiducia dei mercati?
3) Adesso smettiamo di sperare in una autoriforma di Wall Street. Quel che è successo a J.P. Morgan rivela la debolezza e opacità del sistema bancario perciò la legge Glass-Steagall deve essere ristabilita.
4) Si dovrebbe dare retta alle recenti raccomandazioni della FED di Dallas secondo cui i giganti bancari di Wall Street devo essere spezzati.

www.robertreich.org
I liberisti a oltranza non cambiano idea, pensano di ripetere sempre la stessa cosa: le regole non servono, sono un peso, sono eccessive…
Ma la situazione non cambia, anzi peggiora.
Dobbiamo mettere regole dure: spezzare le banche e imporre la separazione bancaria.
Senza regole, vale la legge della giungla.
Non lasciamo che i leoni ci sbranino tutti.
Dobbiamo esigere la separazione bancaria.
Ne parlano in tv i nostri politici?
No.
Ne parla la stampa? Poco. Ma poco alla volta, quest’appello a tornare alla legge Glass-Steagall procede.
Non lo si cita direttamente, ma si fa un vago riferimento a regole più severe, come qui ad esempio:

“Salviamo la Gente, Riformiamo la finanza”
Una pioggia di richieste per stringere i controlli sulla finanza non è però tardata. Il senatore democratico Carl Levin è stato il piu’ esplicito: «Questa è l’ultima dimostrazione che ciò che la banche chiamano hedging è spesso fatto di scommesse rischiose che le grandi banche non dovrebbero mai poter fare». Servono, ha aggiunto, «efficaci e duri standard da parte delle autorità di regolamentazione per proteggere i contribuenti dal pericolo di essere nuovamente costretti a coprire simili perdite».
di Marco Valsania – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/67sIB
Dateci mano a diffondere la campagna di raccolta firme per Glass-Steagall: http://www.firmiamo.it/nobigbanks

Un bel  commento che leggiamo tra i tanti che hanno firmato: “Sono assolutamente convinta di questa battaglia e la divulgherò in tutti i modi che posso perché ancora troppa gente non ha capito da dove arriva il pericolo. E’ questo sistema che dobbiamo combattere: l’egemonia finanziaria e liberista e gli attacchi degli speculatori”. Gianna B.


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lunedì 30 gennaio 2012

Glass-Steagall : Separazione Bancaria




Chi sostiene Glass-Steagall.


Questa la lista – che aggiorneremo costantemente – di coloro che sostengono il ritorno alla separazione bancaria.
OWS – il movimento Occupy Wall Street


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Watch live streaming video from globalrevolution at livestream.com
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Luciano Gallino
Guido Rossi
Pontificio Consiglio Justitia et Pax del Vaticano
Giulio Tremonti
Carlo Azeglio Ciampi
Giulio Sapelli
Marco Onado
Franco Bernabè
Paolo Andrea Colombo presidente dell’Enel
Massimo Mucchetti, giornalista
Robert Reich


Michael Moore, regista
Commissione Vickers, Gran Bretagna
Sigmar Gabriel, presidente del partito socialdemocratico Spd, in Germania
Francois Hollande, politico in corsa per l’Eliseo in Francia
Thomas Hoenig, vice presidente della Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) negli Stati Uniti
Timothy Garton Ash
Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, Chiesa Anglicana
 


n.b. L’immagine “Glass-Steagall or die” è una re-interpretazione del famoso slogan coniato da Benjamin Franklin “join or die” nella campagna per unire i singoli stati nella guerra d’indipendenza contro l’impero britannico.

