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venerdì 19 febbraio 2016

Spending Review un Insuccesso


Spending Review un Insuccesso, 
servizi a rischio

Il presidente della Corte dei conti Raffaele Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario punta il dito contro l’insuccesso parziale della revisione della spesa, l’uso della flessibilità, e il moltiplicarsi delle leggi che fa proliferare l’illegalità.

 La spending review è un «parziale insuccesso» anche per la poca conoscenza delle diverse categorie 
di spesa, e ha posto «solo sullo sfondo il tema essenziale dell’interrelazione con la qualità dei servizi». Così il presidente della Corte dei Conti Raffele Squitieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario punta il dito sulla revisione della spesa messa su dal governo. Il contributo dalla revisione di spesa, infatti, nota Squitieri, non deriva solo da efficienza e razionalizzazione ma anche «da operazioni assai meno mirate di contrazione, se non di soppressione, di prestazioni rese alla collettività»: quindi, in sostanza, il taglio dei costi c’è stato, ma come conseguenza c’è stato anche un brutale taglio dei servizi per i cittadini. 
E nei prossimi anni la situazione non sembra destinata a migliorare: in un quadro prospettico di finanza pubblica «che impone ancora di trovare spazi per correzioni non marginali della spesa, anche allo scopo di consentire di affrontare la questione complessa del carico fiscale» nei prossimi anni «i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati», spiega il presidente della Corte dei Conti alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella,
 dei ministri Pier Carlo Padoan, Stefania Giannini e Graziano Delirio, il vicepresidente del CSM Giovanni Legnini e del capo della Polizia Alessandro Pansa.

«Usata tutta la flessibilità, deficit cala meno»
Squitieri non usa parole morbide neanche nei confronti della flessibilità ottenuta dall’Italia a livello 
europeo: «I margini di flessibilità acquisiti in sede europea sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016» e «in tal modo si mantiene il profilo discendente del deficit nei conti 
pubblici che, tuttavia, assume una cadenza più rallentata». I vantaggi acquisiti, quindi, non hanno 
influito granché positivamente sull’andamento del deficit. Inoltre l’Italia è uscita dalla recessione ma «le vicende più recenti confermano il permanere di un quadro ad alto contenuto di incertezza» che «si è accentuata in queste ultime settimane per il timore del ripetersi di scenari, che sembravano superati, di forti tensioni sui mercati». Così il presidente della Corte dei Conti chiarisce che la crisi non è così 
superata come sembra, e che «in una fase così delicata per il nostro Paese è fondamentale fornire 
impulso alla crescita economica e all’occupazione, pur nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica». Quali sono le soluzioni? Secondo la Corte, per la crescita è indispensabile
 rilanciare gli investimenti pubblici. 

«Recuperare adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere - ha sottolineato Squitieri - 
non rappresenta solo una condizione chiave per il rispetto della clausola europea sugli investimenti 
richiesta dal governo, ma costituisce anche, e soprattutto, la condizione per ottenere adeguati livelli di crescita, riassorbendo un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale 
competitivo del Paese».

«L’illegalità prolifera con la moltiplicazione delle leggi»
L’allarme di Squitieri riguarda anche il proliferare delle leggi, che finisce per rendere più facile violarle: nel mare di norme e regole diverse, è facile trovare i cavilli per aggirarle. «Le illegalità trovano nella complessità e nella moltiplicazione delle leggi spazi più fertili per fare presa, piuttosto che presidi od ostacoli al loro diffondersi», sottolinea Squitieri, secondo il quale l’unica arma per difendersi è «l’efficiente funzionamento della macchina della giustizia», che, « quale strumento principe di contrasto all’illegalità, costituisce un elemento decisivo per contribuire allo sviluppo e alla crescita del Paese». I settori dove si verificano più illeciti? Sono «le forniture e i lavori pubblici, la concessione di contributi nazionali e comunitari a soggetti privati, la gestione della spesa sanitaria e del personale pubblica, l’amministrazione del patrimonio e la riscossione delle entrate pubbliche, l’attività sanitaria ed il conferimento di incarichi a soggetti esterni alla amministrazioni pubbliche».
Il nodo delle partecipate: ancora troppi affidamenti «in house»

La Corte dei conti torna ad affrontare anche il tema delle società partecipate. Nel suo intervento 
all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della Corte ha citato alcuni dati critici: meno del 20% dei Comuni ha dichiarato di non possedere partecipazioni; di queste, poco più di un terzo riguarda i servizi pubblici locali, pur rappresentando una parte significativa del valore della produzione (più del 70% dell’importo complessivo); netta è la prevalenza degli affidamenti in house, essendo risultato irrisorio il numero di servizi affidati con gara (meno di 100 a impresa terza e 400 a societa’ mista su un totale di 26mila). La Corte torna a chiedere perciò «di sopperire a lacune che provocano incertezze e oscillazioni giurisprudenziali». Dunque, di intestare la giurisdizione in materia in via esclusiva alla Corte.

A replicare all’analisi della Corte dei Conti il viceministro dell’Economia Enrico Zanetti: «Grande rispetto per le considerazioni della Corte dei Conti anche se a volte ammetto che mi scappa di pensare, come penso anche a molti cittadini, che se fosse efficace a contrastare specifici e concreti sprechi anche solo la metà di quanto è brava a fare relazioni di carattere generale e astratto, saremmo un Paese due volte più efficiente». «Sulla revisione della spesa», aggiunge «ci sta tutto evidenziare che si sarebbe potuto fare di più e meglio, siamo i primi a pensarlo, ma ci sta anche rimarcare con forza e orgoglio che l’effetto cumulato sul 2016 degli interventi di revisione della spesa fatti in questi due anni dal governo, partendo dal decreto legge 4 del 2014 fino all’ultima legge di stabilità, ammontano a 25 miliardi: non esattamente noccioline».

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mercoledì 11 settembre 2013

Berlusconi ai servizi sociali



Maurizio Crozza: ''Immaginate Berlusconi ai servizi sociali''

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Sta forse finendo un mondo.

Un mito, un falso mito, potrebbe essere a breve mostrato nella sua nuda verità: un'incrostazione di immoralità, spirito di sopraffazione e cultura dell'ipocrisia da far impallidire esempi passati di meschinità e doppiezza famosi e ritenuti insuperabili.

Forse un condannato verrà finalmente espulso dal parlamento e, si badi, non per scelta politica, bensì semplicemente per l'applicazione della pena cui è stato condannato. Senza se e senza ma.

Finalmente potremo tornare a respirare un vago profumo di giustizia in un paese che sembrava catatonico, immobile, cadaverico.

E se questo avverrà forse in larga parte sarà merito di quei cittadini che hanno sempre creduto che non ci si poteva arrendere, anche contro tutte le evidenze, anche contro tutti i violante, tutti i lodi alfano.

Mi ricordo un'intervista a davigo in cui si ribadiva che lottare per ciò che è giusto è un obbligo a prescindere. Questa è la rivoluzione culturale che dobbiamo imporre a noi stessi, essendo inflessibili innanzitutto .

TOLTO IL VIRUS VINCIAMO TUTTI 
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domenica 18 agosto 2013

Lasciamo Berlusconi al suo destino e occupiamoci del paese.





A Giorgio Napolitano e alla Sinistra Italiana:

 NON NEL MIO NOME. 

Nessun salvacondotto a Berlusconi.

Perché la Legge è uguale per tutti e perché rispettare le 

sentenze è un dovere sancito dalla nostra Costituzione.

FIRMA QUI 


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Alessandra Daniele - ”La crisi sta finendo, e un anno se ne va”, prima dichiarazione ottimistica del governo in cerca di un alibi per mollare qualsiasi altra preoccupazione, e dedicarsi, con tutto il resto del parlamento e delle istituzioni, all’ imprescindibile compito per le vacanze: la ricerca d’un modo per salvare il culo flaccido d’un noto pregiudicato che ha frodato 280 milioni di euro al fisco, e creato un fondo nero col quale, presumibilmente, comprarsi puttane e senatori.

Salvarlo dall’orribile tortura di dover passare qualche mese ai domiciliari a palazzo Grazioli, o in una delle sue ville con vulcano, rinunciando a ricevere giornalmente altri noti pregiudicati per trattare altri acquisti di puttane e senatori.