http://nobigbanks.it/2012/01/29/chi-sostiene-glass-steagall/


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Proposte

- Stabilizziamo il debito pubblico e Vietiamo le scommesse sui nostri titoli di stato.
NO ai derivati sul debito pubblico, NO alle decisioni sul debito di banche e hedge funds internazionali. 
- Separiamo le banche d’affari dalle banche commerciali invece di finanziare i salvataggi bancari.
Fino agli anni Novanta era vietato l’uso dei depositi per fini speculativi, c’era un muro che separava le banche di investimento e le tradizionali banche commerciali che erogano credito. Poi hanno abbattuto i muri, unendo tra loro servizi bancari, servizi di investimento ed attività assicurative, conseguentemente le holding finanziarie hanno preso a operare anche nel settore degli strumenti derivati, tra i quali si annidano molti di quei titoli cosiddetti “tossici” che hanno in gran parte determinato l’esplosione dell’attuale crisi finanziaria.
Perchè invocare la Separazione tra Banche d’affari e banche di deposito?
1) Il compito delle Banche: Prestare Soldi, non finanziare il gioco d’azzardo nel casinò mondiale con i nostri risparmi.
Chi vive nella vita reale ha bisogno di prendere denaro a prestito dall’economia finanziaria.
Prima il ceto medio guadagnava bene da metter via una parte maggior del reddito e si prestavano soldi attraverso intermediari finanziari che rispondevano al nome di banche commerciali locali e cooperative di risparmio. La Borsa si occupava delle nuove emissioni azionarie.
Ma la legge del periodo della Depressione (legge Glass Steagall) che separa gli investimenti dall’attività bancaria fu cambiata negli anni Novanta: abolita quella legge, si è aperta la porta ad una grave distorsione, visto che la principale funzione delle Borse è fare scommesse finanziarie.
2) Finanziamo l’aumento del tenore di vita degli italiani.
3) Chiudiamo il casinò mondiale! Questo sistema che da quarant’anni è orientato alla speculazione finanziaria, un sistema fatto di gioco d’azzardo in cui far affluire i capitali un tempo investiti in grandi imprese scientifiche-tecnologiche dalle grandi ricadute nei rami dell’imprenditoria privata.
4) La Politica deve difendere gli interessi di tutti.
Dobbiamo essere veri e coraggiosi, sappiamo tutti che sulla politica grava il peso di un’accusa infamante: servire gli interessi di pochi grandi gruppi interessati a se stessi. C’è un diffuso malessere per la percezione che i partiti politici non lottano per affermare gli interessi di tutti.
E allora: sarà possibile ottenere le riforme sulle banche affinchè i politici si fanno difensori degli interessi della popolazione? O dobbiamo accettare il diktat della lettera della Bce? Tagli, tagli, tagli…?
Il premio Nobel Paul Krugman ha scritto sul Sole24Ore che “raramente, nel corso degli eventi umani, così tante persone si sono impegnate così tanto per fare così tanti danni”.
Krugman accusa la Banca centrale europea di sposare con entusiasmo la dottrina dell’austerità:“Queste organizzazioni farebbero bene a farsi un esame di coscienza e a chiedersi come hanno fatto a sbagliare così clamorosamente nonostante si vantino di essere le depositarie della saggezza”.
***

Partecipa!

Mettiti in contatto con noi e attivati, discuti, scrivici, proponi idee e iniziative nella tua città!
    nobigbanks [at] gmail.com
Il successo della campagna NOBIGBANKS si misura sulla capacità di vincere la sfida di Davide contro Golia. Intendiamo:
- far parlare di noi e attirare l’attenzione sulle proposte forti per spezzare il potere di banche e finanza.
- ricercare il sostegno e l’endorsement di personaggi pubblici importanti, come Robert Reich (ex ministro Usa di Bill Clinton).
- favorire il coinvolgimento attivo dei cittadini fino a creare una community: solo se le persone si convinceranno dell’importanza di NOBIGBANKS potremo ottenere un largo sostegno e una profonda diffusione.
- creare partnership: la diffusione di NOBIGBANKS in cambio di notorietà e pubblicità ai professionisti/consulenti nelle nostre iniziative.
Nasciamo per portare a conoscenza della gente la legge GLASS-STEAGALL. Vuoi partecipare a NOBIGBANKS?
1. ci serve una mappatura per la tua città dei soggetti/amici da contattare/coinvolgere con servizio mailing iniziale (se preferisci restare anonimo, potreste indicarci le email le inoltreremo direttamente dal nostro indirizzo), sindacati, categorie economiche, Università, pagine locali di giornali e giornali online, imprenditori, studenti, disoccupati.
2. organizzazione di momenti di incontro-discussione nella tua città.
3. produzione di materiali audio-video per il sito così da arricchirlo: i video sono molto importanti, come pure le immagini, i materiali informativi che possiamo veicolare on line e stampare per fare il volantinaggio.
Per il momento la priorità è dare risalto al sito e alla Fanpage su Facebook NOBIGBANKS.it cui chiediamo di iscriversi, diffondere e pubblicizzare.

Questo messaggio lo dedico ai folli.
A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso.

Potete citarli. Essere in disaccordo con loro.

Potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potete fare è ignorarli.

Perchè riescono a cambiare le cose.

E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, io ne vedo il genio.

Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.

Mahatma Gandhi


 LEGGI TUTTO QUI :

 http://cipiri.blogspot.com/2012/01/separazione-tra-banche-daffari-e-banche.html




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