Salvarlo da una breve quanto tardiva interdizione dai pubblici uffici, cioè dall’occasione unica di continuare comunque a occuparsi di pubblici uffici, in più atteggiandosi a Nelson Mandela Padano, a Dalai Lama buddaniere, vittima della crudele dittatura maoista del governo di larghe intese del quale è azionista di maggioranza. Salvarlo da un affidamento ai servizi sociali che trasformerebbe in una tournée elettorale, regalando dentiere alle vecchiette, e assumendo cocainomani, invece della solita cocaina, per inscenare quella filantropia da satrapo ruffano che ha sempre millantato.

Salvarlo per salvare il governo, che sta salvando gli italiani uno alla volta, cominciando da Berlusconi.

Salviamolo noi. Diamo al presidente Napolitano l’idea che sta cercando. Amnistia? No, Amnesia.

Che ogni notizia, ogni immagine, e ogni informazione riguardante Silvio Berlusconi vengano cancellate completamente e definitivamente da ogni archivio, pubblico e privato, da ogni documento, cartaceo ed elettronico, e da ogni memoria, sintetica e organiica.

Smagnetizziamo, smemoriamo, sparaflashiamo l’intero paese, l’intero pianeta se necessario.

Diamo a quest’uomo tanto a lungo perseguitato, ma ancona così giovane di spirito, la possibilità di ricominciare tutto da capo da zero, armato solo della sua lucidità, della sua cultura, e della sua onestà.

Diamo agli italiani la possibilità 
di occuparsi finalmente d’altro. 

da http://www.carmillaonline.com/2013/08/12/salvo-berlusconi/

La risposta dei bagnanti al passaggio degli aerei di forza italia


in galera

La risposta dei bagnanti al passaggio degli aerei di forza italia
leggi http://cipiri.blogspot.it/2013/08/la-risposta-dei-bagnanti-al-passaggio.html


Berlusconi ha distrutto il Paese Italia


Come ha distrutto il Paese Berlusconi
leggi  http://cipiri.blogspot.it/2013/08/berlusconi-ha-distrutto-il-paese-italia.html



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mercoledì 3 ottobre 2012

LINKS: Referendum promosso dal Comitato “Roma Sì Muove”

Referendum promosso dal Comitato “Roma Sì Muove”




Referendum promosso dal Comitato “Roma Sì Muove” per la qualità dell’ambiente, la mobilità, i diritti e i servizi alla persona nel Comune di Roma.


Descrizione

Ecco gli 8 referendum romani RomaSìMuove. Entra a far parte della community di chi vuole cambiare la Capitale, per vivere meglio! AMBIENTE, DIRITTI, MOBILITÀ, MARE LIBERO, RIFIUTI ZERO, MENO COSTI DELLA POLITICA.

IN DETTAGLIO:

AMBIENTE.

- Stop al consumo del territorio.
- Mare libero.
- Strategia rifiuti zero.

DIRITTI.
- Istituzione Registro dei Testamenti biologici.
- Riconoscimento e sostegno a Famiglie di fatto.
- Welfare dei servizi alla persona.

MOBILITÀ.
- Potenziamento trasporto pubblico e car sharing.
- Creazione zona libera dal traffico privato.
- Investimenti sulle tramvie.
- Trasformazionei treni per pendolari in linee metropolitane.
- Raddoppio pedonalizzazioni e rete ciclabile.
- Percorsi obbligatori dei pullman turistici.

MENO PARTITOCRAZIA E COSTI DELLA POLITICA.
- Ridurre i costi dell'apparato amministrativo.
- Azzeramento dei CDA delle municipalizzate.

http://www.romasimuove.it/uffici-urp-dove-firmare-i-referendum-roma-si-muove/

Uffici Urp dove firmare i referendum Roma Sì Muove


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giovedì 3 maggio 2012

LINKS: ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI ...

ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI



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IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
PER I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA

ROMA NON SI VENDE!

SABATO 5 MAGGIO
MANIFESTAZIONE CITTADINA
PARTENZA PIAZZA VITTORIO ORE 15.00



LINKS: ROMA: IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI ...: - IN DIFESA DELL'ACQUA E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI PER I DIRITTI DEI LAVORATORI E LA DEMOCRAZIA ROMA NON SI VENDE! SAB...

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venerdì 18 marzo 2011

Fausto e Iaio furono uccisi dai servizi segreti



Bat - Comunicato

Eh no. Cara Moratti.
Noi siamo ancora convinti di abitare a Milano e non a Gotham City. Esca dai fumetti e amministri la città seriamente!
Abbiamo letto negli ultimi giorni le cronache nei giornali cittadini di suo figlio, novello Bruce Wayne, che si è fatto costruire una principesca Bat-residenza nella zona nord-ovest della nostra città. Si parla di permessi poco trasparenti, si paventano addirittura frodi o interpretazioni ad personam di piani edilizi. Si vocifera, sempre si vocifera, di poligoni di tiro nello scantinato, di palestre fitness e di stanze per lussuosi party.
A questo punto una domanda: il vicesindaco Gordon-DeCorato che dice? Ordina lo sgombero di centri sociali e di circoli Arci, rade al suolo campi nomadi e fa allontanare clochard dal centro.
Cosa dice a noi occupanti, nostro malgrado da più di trent\’anni, che cerchiamo di dare rifugio proprio a chi, a causa della sua politica, non ha altra alternativa che la strada?
Questa Bat-giunta ora ha la possibilità di stare veramente dalla parte di Batman dando ospitalità a chi ne ha bisogno proprio in questa residenza abusiva.
Ma un dubbio sorge legittimo: non vorrà anche questa volta appoggiare la malavita della città e il Joker di turno?
8 marzo 2011
Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito




PRIMO MURALES


Fausto e Iaio furono uccisi dai servizi segreti: le rivelazioni di Danila Angeli

A 33 anni dall'omicidio di Fausto e Iaio, la madre del primo rivela: "Mio figlio è stato vittima di un commando di killer giunti da Roma a Milano, nel pieno del rapimento di Aldo Moro, in una città blindata da forze dell'ordine. Un omicidio su commissione di uomini dei servizi segreti.
Gli apparati dello Stato avevano affittato un appartamento al terzo piano del mio palazzo, in via Montenevoso 9". 
La rivelazione in un'intervista a Radio 24.



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Chi l'ha Visto?
Fausto e Iaio
Data messa in onda:02/02/2009

La sera del 18 marzo del 1978 Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, conosciuti come Fausto e Iaio, entrambi di 18 anni, muoiono ammazzati da 8 colpi di pistola in via Mancinelli a Milano. L'inchiesta, durata più di venti anni, si è conclusa nel 2000 con un'archiviazione. Indiziato principale Mario Corsi detto marione

Fausto Tinelli e Iaio Iannucci uccisi da un agguato fascista il 18 marzo 1978 perchè svolgevano un'indagine autonoma sui collegamenti tra estrema destra e spacciatori di eroina.

http://www.faustoeiaio.org/
http://www.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-bf367cde-a802-4483-bdba-972852d7c...

Gli esecutori materiali degli omicidi sono riconducibili al gruppo neofascista dei N.A.R. legati alla banda della Magliana e formato dai cognati Claudio Bracci e Massimo Carminati (gli uomini con l'impermeabile bianco e la pistola calibro 7,65, modificata calibro 9) e Mario Corsi(il terzo uomo con il giubbotto marrone), indiziati del duplice omicidio (cfr. rispettivamente per i primi due il mandato di comparizione emesso in data 15.10.1991 e per il terzo il mandato di comparizione emesso in data 5.12.1990).
Tra le molte cose, Carminati è stato accusato di aver ucciso Carmine Pecorelli ed ha lavorato con due ufficiali del Sismi a un tentativo di depistaggio dell'inchiesta sulla strage di Bologna.
Nei loro confronti ci sono alcuni indizi e le dichiarazioni dei pentiti.
Mario Corsi dopo la sua "carriera" di assassino neofascista, rientrato in Italia e appoggiato alle società finanziarie di Roberto Fiore (estremista fascista e fondatore di Forza Nuova), è conosciuto oggi per le vicenda delle estorsioni ai funzionari della società calcistica Roma, inoltre era anche conduttore di una popolare trasmissione sportiva su una radio privata romana Centro Suono Sport dal nome "Te la do io Tokio"


MURALES ATTUALE


http://cipiri.blogspot.com/2010/03/fausto-e-iaio-una-fredda-sera-di-marzo.html






TARGA NELLA VIA

 http://cipiri.blogspot.com/2009/03/omicidio-di-fausto-e-iaio.html



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